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Colorno - Continua la polemica sui rifiuti abbandonati

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 Cristian Calestani

Oltre che inquinanti stanno diventando anche i rifiuti della discordia. Continua a distanza – dopo il faccia a faccia in consiglio comunale – la polemica tra il consigliere di minoranza Giuseppe Sicuri e l’amministrazione comunale. 
L’oggetto del contendere sono i rifiuti – si tratta di fondi di cisterne di lavanderia industriale - abbandonati all’altezza dello svincolo Nord della tangenziale di Colorno. 
Sicuri, dopo che la mozione da lui presentata in consiglio non è stata votata poiché la maggioranza ha fatto mancare il numero legale uscendo dall’aula, è tornato all’attacco ribadendo la necessità di presentare  «un esposto alla Procura per sgomberare immediatamente l’area». 
Dalla parte opposta il sindaco di Colorno Michela Canova ha respinto al mittente le accuse di «immobilismo» e ha chiarito che la scelta di «far mancare il numero legale non è stata il frutto di una frattura all’interno della maggioranza, ma una decisione condivisa dopo il rifiuto di modifiche al testo della mozione da parte di Sicuri». 
Durante l’ultimo consiglio comunale l’esponente del Pdl aveva presentato una mozione per «dare mandato al sindaco di fare un esposto alla Procura della Repubblica per arrivare allo sgombero immediato del materiale inquinante». 
Ma due punti della mozione di Sicuri non sono stati condivisi dalla maggioranza: il primo quello relativo al passaggio in cui si dice che «dopo vari mesi niente è stato fatto per sanare la situazione» e il secondo quello in cui si parla di «dare mandato al sindaco» per la presentazione dell’esposto che la maggioranza avrebbe voluto vedere sostituito da una forma molto più morbida del genere «approfondire tutte le questioni relative all’esposto».
 Sicuri ha detto no a qualsiasi modifica ed ha chiarito che «dalla documentazione relativa al ricorso al Tar presentato dalla ditta cui l’amministrazione ha rivolto un’ordinanza di sgombero si evince un comportamento inattivo nel tempo che oggi consente alla ditta di mettere in difficoltà l’amministrazione. La ditta ha precise responsabilità visto che non può addurre al fatto che non ci sia stata una consegna formale del terreno su cui sono stati depositati i rifiuti poiché la stessa ditta utilizzava il medesimo terreno. Era dovere della ditta recintare l’area per evitare l’abbandono di rifiuti e scongiurare il degrado ambientale che è all’origine dell’ulteriore conferimento. Vi è stata un’omissione di controllo da parte dell’amministrazione comunale che non ha indotto la ditta a predisporre il luogo in maniera consona ai lavori. Tollerando l’amministrazione si è resa corresponsabile». 
«La nostra procedura per accertare le responsabilità è antecedente alla prima interpellanza di Sicuri – ha rimarcato il sindaco – Quella di ricorrere alla Procura della Repubblica è una soluzione che non scartiamo a priori, ma che metterebbe il Comune nella posizione di doversi far carico nell’immediato delle spese di sgombero. Abbiamo fatto mancare il numero legale perché non condividendo il testo della mozione non avremmo potuto votare a favore o astenerci, ma allo stesso tempo sarebbe stato incoerente votare contro un atto, come l’esposto alla Procura, che non escludiamo di prendere in considerazione nel prossimo futuro. Ci siamo impegnati a proporre una mozione sul tema durante il prossimo consiglio».
 

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