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Sala, in Consiglio la protesta degli alluvionati

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Cristina Pelagatti

Si è aperto con un minuto di silenzio per Agostino Galeotti, il 61enne di Talignano deceduto sabato 11 a causa del nubifragio il primo consiglio comunale a Sala Baganza dopo l’alluvione. Il consiglio non prevedeva all’ordine del giorno alcun punto dedicato alla discussione dell’emergenza nubifragio ma una folta schiera di cittadini alluvionati era presente alla seduta, sperando evidentemente di poter discutere del problema. All’inizio della seduta il sindaco Cristina Merusi ha utilizzato il punto «comunicazioni del sindaco» per effettuare una cronistoria degli avvenimenti e della gestione dell’emergenza, lasciando poi la parola all’assessore alle opere pubbliche Aldo Spina che ha parlato della situazione dopo l’alluvione. Le parole del sindaco e dell’assessore non devono essere parse sufficientemente esaustive al gruppo di alluvionati che, dopo aver ascoltato le comunicazioni in rispettoso silenzio, è uscito dalla sala, non tralasciando di esprimere rimostranze verbali alla volta del tavolo consiliare. Il sindaco ha inizialmente ricordato Agostino Galeotti: «lo conoscevamo e lo amavamo per la sua gentilezza, rimarrà nei nostri ricordi come simbolo della disgrazia» ha affermato il sindaco. E parlando poi del nubifragio, ha citato «la protezione civile comunale, la prima ad attivarsi, la protezione civile provinciale, di Reggio e di Modena, i vigili del fuoco, la polizia municipale dell’unione pedemontana e tutte le forze dell’ordine, sempre presenti per coordinare le attività,  ed i cittadini che hanno aiutato nell'emergenza». «La Regione ha distribuito subito 500.000 euro sui tre comuni per le somme urgenze - ha continuato il sindaco - la prima preoccupazione è stata per i lavori di massima urgenza, e poi per rifare le infrastrutture pubbliche gravemente danneggiate». «Abbiamo chiesto che venga dichiarato lo stato di crisi e di emergenza - ha concluso Merusi  - Crediamo sia necessario si attivino i parlamentari del territorio, di ogni parte politica, per chiedere risorse al governo, perché per noi una delle priorità è recuperare i fondi per risarcire i privati e le aziende colpiti e nel contempo, lavorare con le istituzioni preposte per evitare situazioni analoghe in futuro». L’assessore Spina ha spiegato come si sia lavorato per garantire la funzionalità sulle infrastrutture e sui sottoservizi colpiti. Ha inoltre fatto presente che continua il lavoro per il censimento preciso dei danni. Dopo l’uscita del gruppo di alluvionati la seduta del consiglio comunale è proseguita con l’accorpamento al demanio stradale di alcune aree di terreno ad uso pubblico in via Cortesi e con la nomina di Veronica Carbognani, Giovanni Ronchini e Tiziana Azzolini nella commissione per la formazione degli elenchi dei giudici popolari.

.Sala Attiva al fianco dei cittadini
Il commento del gruppo consiliare
Il gruppo consiliare Sala Attiva ha commentato in una nota il consiglio comunale. «La comunicazione del sindaco ha deluso le giuste aspettative dei nostri concittadini che vorrebbero invece un impegno serio e responsabile. Nella comunicazione non è contemplato alcun impegno concreto. La popolazione è duramente provata, la disorganizzazione e i ritardi di chi doveva coordinare i soccorsi hanno inferto un duro colpo alla credibilità dell’Ente Locale». «Sala Attiva ha posto tre questioni prioritarie: la ricerca delle cause dell’alluvione, l’accertamento delle eventuali responsabilità, l’obbligo per i responsabili di mettere immediatamente mano ad azioni urgenti che eliminino i rischi che ancora gravano sul territorio di Sala. Questo è stato fatto, concretamente, da parte del capogruppo di Sala Attiva, Tiziana Azzolini, che ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica». Sala Attiva è in contatto con i propri parlamentari di riferimento perché si impegnino ad ottenere dal Governo i fondi necessari ai cittadini e alle aziende danneggiate. E’ disponibile ad incontrare assieme ai parlamentari coloro che lo richiederanno per dare loro aiuto e assistenza».
.Alla Camera  interrogazioni di Lega e Udc 
Rainieri: «La Regione ha disponibili 81 milioni». Libè: «Solo scaribarile»
«Venticinque milioni di euro per il superamento dell’emergenza e 81  per il finanziamento di interventi urgenti e prioritari per la mitigazione del rischio idrogeologico. Questo lo stanziamento previsto dal Governo in favore della regione Emilia duramente colpita dall’alluvione dell’11 giugno». A darne notizia è l’onorevole Fabio Rainieri, parlamentare della Lega. «Nella sua risposta alla mia interrogazione - spiega Rainieri - il sottosegretario all'Ambiente, Giampiero Catone, ha preso atto che la Regione Emilia Romagna è stata interessata da eccezionali nubifragi di elevata intensità che hanno causato forti disagi e danni alla popolazione, alle infrastrutture pubbliche ed alle attività produttive e ha sottolineato che in data 4 maggio è stato firmato l’Atto integrativo all’Accordo di programma tra il ministero dell’Ambiente e la regione Emilia Romagna, che riquantifica in complessivi 81.068.400 euro le risorse statali da attribuire alla Regione per il finanziamento di interventi urgenti e prioritari per la mitigazione del rischio idrogeologico». «Per il superamento dell’emergenza – aggiunge il parlamentare parmigiano - sono state valutate in 25 milioni di euro le risorse economiche occorrenti per il superamento della prima emergenza. Affinchè questi fondi siano effettivamente disponibili è però necessario che la regione, e quindi il presidente Errani, richieda in tempi estremamente rapidi lo stato di emergenza». Non è invece soddisfatto l'onorevole Mauro Libè dell'Udc, che aveva presentato una interrogazione assieme al collega di partito  Armando Dionisi. «Al di là dei numeri - spiega Libè -  non sono previsti interventi specifici per il grave danno subito dai territori. Noi avevamo chiesto la  dichiarazione di stato di emergenza per trovare risorse in tempi immediati e dare sostegno a chi in questo disastro ha subito danni gravi, partendo  dalle attività economiche già provate dalla situazione di crisi.  Ci sono attività che hanno chiuso e che devono riaprire subito. In sostanza, il governo non ci ha risposto: riteniamo invece che quello della dichiarazione dello stato di emergenza sia una soluzione possibile, perchè il danno è notevole, ma concentrato in una piccola area. La nostra impressione è che, facendo riferimento ai fondi assegnati alla Regione nel maggio scorso, si faccia solo una politica dello scaricabarile che non potrà che ripercuotersi gravemente sui cittadini». «Da parte nostra - ha concluso Libè - ci riserviamo di fare altri interventi già dalla prossima settimana perché sia il governo che la Regione devono trovare una soluzione a questi problemi».


 

 

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