21°

33°

Provincia-Emilia

Valmozzola quartier generale dei partigiani

Valmozzola quartier generale dei partigiani
Ricevi gratis le news
0
Roberto Longoni
Trasibulo, Sandokan, Lupo, Birra,  Gianpaolo...  Insieme. Di nuovo insieme,  al riparo dalle raffiche degli anni, armati delle loro storie, difesi da  un'eterna giovinezza color seppia dall'accerchiamento dell'oblio. Sulla testa, spioventi di legno; attorno, ampie vetrate affacciate sulla valle del Mozzola: il Museo della Resistenza è una realtà. Sulle bacheche pende un tricolore sabaudo, e domani alle 9,30  un nastro tricolore sarà tagliato. C'è voluta la dedizione di un ex infermiere parmigiano, Maurizio Carra, che ha contagiato d'entusiasmo decine di persone («Dall'amministrazione comunale ai valmozzolesi: siamo stati spalleggiati in tutto» dice lui). Il padre non era partigiano, non lo era nemmeno uno zio: ma grazie a lui sono stati ribaltati fienili e cantine, cassetti e solai. E c'è voluto l'impegno di Caterina Larini, che ha creduto nel museo, facendo una donazione in memoria del marito Gianpaolo, luminare della radiologia che tra questi monti combatté ventenne. Grazie a lei e alla Provincia -  che a sua volta ha sovvenzionato il progetto, per il  quale anche altri privati hanno fatto offerte - i reperti e le testimonianze trovati da Carra ora hanno un luogo per raccontarsi: a Mormorola, di fronte al municipio. Lì sotto, la valle s'apre come un libro da leggere. La guerra partigiana ha lasciato il segno in questo Appennino scabro. «Basti pensare al velo della Madonna della cintura a Mariano: è fatto con la seta di un paracadute».  Qui, lontano dalla corsa del mondo, i partigiani sfilano ancora nei ricordi.  Carra indica di là dal Mozzola, sotto la ruggine del Groppo. Un pugno di tetti rossi: Mercati. «Quelle case nascosero inglesi da far passare oltre la linea Gotica». Lo sguardo sale verso il crinale del Barigazzo. Pochi chilometri di curve: il Castellaro. «Lì era la base di Pablo e dei suoi della 31esima. Poi, il  Castello di Mariano: sede del Comando unico». Questi posti, il padre del museo li ha «rastrellati» palmo a palmo in una trentina d'anni. «Vedevo caricatori, giberne tedesche, elmetti italiani abbandonati nei fienili dall'8 Settembre». La lista era destinata ad allungarsi. E di molto. Reperti che parlano con tono cupo: caricatori dello Sten, del Mab, del Bren; polvere contro i pidocchi, sapone, lamette. E armi. Erose dalla ruggine, ma che hanno sparato, spezzato vite. L'ultimo cimelio? «Una donazione dell'altro ieri: il giubbotto di don Guido Anelli, parroco di Belforte, anima della brigata Julia, paracadutato due volte oltre le linee». Carra mostra grandi lastre arrugginite. Gli aerei americani dell'Oss decollavano da piste fatte con questi incastri.  Accanto, cassette di cibo in scatola e contenitori per le bombe, un telemetro tedesco, radio americane e inglesi, giubbotti, medicine, confezioni di alcol solido, custodie per granate da lanciare con il Mauser tedesco. Ma sono le testimonianze il pezzo forte. Carra ne ha raccolte 55, tutte con il «sigillo» di tessera e attestato partigiani. Inedite, per lo più. «A Gravago mi  sono imbattuto in sette fogli sui prigionieri italiani a Luckenwald, un campo di smistamento a 60 chilometri da Berlino. C'è anche il resoconto, redatto da tale capitano Pagliaro, di un eccidio di ufficiali italiani in una cava». Poi ci sono le foto, a centinaia. Ritraggono volti e concentrati di  storie. Come quella della staffetta che guadagnava 800 lire a viaggio («Da diventar ricchi a continuare» esclamava) e prese a male parole un tedesco che, perquisendolo, gli aveva fatto cadere il pacchetto del tabacco. O quella della donna che aiutò un militare americano ed ebbe in dono un fazzoletto dell'Us Army. Un soldato della Wehrmacht in un rastrellamento scovò quella stoffa ricamata: più che un'accusa, poteva valere una condanna. Ma il tedesco se ne andò dopo aver abbracciato la donna, graziandola. A volte le foto sono parti di un mosaico e «richiamano»  altre immagini. A volte sono ignote più del previsto. «Succede che i figli fatichino a riconoscere i padri partigiani» sorride Carra. «Molti che non sfilarono a Parma il 25 Aprile si misero in posa nel giugno del 1944, per la liberazione (provvisoria, ndr) di Bardi. Degli scatti alla partigiana Paola, che invece a Parma sfilò con la 135esima, i negativi sono stati trovati in una vecchia stufa. «Spero che quanto esposto qui faccia emergere altri reperti, altre testimonianze che colleghino tra loro i vari personaggi». E' una corsa contro il tempo. Ormai  più che la memoria della Resistenza, è in gioco la resistenza della Memoria.             

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi
Clicca qui per leggere e commentare >>

Inviaci il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 2500

Video

IL METEO NEL TUO COMUNE

Gossip, Fun, Spettacoli

William, Harry e quell'ultima breve telefonata con Diana

documentario

William e Harry: "Quell'ultima breve telefonata con mamma (Diana)"

Relax e divertimento al Colle San Giuseppe

PISCINE

Relax e divertimento al Colle San Giuseppe Foto

Ascolti; Ciao Darwin 7 in replica vince il sabato sera

Televisione

Ascolti in tv: "Ciao Darwin 7" in replica vince il sabato sera

Notiziepiùlette

Ultime notizie

Autovelox: i controlli della settimana

PARMA

Autovelox, speedcheck e autodetector: i controlli della settimana

2commenti

Lealtrenotizie

Viale Vittoria, è sempre emergenza spaccio

L'INCHIESTA

Viale Vittoria, è sempre emergenza spaccio

DELITTO DI VIA SIDOLI

«Elisa voleva andare a un concerto, ho perso la testa e l'ho ammazzata»

Fraore

Black out programmato. Ma nessuno lo sapeva

Incredibile

Straordinaria scoperta nel Po: trovata la mandibola di un leone

QUI PINZOLO

Bongiovanni: «Alleno il Parma a tavola»

Traversetolo

Escluso dai servizi scolastici chi non paga

Lutto

Alberto Greci, una vita per il museo Lombardi

SALA

E' morta la Milla, regina della torta fritta

MILANO

Sala: "Il Pd ha sbagliato a non dare credito a Pizzarotti. Forse con lui bisognava dialogare prima"

Il sindaco di Parma alla Festa dell'Unità a Milano si schiera con Gori sullìimmigrazione: "Lo Stato faccia di più"

1commento

PINZOLO

Baraye e Calaiò (triplette) protagonisti nella prima uscita stagionale: 14-0

Giorno, debutto con gol: "Pronto a dare tutto" Video - Le prossime amichevoli (guarda) 

meteo

Il caldo intenso sta per finire, arriva aria fresca

Piogge e temporali al Nord.Centro-sud,calo termico di 8-10 gradi

Bedonia

Con la moto in una scarpata al passo del Tomarlo: grave un 45enne

varano

Incidente a Scarampi: ferito un motociclista

incidenti

Auto contromano in via Capelluti, frontale: ferita una donna

1commento

via Mantova

Ignoti danno fuoco alla rete della casa cantoniera

1commento

IL RICORDO

Gli imprenditori ricordano Alberto Greci

1commento

Il giornale di oggi

sfoglia

abbonati

EDITORIALE

I misteri delle bollette: le multe al tempo della crisi

di Michele Brambilla

1commento

AMARCORD/1

Quando c'era "Un disco per l'estate" Video

di Vanni Buttasi

ITALIA/MONDO

venezia

Donna accoltellata dall'ex marito che poi chiama i carabinieri e confessa

degrado

Venezia: e ora i turisti si tuffano (anche) dal ponte di Calatrava

SPORT

ATLETICA

Under 20, Scotti d'oro nella 4x400

baseball

Scalera, 2 home run in un giorno: Parma Clima vittorioso

SOCIETA'

Malore

Frassica in ospedale per una bevanda ghiacciata

CHICHIBIO

«Podere Lavinia», tutto il buono della carne

1commento

MOTORI

MERCEDES

Classe X, la Stella attacca il segmento dei pick-up

NOVITA'

Opel Insignia GSi, berlina per veri intenditori