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"Cento negozi chiusi a Salso": l'indagine sul campo di un blogger

"Cento negozi chiusi a Salso": l'indagine sul campo di un blogger
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«Cento negozi hanno chiuso a Salsomaggiore». L'allarme lo lancia Paolo, un blogger salsese, che per inaugurare il suo spazio SalsoioDìco (gioco di parole fra “salsoiodico” e “Salso io dico”) ha messo on line una sorta di censimento degli esercizi commerciali chiusi nella città termale. Il blogger traccia un quadro con tanto di fotografie e cartina, invitando gli stessi lettori a segnalargli eventuali errori o integrazioni da fare.
Secondo Paolo, ad esempio, nella zona fra via Puccini e viale Corridoni sono 20 le serrande abbassate per effetto della crisi. Altri 4 negozi non lavorano più in via Dante: «Ecco un esempio di come una via troppo buia possa nuocere alla sua visibilità (50% di negozi chiusi)», dice l'autore di questa ricerca sul campo.
Altri 19 esercizi che hanno chiuso sono in via Milano, secondo quanto segnala Paolo.

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  • luigi

    25 Settembre @ 11.07

    Mah...forse ho le idee confuse...o forse le avete un pò cofuse anche voi. Certo, si può dire tutto...ma magari il "flusso turistico" dell'outlet potrebbe fare bene anche a Salso! Perchè non lo fa? Forse perchè a salso da anni non c'è più nulla di nulla? volete dirmi che è solo colpa dei negozi chiusi che a Salso la gente non va? Secondo me significa nascondersi dietro a un dito. semplicemente che viene all'outlet da fuori (e vede nel cartello dell'uscita autostradale che a pochi chilometri c'è Salsomaggiore terme) non ci va comunque perchè non c'è niente per cui valga la pena andare! Non ci vanno nemmeo più i parmigiani!! E da anni!! Il flusso dell'outlet potrebbe essere un vantaggio. Se non ci fosse, per Salso non cambierebbe nulla!! Per quanto riguarda le catene di colossi alimentari tanto vituperate...anche io penso che fosse molto meglio prima con il negozio sotto casa...il problema è che queste catene non vendono solo prosciutto cinese, ma anche quello del consorzio di parma, vendono il latte della fattoria di casalmaggiore, vendono i prodotti caseari della azienda valceno....vendo il parmigiano reggiano DOC...vendono i prodotti Barilla....ecc. ecc. poi è chiaro che vendono anche i prodotti di seconda terza mano, cinesi, ecc. ecc....e lì la scelta è solo ed esclusivamente del consumatore, i prezzi sono esposti...e tante persone in difficoltà possono così sacrificare la qualità e comprare da mangiare lo stesso...E' brutto da dire, ma la realtà è questa. Io non so cosa dire, ma anche i libri di testo per le scuole in queste catene vengono venduti e alla fine sul cumulo totale si risparmia non poco rispetto alla libreria del centro città!!! I testi sono assolutamente gli stessi (vengono consigliati dalle scuole stesse)...perchè? siamo sempre lì, certo le catene non sono proprio enti di beneficienza e hanno i loro interessi spesso non troppo limpidi...ma anche i negozianti di paese diciamo che ci hanno spesso messo del loro....(viene un temporale e la verdura improvvisamente costa il doppio perchè il raccolto finale non andrà come previsto...)...e noi...si va dove si spende meno.....

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  • medioman

    23 Settembre @ 16.11

    @luigi: mi pare che tu abbia le idee un pochino confuse.... hai idea di quanto fattura un outlet? centinaia di milioni di euro all'anno. E' evidente che non sopravvive con la sola popolazione locale, ma che, per sopravvivere, deve creare un "flusso turistico" di centinaia di migliaia di persone. E, ovviamente, in concorrenza con altri "poli turistici". Per quanto riguarda i prezzi, è ovvio che il negoziante tradizionale non è in grado di fare arrivare container di prosciutti cinesi a prezzo stracciato....con buona pace delle aziende nazionali, e della nostra forza lavoro....La vera concorrenza è data dalla moltitudine di aziende operanti nel settore, non da pochi colossi che non hanno nessuna intenzione di battagliare tra di loro, anzi!!! Forse non lo sai, ma molte catene applicano prezzi diversi a seconda della collocazione del punto vendita; cioè, lo stesso prodotto, nella stessa catena, lo paghi un prezzo diverso a seconda della città, o del quartiere dove lo compri. Contento te!!

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  • luigi

    23 Settembre @ 10.29

    continuo a non capire chi da la colpa all'outlet della morte di salso....ripeto, di outlet c'è piena l'italia, ma le città circostanti sono sopravvissute benissimo, anzi ci hanno guadagnato di più! Ho frequentato Salso per anni quasi tutte le domeniche negli anni 80 e 90....bè, ben prima dell'avvento dell'outlet abbiamo smesso di tornarci con l'impressione che già fosse tutto morto. E' solo mancata la programmazione e una visione del futuro, salso è rimasto alla cocezione di terme di 40 anni fa! Andate nei centri termali che funzionano veramente a vedere cosa sono le "terme" di oggi!! Per quel che riguarda il prosciutto nel negozio sotto casa, anche io abito in un paese....e andare a fare spesa era diventato un problema per i prezzi di questi negozi assolutamente non concorrenziali. Ripeto: concorrenza, questo manca all'Italia paese retrogrado!!! Ma concorrenza vera!!! non ci si può lamentare degli aiuti alla fiat ed invocare in aiuto ai negozianti la non concessione alla costruzione di supermenrcati....le due cose non stanno in piedi contemporaneamente. tutti hanno il diritto di impiantare attività commerciali o servizi o altro, si facciano vera concorrenza....ed il vantaggio sarà per tutti. Poi...se nel carrello metti altra roba inutile, non è colpa del supermercato....e solo tua, che come i salsesi, non programmi.....spendi soldi in più...e rimani senza!! (guardate a rimini che negozi ci sono con 6-7 outlet nel giro di 10 kilometri, siena che negozi ha con 3 outlet nel territorio circostante...volete altri esempi? mantova...per dirne uno!)

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  • medioman

    23 Settembre @ 09.47

    @Filippo: hai mai sentito parlare di "dumping"? E' quello che è successo in Paesi, a noi vicini, dove, anni fa', gli amministratori pubblici la pensavano come te. Funziona così: io, impresa multinazionale piena di soldi, creo una "città degli acquisti", per attirare consumatori da decine di chilometri, con mille tipi di "attrazioni" (prezzi, spettacoli, ragazze allegre...); Dopo qualche anno, dopo aver fatto morire la concorrenza dei piccoli negozi di paese, posso permettermi non solo di applicare i prezzi che voglio (essendo ormai in regime di monopolio), ma addirittura di indirizzare il comportamento di acquisto dei consumatori, obbligati a comperare solo quello che io voglio vendere....Il vero servizio al consumatore, secondo me, consiste nell'offerta realmente diversificata, e possibilmente "a domicilio". Per adesso, mi fermo qua.

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  • Pluto

    23 Settembre @ 09.25

    X MAURIZIO FORSE SFUGGE CHE NON SI SON RISPARMAITI SOLDI , IL COMUNE è AL TRACOLLO PIENO DI DEBILTI DA PAGARE!!! QUINDI X INVESTIRE OCCORRE PORTAR RISORSE NON DIRE COSA BISOGNA FARE, QUELLO ORMAI LO SAN TUTTI! COMUNQUE COME DI JULY LA PULIZIA è LA BASE X INIZIARE

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