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Ancora tensione al Giro della Padania. Oggi la terza tappa: arrivo a Salsomaggiore

Ancora tensione al Giro della Padania. Oggi la terza tappa: arrivo a Salsomaggiore
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VIGEVANO - Nuove proteste e qualche tafferuglio al Giro della Padania: nella seconda tappa i ciclisti sono partiti da Loano e sono giunti a Vigevano. Domani arriveranno a Salsomaggiore, dove sono possibili altre contestazioni. Alcuni manifestanti, tra i quali esponenti di Rifondazione Comunista e Pd, hanno contestato il passaggio della corsa verde a Savona, costringendo i corridori a deviare il percorso della seconda tappa. Anche oggi, come ieri a Mondovì, non sono mancati spintoni e anche momenti di tensione tra manifestanti, forze dell’ordine e corridori, davanti alla Torretta di Savona, dove è andata in scena la protesta.

IVAN BASSO E SACHA MODOLO: «INSULTATI E PICCHIATI». «Siamo dei ciclisti e siamo venuti a questa gara per correre, chiediamo che il pubblico ci permetta di farlo». È l'appello di Ivan Basso e Sacha Modolo, protagonisti dei tafferugli di oggi alla partenza della seconda tappa del Giro di Padania. «Siamo stati insultati - raccontano in una nota degli organizzatori della corsa - e qualcuno è andato anche oltre ai fatti e ci ha rifilato delle sberle. Per noi questi comportamenti sono inaccettabili: siamo degli sportivi, ci alleniamo e fatichiamo quotidianamente per poter correre, non accettiamo che i nostri sforzi vengano resi vani in questo modo».

IDENTIFICATO UNO DEGLI AGGRESSORI: E' UN 73ENNE. La Digos di Savona ha identificato uno dei manifestanti che questa mattina ha aggredito i ciclisti del Giro di Padania. P. P., 73 anni, avrebbe preso a sberle Sasha Modolo, vincitore della tappa di ieri.
Nei filmati si vede l’anziano, capelli bianchi, maglietta nera e bandiera tricolore legata al collo, grida «vergogna, vergogna» e mette le mani in faccia al ciclista. Rischia una denuncia per violenza privata, ma per procedere nei suoi confronti è necessaria una querela di parte.

MOSER: «COSA VOGLIONO QUESTI COMUNISTI? NELLE LORO CORSE FAVORIVANO I RUSSI». «Ma cosa vogliono questi comunisti con tutte quelle bandiere rosse? È una vita che organizzano corse ciclistiche come il Giro delle Regioni o il Gran premio della Liberazione, dove favorivano i russi e nessuno ha mai detto niente. Perché anche gli altri non dovrebbero farlo?». Francesco Moser, ex campione del mondo di ciclismo e vincitore del Giro d’Italia, è fortemente polemico con quanti protestano contro il Giro della Padania.
«Se non avessero fatto tutto questo casino - dice anche l’ex campione del mondo e recordman dell’ora - nessuno si sarebbe accorto che c'era il giro della Padania, invece adesso lo sanno anche i sassi. Mi hanno criticato perché ho partecipato alla presentazione di questa corsa, ma quando ho corso il Gp della Liberazione nessuno ha detto niente». «E mi ricordo - aggiunge Moser - un anno proprio in quella corsa ero in fuga, verso Cerveteri, con Tullio Rossi (che poi divenne suo gregario, ndr) e con due russi, uno dei quali poi vinse commettendo una scorrettezza per la quale avrebbe dovuto essere squalificato. Invece siccome era dell’Urss, col cavolo che i "compagni" lo fecero». 
Ma almeno non sarebbe stato opportuno chiamare in altro modo questa corsa a tappe? «Ripeto: ma quelli che protestano cosa vogliono? - ribadisce Francesco Moser -. La Padania esiste, è inutile far finta di niente, quindi è giusto che la corsa si chiami così. Certe realtà ci sono, come per esempio anche l'Euregio, territorio che comprende il Sudtirolo, ed il Trentino e del quale noi vogliamo organizzare il giro ciclistico. Nessuno si è scandalizzato per il Gp della Liberazione dell’Unità e dei comunisti, perchè farlo ora per il giro della Padania? Non c'è niente di male nel fatto che esista anche questa corsa, e chi fa casino e provoca scontri le fa solo pubblicità».

IL LATO SPORTIVO DELLA CORSA: VINCE ELIA VIVIANI. Volata con brivido sul rettifilo d’arrivo  di Vigevano che ha ospitato il traguardo della seconda tappa del  Giro di Padania: a vincere è stato Elia Viviani (Liquigas), che  ha preceduto sul traguardo Sacha Modolo (Colnago) e Danilo  Napolitano (Acqua e Sapone). Il corridore di Vallese di Oppeano  (Verona), campione europeo in carica su pista, è riuscito quindi  nell’intento di ribaltare l’esito della volata di Laigueglia  riuscendo ad evitare una caduta ai 200 metri dal traguardo che ha  coinvolto alcuni dei favoriti di questa tappa, tra cui Andrea  Guardini (Farnese Neri). Viviani conquista così anche la  leadership nella classifica generale, a pari tempo con Sacha  Modolo. Domani la terza tappa, la Lonate Pozzolo-Salsomaggiore  Terme, lunga 198 chilometri. 

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  • PAOLO

    02 Aprile @ 11.21

    Moser va ben oltre alla consueta ignoranza del popolo italico..........la Padania????? c'è? dov'è? dovrebbe tornare fare le elementari, sto zodico. D'altro canto che colpa hanno i ciclisti.....nessuna, quindi è da condannare ogni atto di violenza nei loro confronti.

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  • Pietro

    08 Settembre @ 13.23

    Scusate....per i provini di un Posto al Sole? :-)

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  • gaston65

    08 Settembre @ 12.24

    comunismo = nazismo = non democrazia ! cercare di impedire una corsa di biciclette x fini politici è l'ennesimo esempio di come il comunismo sia ancora radicato in certe persone.

    Rispondi

  • Pavesin Luciano

    08 Settembre @ 12.16

    l'intolleranza politica non paga, una corsa sportiva e' una corsa sportiva. Strano popolo quello italiano....NESSUN TAFFERUGLIO A FAVORE DEI MARINAI ITALIANI SEQUESTRATI IN SOMALIA, NESSUN TAFFERUGLO PER L'AUMENTO DELLA BENZINA, NESSUN TAFFERUGLIO PER LE DONNE I IN PENSIONE (graduale) AI 65 anni, ma tafferugli per una corsa ciclistica.

    Rispondi

  • Giuseppe Dallara

    08 Settembre @ 11.51

    Il Giro della Padania, le Miss Padane, un ministro della Repubblica Italiana in canotta e toscano in bocca... Secondo voi l'Europa e il Mondo cosa può pensare di una Nazione abitata e governata da gente così? Oltre ad uno "sputtanamento" globale, l'Italia risulta per questi tipi talmente inaffidabile che la speculazione mondiale ci sta facendo a pezzi! Un capolavoro! Quando si toglieranno dalle scatole e dal Governo, ci vorranno dieci anni per raccattare i cocci.

    Rispondi

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