Provincia-Emilia

Bandini e Marchini espulsi dal Pdl: "Candidature, qualcosa non ha funzionato, mancano regole precise"

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«Un provvedimento assurdo e risibile». Così Davide Bandini di San Secondo e Rodolfo Marchini di Borgotaro definiscono la loro espulsione dal Pdl. L'espulsione è stata decisa perché i due ex membri del coordinamento provinciale si sono candidati in liste diverse da quelle ufficiali del Pdl.
Marchini e Bandini dicono di essere onorati di essere stati buttati fuori «da questo Pdl».
Ecco il loro comunicato:

Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto il provvedimento di espulsione dal Pdl per aver violato l’art. 4 e 25 dello Statuto, ossia per esserci candidati nei nostri comuni in liste civiche diverse da quelle imposte dal Coordinatore provinciale, il Dr. Luigi Giuseppe Villani, e dal suo Vicario, il Dr. Massimo Moine.
Nel sottolineare che il procedimento si è svolto in tutta fretta in pieno periodo di ferie ferragostane, a partire dall’8 di agosto, prendiamo atto senza troppa sorpresa del suo esito, ma è risibile che l’espulsione sia stata comminata in questa fase di vigilia elettorale e di “nuova regolamentazione” del Pdl. Infatti, se il Segretario A. Alfano ha nominato il cosiddetto “Gruppo delle regole”, ciò avrebbe dovuto significare che anche lui fosse consapevole che, tra le altre anomalie, qualcosa non funzionasse nel “manico” del partito. Cioè, per stare al nostro caso, se due dirigenti provinciali del Pdl, come eravamo noi, si sono presentati nei loro comuni in liste civiche diverse da quelle imposte da Villani e da Moine, quantomeno qualcosa non dovrebbe aver funzionato nella dirigenza provinciale del Pdl nel suo insieme, in assenza evidente di regole precise.
Per il nostro caso, invece, le regole erano certe e la sanzione certissima: ESPULSIONE!
Eppure tutti, nel Pdl, da Berlusconi in giù, sanno bene chi è Villani, dopo che si era candidato al Parlamento qualche anno fa, a dispetto della candidatura di Iva Zanicchi, voluta da Berlusconi!
Certamente noi abbiamo creduto, come una gran parte degli Italiani, in Berlusconi, in Forza Italia e poi nel Pdl. E non siamo pentiti di averlo fatto: il fascino della libertà democratica e del cambiamento socio-politico dell’Italia valevano prima e valgono ancora oggi. Però, se il partito, che si richiama alla libertà, non possiede gli anticorpi per impedire non le supposte prepotenze di Berlusconi, ma quelle di un Villani di turno, allora il nome della libertà appare letteralmente usurpato. E non vogliamo pensare che a Villani sia stato concesso di sbarazzarsi, alla vigilia congressuale, di noi perché eravamo stati tra i protagonisti a Parma dell’ultimo congresso di Forza Italia che lo avrebbe messo in netta minoranza, ma che qualcuno aveva impedito di celebrare. No, a questo punto, preferiamo propendere che questo partito, nonostante il maquillage rilanciato da Alfano, sia inquinato alle radici della libertà e della democrazia. Il controllo sul partito che esercitano gli attuali parlamentari, “nominati” da una strettissima nomenklatura, ingessa purtroppo lo status quo, con tanti saluti alla libertà democratica e al coinvolgimento dal basso per selezionare con le “primarie” i candidati e i dirigenti. Se esse ci saranno, si tratterà ancora una volta del solito teatrino della politica!
Noi non siamo giustizialisti e pensiamo che la magistratura “politicizzata” abbia esagerato contro Berlusconi, ma non possiamo nemmeno accettare che sia offesa la nostra intelligenza nel credere che a favore di Tarantini siano stati riservati gli 850.000 €, di cui si parla, per puro benevolo aiuto. Così, nonostante la smisurata fiducia politica riconosciuta finora a Berlusconi, oggi ci sentiamo persino onorati di essere stati espulsi da questo Pdl. Del resto, se nel Pdl c’è ancora posto per Scajola, Brancher, Cosentino, Minetti et similia, mentre noi “abbiamo danneggiato gravemente l’immagine del Pdl” (così recita il provvedimento che ci espelle) “per non aver concordato la candidatura col Coordinatore provinciale e col suo Vicario”, ossia per non aver obbedito alle imposizioni di Villani e di Moine nei nostri comuni, allora la nostra “grave infrazione alla DISCIPLINA del movimento” la consideriamo orgogliosamente come un titolo di merito.
Dopo aver partecipato al congresso di fondazione del Popolo della Libertà nella fiducia che col nuovo partito si sarebbero corrette, con spirito liberale e democratico, le anomalie di Forza Italia, scopriamo amaramente che ai difetti precedenti si è aggiunto oggi un surplus di autoritarismo di fatidica gerarchica memoria.
E tuttavia noi non siamo delusi o sfiduciati, e non ci lasceremo rapinare la nostra passione politica e i nostri ideali di società liberale: cercheremo di farli valere anche fuori dal Pdl! Sappiamo che senza i partiti la politica muore, ma vediamo anche che lo scenario politico odierno (dal Pdl al Pd, con il caso Penati) è molto deludente per tanti, troppi cittadini, e che l’onda dell’antipolitica cresce e infuria. Ci siamo sempre battuti, dentro a Forza Italia e nel Pdl, per la partecipazione dal basso, per la democrazia interna e per la gestione collegiale e non autocratica. Quattro anni fa, da Roma, ci hanno impedito di togliere, in un regolare Congresso di Forza Italia, il dominio villaniano su Parma e oggi ci espellono dal Pdl. Dunque possiamo riconoscere serenamente di aver perso finora la sfida della libertà contro chi può imporre la sua prepotenza, ma, in ogni modo, continueremo a impegnarci per quei veri valori liberali in cui crediamo e per il nostro territorio (in gran parte colpevolmente trascurato), al quale daremo sempre il nostro modesto contributo di idee e di azione politica. 
 

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  • marco

    14 Settembre @ 09.21

    ...Un giorno RINGRAZIERETE i compagni del PDL...

    Rispondi

  • Mario

    13 Settembre @ 22.44

    Villani..Moine..Minetti..Scajola...bastano i nomi.

    Rispondi

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