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Bologna, rapina la moglie di un dirigente della Mobile: tunisino arrestato. Tappa a Parma durante la fuga

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Stava fuggendo in Francia, per poi tentare, forse, di rientrare in Tunisia, l’autore della violenta rapina che giovedì scorso, a Bologna, ha avuto come vittima la moglie di Fabio Bernardi, dirigente della squadra Mobile del capoluogo emiliano. Moez Mziz, 36 anni, tunisino di Sfax con alle spalle molti precedenti soprattutto per droga, è stato arrestato ieri sera alla stazione di Genova, a bordo di un treno diretto a Ventimiglia, con le accuse di rapina aggravata e lesioni personali. Nella sua fuga il suo telefonino è stato intercettato anche a Parma.

La vittima della rapina era stata picchiata brutalmente, riportando un trauma cranico e varie ferite alla testa, medicate in ospedale e guaribili in 10 giorni. L’aggressione è avvenuta verso le 19,30 in via della Bova, un vicoletto nei pressi della caserma di polizia Smiraglia di via Cipriani, zona Lame. La moglie del dirigente, una 45enne, era stata raggiunta alle spalle da uno straniero con il volto coperto da un casco, che aveva cercato di scipparla.

Alla reazione della donna, il malvivente l’aveva scaraventata a terra e presa a pugni in testa. La rapina era stata interrotta da un agente del commissariato Due Torri, in quel momento fuori servizio: il poliziotto era intervenuto riuscendo a mettere in fuga il bandito, salito su uno scooter dove l’attendeva un complice, dopo avere gettato a terra il casco e la borsa appena trafugata.

Da alcune impronte digitali trovate sul casco, gli agenti della Mobile hanno identificato il rapinatore, conosciuto con diversi "alias", tra cui quello del marocchino Sabri Ali. Nei giorni successivi i poliziotti hanno ritrovato lo scooter, un Piaggio Liberty risultato rubato, usato dai banditi per fuggire e, nella circostanza, hanno denunciato per ricettazione un altro marocchino che lo aveva in uso. L’uomo è risultato estraneo alla rapina, ma sulla rubrica del telefonino aveva il numero di un certo "Sabri". Gli investigatori hanno rapidamente ottenuto dal pm Francesco Caleca, titolare dell’indagine, l'autorizzazione a intercettare l’apparecchio, che è stato localizzato nelle campagne di Parma.

Domenica gli inquirenti hanno potuto ascoltare una conversazione fra il tunisino e un’amica, alla quale l’uomo ha confidato di essere ricercato per una brutta rapina fatta a Bologna e di essere intenzionato a fuggire in Francia. Lunedì il cellulare è stato nuovamente localizzato a Lambrate, nel Milanese, in movimento verso la Liguria e alle 20,30 l’uomo è stato bloccato, in stazione a Genova, dalla squadra Mobile della città ligure. Le indagini proseguono per identificare anche il complice.

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  • MANRICO

    05 Luglio @ 17.07

    FATTO GRAVE E INQUIETANTE...COME MAI QUEL TUNISINO ERA ANCORA LIBERO DI CIRCOLARE CON QUEI PRECEDENTI...?????GIRIAMO LA DOMANDA A VENDOLA E COMPANY.......

    Rispondi

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