-7°

Provincia-Emilia

Gente di provincia: Renato Ponzini

Gente di provincia: Renato Ponzini
0

di Stefano Rotta

COMPIANO - E'figlio della ghiaia, Renato Ponzini. Adesso è un po' uno show, la strada bianca al Giro d’Italia. Ma allora, per questo ciclista di Compiano, che ha fatto in tempo a correre con Bartali nel 1954, e con Coppi fino al 1959, di ghiaia erano le strade materne degli appennini liguri, e la strada per Parma su verso Berceto; niente fondovalle ancora. «Andavo verso il Bocco, era brullo ai tempi. Partenza, cinque del mattino, per trovare l’asfalto», racconta oggi, 79enne, come fosse un miraggio. Ponzini, nella sua casa di Compiano, sotto al castello, racconta la sua vita in sella: dai dilettanti al Giro d’Italia passando per la Vuelta; con la gente assiepata in attesa dell’Airone di Castellania, e il ciclismo come sport principe del Dopoguerra italiano. Passista veloce, Ponzini. E anche lucidissimo narratore di vicende ciclistiche, nel salotto di casa: il televisore acceso e 94esimo Giro d’Italia a basso volume. Sta ricordando una tappa in Calabria, nel 1954 (e qui sta al lettore immaginare la potenza cinematografica neorealista di questo ambiente), quando Slagter rovina a terra, e seguono attimi di concitazione. Risolti i quali, Ponzini salta su: «Bisogna saper scendere sullo sterrato, io ho imparato da piccolo, ci sono dei modi». E poi il fisico, lo stile di vita: «Mica tante balere. Bisogna far vita da corridore. Stare attenti». Racconta: «Sul Bocco, la mia strada preferita, almeno una volta la settimana, da dilettante, con Angelo Brignole, gregario di Bartali. Ma per gli allenamenti capitava anche di andare oltre, verso Busalla e Serravalle, i posti del Coppi». Il Coppi, appunto. Lui li chiama così, «il Coppi», «il Magni». Ci ha passato anni di vita, fra i venti e i trenta. «Che semplicità - dice del Campionissimo - una bella persona, terra a terra, Fausto Coppi». Bartali invece «brontolava sempre», ma era già al tramonto, quando nel 1954 Ginetto finiva e Ponzini cominciava. «Non era più Bartali», taglia corto. Nel 1956 a Bedonia Ponzini passa per primo, nella Rapallo Lecco, al traguardo volante sul colle San Marco, di fronte al nuovo Santuario. La folla è in visibilio. L’enfant du pais è in testa, solo, al comando. La strada è ancora sterrata fino a Borgonovo; Ponzini non vincerà al traguardo finale, ma i ragazzi del paese, come Claudio Mazzadi, che racconta l’episodio, ricorderanno sempre questa gioia effimera. C'era la maglia rosa da difendere, e mica far tante fughe epiche. La portarono fino al Bondone. Poi, lassù, avvenne l’apocalisse. 8 giugno 1956. «Abbiamo attaccato sul Costalunga, forai una gomma. Persi due minuti per cambiare il tubolare». Li avevano ancora a tracolla. «Non c'erano macchine, niente moto, ad aiutarci. Una sola ammiraglia, che se non eri fortunato, poteva anche passare molto tempo prima che arrivasse». Succede di tutto, in una delle più sferzanti bufere che la storia del ciclismo ricordi. Nella confusione generale, con distanze siderali fra i ciclisti, «un corridore, Vito Favero, si ritira, poi scopre che anche altri erano nei suoi stessi panni, viene lasciato a terra e riparte«. Non vinse, non arrivò in cima, semplicemente si ritirò una seconda volta. Racconta, Ponzini: «Fiorenzo Magni chiama il meccanico, la sua catena è troppo secca. L’uomo sbaglia, e la cannetta si incastra nei raggi, facendo danni. Tanto che mentre la cambiava, il Magni ci dava dei bei pugni in testa». Si ritirò anche Ponzini, come molti. «La discesa fu un calvario, con quei giubbini, mi congelarono le mani. Mi svegliai a bordo di un camioncino della Nestlè, in mezzo ai dolciumi. Non so come, ero svenuto. Mi hanno detto che stavo lì seduto su un muretto, ma io non ricordo nulla...». Ne sa una più del diavolo, sul Magni. Come una volta, in Liguria: a Ponzini venne una crisi di fame, «ci voleva la simpamina», sorride, e si lascia staccare dall’avversario dentro una galleria molto lunga. E il doping? «C'era la simpamina, appunto. Veniva molto usata, ti teneva sveglio, reattivo, ma con due pastiglie la notte non dormivi. E allora il giorno dopo te ne accorgevi, eccome, che mancava freschezza». I medici, poi, dice, «erano un po' dei praticoni». Sottolinea inoltre che non si era seguiti da dottori, «al massimo veniva qualcuno, amico di famiglia, per i fatti suoi». Partecipò anche alla Vuelta del 1958. Mai un Tour. Nel 1956, vinse però una classicissima Parigi-Nizza. Fra i ricordi di questa corsa, c'è l’analisi altimetrica di una tappa, tutta in pianura, e quindi affrontata con rapporti lunghi, duri. Una sola rampa, all’arrivo, con gente professionista salita a piedi, spingendo la bicicletta. E pure una coppa Bernocchi, l’anno precedente, che tiene gelosamente sulla credenza. E ovviamente le Milano San Remo, con una pericolosa caduta a Ovada, in discesa a 50 all’ora. Si spaccò la sella, e altri pezzi di bicicletta. Ci vogliono almeno cinque minuti, prima che arrivi un soccorso. Va avanti a raccontare, per filo e per segno, tutti gli avvicendamenti di quella giornata. Se li ricorda, come fosse accaduto ieri pomeriggio. E invece mezzo secolo, con Paese e un Giro del tutto cambiati, sta di mezzo. Qual è la più grande differenza fra oggi e allora? «L'assistenza», risponde. «Allora per una foratura perdevi una corsa». Finita la chiacchierata, Renato Ponzini tira fuori la sua ultima «compagna» a due ruote: una «Whistle» di tre anni fa, con cui pedala spesso verso il Bocco, oggi, con i suoi 79 anni ben portati. E nonostante il medico consigli il riposo, perché qualche acciacchino al cuore c'è, lui 2-3 mila chilometri all’anno li fa volentieri. Una volta, precisa, però, erano anche 20 mila. C'è un ultimo episodio, forse il più divertente, per dar l’idea delle corse del Dopoguerra. E’ il 1952, Ponzini è ancora dilettante, siamo in Puglia. Vennero sistemati in un dormitorio per bambini: letti a castello, e passi, ma davvero troppo corti per riposare. «Niente, andiamo a casa», risolse Ponzini. Fin quando, chiacchierando con un giornalista genovese, tale Giuseppe Rebora, gli venne offerta una stanza d’albergo: il suo. Memorie di quando la stampa navigava nel lusso, e gli sportivi negli stenti.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi
Clicca qui per leggere e commentare >>

Inviaci il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 2500

Video

IL METEO NEL TUO COMUNE

Gossip, Fun, Spettacoli

Fa sesso con il pitbull: arrestato un 23enne

usa

Fa sesso con il pitbull: arrestato un 23enne

1commento

MusicaU2, tutto esaurito a Roma. Annunciata la seconda data

Musica

U2, tutto esaurito a Roma: annunciata la seconda data

Eva Herzigova

Eva Herzigova

L'INDISCRETO

Bellezze mozzafiato e vallette a Sanremo

Notiziepiùlette

Ultime notizie

Conchiglioni crescenza e mostarda

GUSTO

La ricetta della Peppa: Conchiglioni crescenza e mostarda

Lealtrenotizie

Incidente sulla via Emilia: traffico bloccato a Parola

Fidenza

Incidente sulla via Emilia: traffico bloccato a Parola

CLASSIFICA DEL "Sole"

I sindaci più amati in Italia: Pizzarotti al terzo posto, consenso in aumento

Forte discesa del gradimento fra i cittadini per Virginia Raggi a Roma

14commenti

Parma

Due milioni di euro per ristrutturare il ponte sul Taro

1commento

Parma

Trovati in un giorno 3 veicoli rubati: uno scooter, una Clio e una Fiat Ritmo

Calcio

Il Parma acquista Munari: oggi la presentazione con Edera Video

Il centrocampista ha già giocato con la maglia crociata in serie A e in Coppa Italia

LA STORIA

«Grazie a mio marito ho una nuova vita»

FIDENZA

Meningite, la conferma: non c'è rischio contagio

il caso

Minacce e insulti: Bello FiGo, a rischio concerti di Foligno e Torino

Al rapper parmigiano-ghanese sono state cancellate tre date in meno di un mese

16commenti

Senzatetto

Viaggio fra gli «invisibili». Ed è polemica fra Comune e Diocesi

3commenti

Parma

Terremoto: scossa di magnitudo 2.2 in Appennino

Berceto

Dopo 67 anni la cicogna torna a Pelerzo

La storia

In via Po circondati dal degrado

1commento

Omicidio

«Ho prestato la mia auto a Turco, era solo un favore»

meteo

Domenica coi fiocchi: la neve imbianca il Parmense

Inviate le vostre foto

2commenti

natura

Cronache di ghiaccio: un Appennino di gelida bellezza Foto

Tendenza

Anche a Parma è vinilmania

Il giornale di oggi

sfoglia

abbonati

EDITORIALE

Politicamente corretto: l'ipocrisia al potere

di Michele Brambilla

5commenti

EDITORIALE

Le sfide della città

di Filiberto Molossi

1commento

ITALIA/MONDO

Roma

Si arrampicano sul cancello del Colosseo e cadono: un ferito grave

1commento

BOLOGNA

Stupra disabile nel bagno di un bar: la Lega Nord chiede la castrazione chimica

SOCIETA'

Parma

Giocampus Neve da tutto esaurito

curiosità

E' il "lunedì nero": è considerato il giorno più triste dell'anno

SPORT

auto

L'auto protagonista alla Dakar? La Panda 4x4

tennis

Australia Open: Vinci e Schiavone ko all'esordio

ANIMALI

sant'antonio

Benedizione degli animali a Bannone  Gallery Video

animali

Il cervo curioso entra in chiesa Video