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Casarola, puledro sbranato. Il proprietario: "Sono stati i lupi"

Casarola, puledro sbranato. Il proprietario: "Sono stati i lupi"
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Beatrice Minozzi
La paura di Giuseppe Bianchi ha ormai un volto: è quello del lupo che, a Casarola, sembra avere mietuto un’altra vittima, un puledro maschio di razza «franches montaigne» di cinque mesi e mezzo e di circa 3 quintali di peso, di proprietà dell’azienda agricola Bianchi. Ed è stato proprio Bianchi a ritrovare, insieme a sua moglie Luisella Chiesa, la carcassa dell’animale, riversa in un pascolo a poche centinaia di metri dall’abitato di Casarola. La paura dell’allevatore ha iniziato a materializzarsi quando una delle cavalle dell’allevamento, che conta una ventina di esemplari, ha iniziato a mostrarsi nervosa.
Bianchi ha notato subito che al fianco della fattrice mancava il suo puledro. Le ricerche sono iniziate immediatamente, ma solo l’indomani mattina hanno portato al ritrovamento dell’animale. «Questo è uno dei momenti più delicati dell’anno – spiega Luisella Chiesa -: i puledri, così come i vitelli, iniziano a crescere e ad allontanarsi dalla mandria. Questo comportamento li espone a dei rischi e li rende più vulnerabili all’attacco dei predatori».
I rilievi dell'Ausl
Dopo il ritrovamento della carcassa Bianchi ha subito allertato l’Ausl, che ha mandato sul luogo un incaricato per i rilievi del caso e che ha constatato che il puledro è rimasto vittima di un attacco di «animali predatori».
L'esperto
A verificare la situazione è poi andato anche il veterinario Mario Andreani, esperto di lupi. «L’animale è stato chiaramente mangiato dai predatori – spiega Andreani -, se si tratti di lupi o cani non saprei dirlo. Quel che ho notato è che non ci sono chiari segni di predazione, e si potrebbe anche pensare al consumo della carcassa di un animale morto per altre cause, non più accertabili».
Le perdite
Di animali, Bianchi, ne ha però già persi altri tre a causa dei «predatori». Nel settembre del 2008 una vitella di 180 chili fu ritrovata sbranata in un campo recintato vicino a Casarola, mentre risale solo allo scorso maggio il secondo attacco, che ha lasciato sul campo due vitelli di razza «blue belga» di circa tre mesi, assaliti e sbranati mentre erano al pascolo sui monti di Riana.
«Nel caso della prima vitella abbiamo dovuto aspettare un anno e mezzo per ricevere 684 euro di risarcimento – ricorda Luisella -, a fronte di un valore commerciale di circa 2000 euro, mentre per i due vitelli morti a maggio non abbiamo ricevuto ancora nulla». Luisella spiega poi che «il risarcimento dovrebbe aggirarsi intorno ai 700 euro per entrambi i capi, quando il loro valore commerciale avrebbe potuto essere di 700 euro, sì, ma l’uno». Per quanto riguarda l’ultima vittima, invece, Luisella ancora non sa a quanto ammonterà il risarcimento, e neppure quando lo riceverà. «So solo – aggiunge -, che di certo non coprirà il valore totale dell’animale».

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  • XS

    02 Novembre @ 19.49

    ...ma avete veramente ANCORA paura (allevatori a parte) dei lupi ??? Si, ce ne sono ma è quasi impossibile vederli e temono l'uomo, in compeso compiono il lavoro per il quale sono nati e cioè anello della catena biologica! hanno sempre popolato i ns Appennini e non capisco perchè ora che si sono ripresi come popolazione (NON sono stati rintrodotti, è una favola metropolitana) invece di vedere il lato positivo ci si lascia prendere dai luoghi comuni.... Vivi e lascia vivere.

    Rispondi

  • MANRICO

    12 Ottobre @ 18.12

    MA E' MAI POSSIBILE CHE NON SI RIESCA CATTURARLO CON DELLE ESCHE.....'???? ALTRIMENTI BISOGNA INTERCEDERE A SAN FRANCESCO CHE AMMANSI' IL LUPO..

    Rispondi

    • michele

      12 Ottobre @ 21.18

      questo problema c'e' anche nei dintorni di salsomaggiore terme,non e' piu' possibile addentrarsi nel bosco perche' ci sono i lupi.questi animali sono molto pericolosi e bisognerebbe che chi ha deciso di liberarli se li tenesse nel suo girdino.speriamo che qualcuno decida di risolvere questo problema prima che ci lasci le penne qualche persona..............

      Rispondi

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