Provincia-Emilia

Differenziata: la raccolta nel Parmense è al 54,7%

Differenziata: la raccolta nel Parmense è al 54,7%
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Comunicato stampa

 “Sono percentuali di alto livello non solo nazionale, perfettamente in linea con gli alti livelli europei”. Il presidente della Provincia di Parma Vincenzo Bernazzoli commenta con soddisfazione i dati del Rapporto 2010 sui rifiuti urbani realizzato dalla Provincia in collaborazione con l’Arpa. Un rapporto che testimonia come il Parmense continui il suo progressivo miglioramento, anno dopo anno, confermandosi ai vertici in regione per la raccolta differenziata, che ha raggiunto il 54,7%. Non solo: la provincia di Parma è prima in Emilia-Romagna e seconda in Italia per il recupero delle plastiche (dati Corepla): 20 kg/abitante conferiti dalla provincia di Parma, quasi 4 in più di Rimini (seconda in regione) e quasi il doppio della media regionale (11,6 kg/abitante).
Nel 2010 nel Parmense sono stati prodotti rifiuti urbani per 267.600 tonnellate, un dato pressoché invariato (-0,1%) rispetto a quello del 2009, ma poiché la popolazione è aumentata dell’1,1% la quota di rifiuti per abitante è in realtà diminuita: 605 kg per abitante, contro i 612 del 2009, i 614 del 2008 e i 619 del 2007. Del totale dei rifiuti prodotti, 121.100 tonnellate sono andate a smaltimento (127.300 nel 2009) e 146.500 tonnellate alla raccolta differenziata (140.500 nel 2009), che aumenta così la “forbice” positiva rispetto ai quantitativi smaltiti.

“Martedì a Milano siamo stati premiati per la nostra sostenibilità, siamo primi in Italia, e uno dei parametri presi in considerazione era proprio quello della raccolta differenziata. Il dato che presentiamo oggi è ulteriormente migliorato: la differenziata si è attestata al 54,7%. A questo si aggiunge il fatto che siamo primi in regione e secondi in Italia per il recupero delle plastiche e che la quota di rifiuti prodotti per abitante è diminuita. Sono cifre che presentiamo con soddisfazione e con orgoglio per un lavoro che abbiamo fatto da 10 anni su una materia così complessa”, ha detto nella presentazione di oggi in Provincia il presidente Vincenzo Bernazzoli. “Dieci anni fa i numeri erano ben diversi, molto più bassi, e non avevamo prospettive di chiudere il ciclo con lo smaltimento della parte residua. Io credo che quelli che presentiamo oggi siano risultati importanti, nei quali la Provincia ha giocato un ruolo da protagonista: la sensibilità ambientale di questa Provincia è sempre stata tradotta in piani e programmi, per noi questo è un modo di amministrare serio. Ovviamente tutto questo non si ottiene da soli, quindi ringrazio i Comuni, ringrazio i cittadini per la loro sensibilità”, ha continuato Bernazzoli, sottolineando anche il ruolo di Iren. “Questi sono risultati concreti che danno il segno reale della volontà dell’amministrazione di governare questioni complesse – ha concluso - avendo ben in testa un processo di crescita sostenibile ambientalmente e socialmente”.

I più ecologici nella Bassa - Il rapporto, presentato da Lorenzo Frattini del servizio Ambiente, offre numerose indicazioni interessanti. Leggendo la situazione provinciale per macro aree, ad esempio, si nota come la raccolta differenziata confermi i risultati migliori nella Bassa, dove si è passati dal 69,8% del 2009 al 74,1% del 2010. Buoni anche i dati dei Comuni della Pedemontana (64%) e della zona di Fidenza e Salsomaggiore (61,2%). Inferiori al 50%, invece, i dati del Comune capoluogo (45,9%), della Comunità Montana Est (38,5%) e della Comunità Montana Valli Taro e Ceno (25,9%).

Nel complesso 17 i Comuni sopra il 70%: il più virtuoso del Parmense continua a essere Soragna, che ha ulteriormente migliorato i suoi dati (81,1%). Supera il traguardo dell’80% anche Roccabianca (80,2% contro il 79% del 2009), che “toglie” il secondo posto a Trecasali (79,3%). Ai tre del podio si aggiungono poi Sala Baganza (78,2%), Felino (77,6%), Zibello (77,3%), Sissa (77,2%), Polesine (76,8%), Mezzani (75,4%), Collecchio (74,6%), San Secondo (74%), Fontevivo (73,3%), Busseto (73,1%), Sorbolo (72,4%), Lesignano (71,8%), Colorno (70,4%), Fontanellato (70,1%).
Per quanto riguarda il destino finale dei rifiuti indifferenziati, nulla è stato smaltito in provincia di Parma: la quota di rifiuto “secco” uscita dai due impianti di preselezione di cui ci si serve per l’indifferenziato (Iren e Comunità montana Ovest) è stata inviata agli inceneritori di Reggio, Piacenza e Corteolona (Pv), e alle discariche di Novellara e Carpineti.

“Quelli del 2010 sono dati lusinghieri che però non costituiscono un traguardo. Vogliamo arrivare sempre più in alto, i margini di miglioramento ci sono. L’obiettivo più immediato è quello di proseguire con l’estensione delle raccolte domiciliari e arrivare entro il 2012 al 65% di raccolta differenziata”, ha commentato l’assessore all’Ambiente Giancarlo Castellani, che ha fatto riferimento anche al termovalorizzatore (“servirà a smaltire l’indifferenziato non recuperabile, che oggi mandiamo in altre province, permettendoci di arrivare all’autosufficienza territoriale”) e alla tariffazione: “È un tema su cui stiamo lavorando con la Regione a proposito del Piano ambientale 2012-2014, per avviare sperimentazioni sulla cosiddetta tariffazione puntuale e andare dunque verso un riconoscimento effettivo dell’impegno dei cittadini”.
Il risultato raggiunto dal territorio è il frutto di un lavoro sinergico caratterizzato dall’impegno della Provincia, dalla disponibilità dei Comuni e dalla sensibilità dei cittadini, chiamati in prima persona a dare un contributo rilevante in questa partita. L’estensione sempre più massiccia del sistema di raccolta porta a porta ha certo contato: partite nel 2005 anche grazie alle scelte operate dal Piano provinciale di gestione rifiuti (Ppgr), le raccolte domiciliari sono arrivate nel 2010 a toccare 26 comuni del territorio (per un totale di 225.000 abitanti).

 

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  • peterproud

    18 Giugno @ 09.05

    bisogna comunque distinguere fra differenziata tout court e porta a porta, il porta a porta puo' andare bene x organico ed indifferenziato , ma per carta e vetro/plastica ripristinerei i cassonetti ci costerebbe decisamente meno e per il cittadino non vedrei grossi disagi..........poi magari una riduzione della tariffa non farebbe male

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  • Ferra

    17 Giugno @ 12.53

    Certo bongo hai ragione girare con i camion a raccogliere la differenziata costa .... più giri fai più costa. Piantiamo lì. Sarebbe bello se tutte le cose fossero così facili ... basta guardare solo una parte. Quella che mi piace di più guardare ... Forse se ti facessi un giro su questo sito: http://www.conai.org/hpm00.asp e studiassi un po' vedresti che ci si guadagna anche un bel po'. Una tonnellata di rifiuti smaltita in maniera differenziata è un risparmio perché non va a smaltimento (che bisogna pagare!) + un ricavo che viene pagato a chi conferisce. Moltiplica per decine di migliaia ... fai il conto ... poi mi dici. A Marco ... che dire .. forse hai ragione ... mi domando quanti esposti di questo tipo saranno partiti in questi 10 anni ... quando si teneva il rudo in casa ... nel bidone ... con il pesce insieme alla plastica e alla carta .... Quelli si che erano attentati ... Ma non mi sembra che le galere siano piene di pubblici ufficiali delle ASL. Con questo resta salvo il fatto che se si può fare meglio ... lo SI DEVE Assolutamente fare!

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    • marco

      18 Giugno @ 13.24

      ... hai dimenticato di dire che quando buttavi tutto nella pattumiera, senza dividere niente, in strada avevi i cassonetti e quindi in casa non tenevi niente ... leggi più attentamente tutto e prendi in esame tutto l'insieme ... adesso è molto diverso, perchè non puoi vuotare la pattumiera quando vuoi, anche se è piena ... buon senso!

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  • massimo

    17 Giugno @ 08.43

    Hai ragione Bongo costa troppo quindi è meglio permettersi di acquistare un bel pacchetto di camini di Termovalorizzatori al giorno e fumaselo tutto quanto boffando dritto in gola ai nostri figli......w w il dio denaro........(che schifo)

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  • bongo

    17 Giugno @ 05.23

    La raccolta differenziata dei rifiuti domestici è un lusso che non ci possiamo permettere: costa troppo caro. Tutto quel personale che vediamo salire e scendere dai camion per raccogliere tutti i nostri sacchetti davanti alle abitazioni di città e campagna, chi lo paga? Il ricco stato di New York, tanti anni fa, fu uno dei primi ad adottare la raccolta differenziata, ma presto si rese conto che costava troppo e tornò ai vecchi cassonetti.

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  • marco

    16 Giugno @ 22.40

    @GIUSEPPE: ... in merito al suo dictat, secondo cui bisogna tacere e pedalare, le spiego alcune cose percui, quando si attuano certi criteri di raccolta differenziata, ci vuole almeno il buon senso di applicare sistemi già utilizzati da altre regioni (Trentino) e Stati (Germania) da almeno 20 anni e sicuramente con risultati migliori dei nostri. Non solo, ma senza creare situazioni di difficoltà alla cittadinanza, che anzi, proprio perchè non è ostacolata,ma facilitata, risponde molto meglio alle richieste di riciclaggio totale. Per farle capire meglio allego un sunto della diffida inviata ad AUSL, IREN, COMUNE DI PARMA e p.c. Prefettura e Magistratura. "In merito a quanto in oggetto, dopo collocquio con personale IREN, per il problema dell'immondizia da tenere negli ambienti di lavoro sottoposti a controlli di igiene da parte del AUSL, ed un più approffondito esame del comunicato stampa di IREN e delle modalità adottate per il prelievo, comprese le date in cui sarà assente il servizio (per 2 volte l'immondizia indifferenziata non sarà raccolta per 15gg), ritengo il dovere di segnalare agli organi competenti di legge e che devono far rispettare l'igiene pubblica, nonchè salvaguardare il benessere psico-fisico delle persone e dell'ambiente in cui vivono, che l'attività introdotta dall'assessore Sassi per la gestione dei rifiuti, è un palese ATTENTATO ALLA SALUTE DEL CITTADINO e pertanto deve essere diffidata dal proseguire con le modalità edotte nel comunicato. In particolare: 1) L'immondizia non può essere stoccata in casa o nelle attività commerciali, in quanto portatrice di batteri, muffe e/o agenti volatili, per i quali le persone più esposte, come bambini e anziani, possono essere soggetti ad infezioni; negli ambienti sottoposti a controlli di igiene aumentano a dismisura la possibilità di infezioni e contaminazione aerobica della strumentazione e/o materiale utilizzati per lavorare. Molti non hanno, nè balconi, nè spazi protetti da adibire a immondezzaio, oltre al pericolo che ne può derivare per chi ha in casa bambini piccoli o persone con handicap che non possono distinguere ciò che è dannoso alla loro salute. 2) Il fatto che sia immondizia indifferenziata, non vuol dire che sia esente dall'essere, sporca, infetta, bagnata, corrosiva, può non rientrare negli altri prodotti della differenziata, ma nello stesso tempo avere la necessità di essere smaltita subito, e non dopo una settimana o adirittura 15gg come indicato in 2 casi. Mi risulta che l'AUSL, tra i tanti compiti che svolge nel campo di prevenzione e igiene (ripeto PREVENZIONE) ha anche il compito di verificare che le abitazioni di persone, spesso anche con problemi psichici, siano pulite e decorose; ebbene dopo quello che l'assessore Sassi farà, dovrete controllare un po' tutte le abitazioni al fine di prevenire accumuli di immondizia e il proliferare e il diffondersi di infezioni e situazioni di pericolo per le persone. 3) Il fatto di dichiarare di raccogliere solo i sacchi di immondizia a marchio IREN e che una volta terminati quelli a disposizione bisogna comprarli, credo sia una forzatura che le persone non accoglieranno, perchè i pochi soldi che ci sono, la gente li usa per mangiare, per i generi di prima necessità e non certo per comprare sacchetti per l'immondizia; quindi, verranno lasciati sui marciapiedi i sacchetti senza marchio e saranno alla portata di tutti, scarafaggi, topi, cani, gatti, e qualunque animale randagio in cerca di cibo e poi portatore di malattie. Sui marciapiedi passano le persone e i bambini che poi portano a casa quello che viene sparso o lasciato a marcire; se già siamo normalmente a rischio, poi aumenterà. A questo aggiungeremo i sacchetti lasciati normalmente in giro durante la settimana, perchè la gente se può aspettare il lunedì, lo fa', ma se il sacchetto è pieno o contiene cose da smaltire subito, non lo tiene in casa e lo butterà (a ragione, perchè non c'è alternativa) in strada. In più, la gente che lavora, non perde un'ora di lavoro per andare a comprare i sacchetti IREN (se io lo facessi dovrei farvi una fattura di 100,00€ per le ore che perdo). 4) I cassonetti dell'indifferenziata, vogliono lasciati e semmai sostituiti con quelli che per l'apertura richiedono la chiave magnetica; nessun comune dove si applica la raccolta differenziata totale, ha tolto i cassonetti dell'indifferenziata, proprio perchè le persone sono in difficoltà e/o non possono tenere in casa i rifiuti. 5) Essendo il personale AUSL, preposto alla prevenzione e salvaguardia della salute, un pubblico ufficiale, ritengo doveroso il vostro intervento, anche per non incorrere in reati penali di cui voi poi dovrete rispondere in assenza di un'opportuna indagine e modifica radicale del progetto dell'assessore Sassi, che ha dimostrato una volta in più incompetenza e superficialità nell'introdurre questa attività, che ripeto, per come formulata, vuole essere un palese ATTENTATO ALLA SALUTE DEL CITTADINO". Con questo, concordo che vuole fatta, ma non con queste modalità, senza tenere conto dell'impossibilità per legge di alcune attività che non possono stipare immondizia nei locali, perchè sottoposti a controllo d'igiene, o di quelle persone che fisicamente non hanno lo spazio per tenerla in casa, perchè in un monolocale o bilocale senza balconi, cantina e garage, e tante altre situazioni che non stò ad elencare. L'interesse del Comune era arriavare al 60% di raccolta a tutti i costi senza badare ai problemi che ne derivano per le persone, soprattutto problemi di ordine sanitario.

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