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Giro della Padania: parapiglia nella salita del Poggio Diana. La quarta tappa parte da Noceto

Giro della Padania: parapiglia nella salita del Poggio Diana. La quarta tappa parte da Noceto
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A Salsomaggiore si attende l'arrivo dei ciclisti del Giro della Padania. Carabinieri e polizia sono impegnati nell'ordine pubblico. I primi manifestanti anti-Giro sono arrivati con la bandiera della Cgil e alcuni striscioni all'altezza dell'arrivo in viale Matteotti. Chi protesta critica il Comune, che ospita un'iniziativa di questo tipo spendendo risorse che, a loro giudizio, potrebbero essere risparmiate in questo momento di crisi.

Nel tratto collinare del percorso fra Salso e Tabiano (3 giri) circa 30 militanti di Rifondazione comunista salsesi e parmigiani  hanno formato un cordone per ostacolare la corsa. A quel punto sono intervenuti alcuni ciclisti amatoriali, che guardavano la corsa, e ci sono stati momenti di tensione. Sono intervenuti i carabinieri e, nel parapiglia, un militare e un manifestante sono caduti a terra. E' stato identificato un uomo ma al momento non ci sono persone in stato di fermo. I ciclisti sono riusciti a passare in uno stretto spazio rimasto libero sulla carreggiata e a raggiungere l'arrivo in viale Matteotti. Uno di loro è caduto ma non è rimasto ferito.

Domani la quarta tappa partirà da Noceto. L'arrivo è a San Valentino di Brentonico, in provincia di Trento, dopo 184,6  chilometri. I primi 100 chilometri saranno completamente pianeggianti, disegnati sulle  strade di Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto; una volta approdati  in terra veronese si imboccherà la Valpolicella mentre da  Bussolengo i corridori in gara risaliranno verso Fumane e Marano e al chilometro 125 inizierà la salita che condurrà a Sant'Anna  d’Alfaedo, dove sarà posto il primo GPM di giornata.   Successivamente la discesa in direzione di Valdadige condurrà il  gruppo verso la difficile scalata della salita verso San Valentino  di Brentonico, dove sarà posto il secondo GPM di giornata e il  traguardo finale. La tappa sarà particolarmente adatta agli scalatori. 

RENZO BOSSI: "NON SI COLPISCANO I CORRIDORI". La gara è stata promossa da due società sportive indipendenti ma vicine alla Lega Nord, tanto che uno dei promotori è Michelino Davico, sottosegretario leghista all’Interno. L’idea della corsa, si dice negli ambienti lumbard, è stata partorita dal capo in persona, Umberto Bossi. Tanto che, stamattina, alla partenza è arrivato anche il figlio Renzo. «Chiunque può manifestare liberamente - ha detto - perché siamo un paese libero ma non lo si fa colpendo i corridori che fanno il proprio lavoro. Qui si fa sport e lo si usa per conoscere meglio il territorio».

CRITICHE ALLE FORZE DELL'ORDINE DAL SEGRETARIO REGIONALE DI RIFONDAZIONE COMUNISTA (PRC). «Le forze dell’ordine hanno rischiato di creare qualche incidente, perché quando stavamo dimostrando, stavano passando, oltre ai ciclisti, anche macchine e moto della corsa». Il segretario regionale del Prc Nando Mainardi ha partecipato in prima persona alle proteste di Salsomaggiore Terme contro il Giro di Padania. «Le nostre intenzioni - ha detto Mainardi, contattato dall’agenzia Ansa - erano pacifiche, le forze dell’ordine sono intervenute con qualche spintone di troppo. Il nostro obiettivo era quello di creare disturbo ad una manifestazione propagandistica e di regime e ci siamo riusciti perché la corsa, negli ultimi chilometri, è stata notevolmente rallentata».
Mainardi, che era a pochi metri, ha raccontato anche l'episodio che ha portato all’identificazione di un manifestante, trattenuto brevemente dalle forze dell'ordine. «Mentre lo stavano spintonando - ha detto - si è mosso, è inciampato ed è caduto assieme al carabiniere che lo stava trattenendo. Non si è certo trattato di un tentativo di aggressione e credo che la cosa sia già stata chiarita».
In compenso, ha raccontato Mainardi «c'era un gruppo di persone che non c'entravano niente né con le forze dell’ordine né con l’organizzazione della corsa, alcuni dei quali addirittura vestiti da ciclisti, che ci hanno provocato ed hanno cercato la rissa. Una ragazza che faceva parte del gruppo dei manifestanti è stata anche presa per i capelli».

LA CGIL CONDANNA LE MODALITA' DELLA PROTESTA. (comunicato stampa) La CGIL di Parma esprime l'assoluta condanna e estraneità sulle modalità di protesta adottate da un gruppo di manifestanti al Giro della Padania in transito a Salsomaggiore Terme.
La CGIL era presente con alcuni dirigenti e con alcune bandiere manifestando in forma pacifica e democratica la propria protesta presso l'arrivo della corsa.
Il coinvolgimento, in luogo diverso dall'arrivo della corsa, di un funzionario della CGIL negli episodi di colluttazione con i carabinieri rappresenta un fatto esecrabile, nel quale un dirigente dell’organizzazione non deve mai venirsi a trovare.
Nelle prossime ore gli organismi della CGIL valuteranno attentamente quanto accaduto e adotteranno i necessari provvedimenti a tutela della reputazione dell'organizzazione e dei suoi iscritti in base a quanto previsto dallo Statuto interno.

SACHA MODOLO VINCE ANCORA. Sacha Modolo concede il bis e dopo la  vittoria nella tappa inaugurale si impone anche nella terza  frazione del Giro di Padania, corsa lungo i 225 chilometri che  portavano da Malpensa Lonate Pozzolo a Salsomaggiore. Il  portacolori della Colnago CSF si riporta così al comando della  graduatoria generale. Tappa velocissima contraddistinta dalla lunga fuga di sette  concorrenti: Yannick Talabardon (Saur Sojasun), Wesley Sulzberger  (Nazionale Australia), Davide Orrico (Unitedhealthcare Pro  Cycling), Edoardo Girardi (De Rosa Ceramica Flaminia), Volodymy  Zagorodny (Miche Guerciotti), Anton Vorobev (Itera Katusha) e  Gregoire Tarride (V.C. La Pomme Marseille), durata 168  chilometri, con i fuggitivi che hanno fatto registrare un  vantaggio massimo di 6'40". Nel finale c'è stato l’attacco di  Oscar Gatto (Farnese Neri) e Giuseppe De Maria (De Rosa Ceramica  Flaminia), che sono stati ripresi a quattro chilometri dalla  conclusione. Ci prova poi Miguel Rubiano Chavez (D’Angelo &  Antenucci), quando mancano tre chilometri all’arrivo. Il  colombiano conquista 8" di vantaggio ma viene riprese nel corso  dell’ultimo chilometro ed è di nuovo un festival dei velocisti al  Giro di Padania con la vittoria di Modolo davanti a Elia Viviani  (Liquigas Cannondale) e Danilo Napolitano (Acqua&Sapone Mokambo).

"Quello di oggi è stato un vero e proprio test in  funzione della prova iridata - racconta Sacha Modolo -. Nel finale di corsa, sull'ultimo strappo, ho provato la fuga in compagnia di Oss,  Ulissi e Sella. Non sono un corridore a cui piace stare sempre in mezzo al gruppo. Nei chilometri finali non c'è stato un vero e proprio treno e questo mi ha favorito, dato che mi ritengo un  velocista da sprint affollati. Ancora una volta ho sfruttato nel  miglior modo possibile il mio ottimo stato di forma, e così e  arrivata la decima vittoria di questa stagione. Domani cercherò  di dare una mano a Pozzovivo e Stortoni, che puntano al successo  finale del Giro di Padania. Per quanto riguarda il Mondiale, se  Bettini riterrà opportuno convocarmi, mi metterò a sua completa  disposizione, cercando di dare il massimo per la nazionale  azzurra".
Un po' deluso Elia Viviani, oggi secondo. "Nel finale mi sono trovato solo troppo presto, per questo ho subito il gioco di  squadra di Modolo e Belletti - ammette il corridore della  Liquigas-Cannondale - Questo ulteriore podio dimostra comunque il  mio ottimo momento di forma. Nella frazione di domani, adatta agli  scalatori, mi metterò a completa disposizione della squadra.  Cercherò di riconquistare il successo nell’ultima tappa".

PROTESTE ALLA PARTENZA A LONATE POZZOLO (VARESE). Ha preso il via senza incidenti da Lonate Pozzolo, vicino all’aeroporto di Malpensa, la terza tappa del Giro di Padania, che si concluderà a Salsomaggiore. Il gruppone di ciclisti si è mosso dopo lo start dato da Renzo Bossi e dal sottosegretario Michelino Davico, fra gli applausi dei sostenitori e il rumore di fischietti, trombe e tamburi di una quarantina di contestatori. A Lonate Pozzolo, dove erano presenti massicciamente le forze dell’ordine, non ci sono stati tafferugli o episodi di violenza.
In tarda mattinata una quarantina di manifestanti ha iniziato a contestare pacificamente il Giro di Padania con striscioni, trombe e fischietti per disturbare l’assembramento di ciclisti e supporter. Ci sono i sindacati di Base Cub e Cobas dei lavoratori del vicino aeroporto di Malpensa che sostengono in uno striscione che "La Lega critica bene ma razzola male". Ci sono volontari della Uisp, che contestano l’utilizzo di una gara ciclistica a fini che a loro giudizio non sono solo sportivi. C'è un gruppetto che sventola una bandiera "No Tav". E c'è anche chi dice di sostenere l’indipendenza dei Paesi Baschi ed è arrivato al Giro di Padania per dire "No alla Padania, sì all’indipendenza Basca".
"Lega fora di ball", è uno degli slogan maggiormente scanditi dai manifestanti, che vengono tenuti a distanza dalla polizia.

 

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  • CLAUDIO

    10 Settembre @ 17.10

    francesco,lo dicono tutti,il sud E' LA PALLA AL PIEDE DELL'ITALIA. Poi mettila come vuoi ma il risultato non cambia. Tra Andrangheta,mafia ,falsi invalidi,tasse non pagate euro dati dalla comunita' europea e volatilizzati nel nulla, la Taronia vive perche' c'e' la Padania altrimenti il sud sarebbe come l'Albania. Nonostante i nostri scandali,senza il sud la Padania sarebbe pari alla Germania. Con la Taronia che CI SFRUTTA E CI SUCCHIA IL SANGUE COME UN VAMPIRO, siamo ormai....alla canna del gas

    Rispondi

  • francesco

    10 Settembre @ 10.18

    VELENOSO ti sei dimenticato di dire che al Sud gli asini volano e i pesci hanno le zampe. E, a proposito di falsi invalidi, hai dimenticato di dire che un milione di truffe a Napoli non fanno la truffa Parmalat (la più grande della storia) o la truffa Credieuronord (banca della lega) che si è fottuta i soldi dei risparmiatori. Certo che la PELLAGRA ne ha fatti di danni dalle tue parti! Pensa che uno dei primi provvedimenti dell'Italia Unita fu quello di debellare la malattia che, tra le conseguenze aveva proprio la DEMENZA. Furono costruite strade, essiccatoi per il mais, furono migliorate le condizioni igieniche, furono costruite ferrovie. E tutto questo, pensa un pò, con i soldi del Banco di Napoli e con le strade ferrate e le fabbriche smontate al Sud, caro il mio polentone. Ma tutto questo non lo puoi sapere, perchè è gia tanto se sei in grado di leggere. Del resto non si spiegherebbe la piena fiducia in un uomo, Bossi, che fu lasciato dalla prima moglie perchè le aveva detto che era medico, ma ogni mattina, svoltato l'angolo, andava a giocare a biliardo. Lo stesso personaggio che appena possibile ha sistemato, da buon furbetto italiano (altro che patano), il figlio minorato. Si sa: e figl sò piezz'e core.

    Rispondi

  • CLAUDIO

    09 Settembre @ 20.46

    Qualunque cosa si fa in Italia,giusta o sbagliata che sia,ci sono sempre in prima fila i comunisti che protestano e il piu' delle volte non sanno nemmeno loro perche' protestano.

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  • CLAUDIO

    09 Settembre @ 19.27

    Se ci fosse il GIRO DI TARONIA, nessuno avrebbe detto niente. Il fatto e' che la PADANIA da fastidio al resto d'Italia perche' senza la Padania il resto dell'Italia sarebbe al livello dell'Albania per cui tutti quelli non padani,vogliono che la Padania rimanga attaccata all'Italia altrimenti per loro e' la fine.iN QUESTO MODO,NOI PAGHIAMO LE TASSE per loro,paghiamo L'ICI per loro,paghiamo la sanita' per i loro finti ciechi e invalidi etc...Questa e' la verita'.Ben venga quindi una LEGA SUD per fare quello che Bossi sta facendo per il Nord e se la LEGA SUD dicesse-----CI STACCHIAMO DAL NORD---------IO FESTEGGIO UN ANNO INTERO.La verita' e' che la PADANIA deve mantenere la TARONIA altrimenti la PADANIA sarebbe a livello,se non superiore alla Germania.

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  • Stegiato

    09 Settembre @ 10.49

    Vergognose le frasi di Mainardi che accusa la polizia, dovrebbe ringraziare di non aver preso le manganellate che si meritava!

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