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Il rischio piene nel Parmense: deciso lo sgombero delle aree golenali aperte

Il rischio piene nel Parmense: deciso lo sgombero delle aree golenali aperte
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PARMA - E’ dalla sede del Coordinamento provinciale della Protezione Civile che verrà monitorata in queste ore la situazione del livello del Po e dei suoi affluenti fino all’esaurimento della piena. Nella sede di via del Taglio a Parma alle 12 di oggi si terrà la riunione, indetta dal presidente della Provincia di Parma Vincenzo Bernazzoli, dell’Unità di crisi con i rappresentanti dei Comuni rivieraschi, della Prefettura, Vigili del Fuoco, Aipo, Servizio tecnico di bacino oltre al Coordinamento volontari della Protezione civile.
Già questa mattina l’assessore provinciale Andrea Fellini con il Servizio provinciale di Protezione Civile ha svolto un sopralluogo a Polesine e nelle zone rivierasche dove l’onda di piena è attesa presumibilmente per la notte. La variabile sui dati e l’ora di arrivo nelle nostre zone è infatti determinata dalla portata degli affluenti.
“ Tutti i comuni stanno continuando il monitoraggio soprattutto nelle zone golenali ed è di questa mattina la comunicazione dell’Agenzia regionale di Protezione Civile di procedere con lo sgombro delle arre golenali aperte – dice Fellini – alle 9,30 di questa mattina a Ponte Becca nel pavese il livello era di 3,83 di poco superiore al 1° livello e al di sotto dei 4metri e 50 che fissano il livello di guardia e attenzione. E’ un dato confortante perché quel rilievo è effettuato dopo la confluenza col Ticino”.
A Piacenza il Po è salito a 5,92, superando il primo livello (5) e toccando il secondo, quello di preallarme fissato a 6 metri. A Isola Pescaroli invece le acque sono arrivate  a 13,77 metri, il livello due è fissato a 14 metri e la massima piena storica ha raggiunto i 17 metri.
Fino ad ora nel Parmense le piogge e i temporali caduti in questi due giorni sono stati sotto controllo e al servizio provinciale non sono arrivate segnalazioni di situazioni di emergenza. Alle 12 si farà anche il punto sullo stato del territorio, oltre che sull’evoluzione della piena del Po.

LA SITUAZIONE DEL PO - Le intense precipitazioni che hanno interessato il bacino del Po, ed in particolare il territorio Piemontese, a partire dal pomeriggio di giovedì 3 novembre, hanno determinato come noto la formazione di onde di piena lungo gran parte degli affluenti del Torinese, Cuneese, Alessandrino e Vercellese.
I bacini maggiormente colpiti sono stati quelli dello Scrivia, del Tanaro (compresi i suoi affluenti Orba e Bormida), dell’Alto Po (Chisola, Pellice, Dora Riparia, Stura di Lanzo), della Dora Baltea e del Sesia con valori che hanno superato in alcuni casi la soglia di elevata criticità.
Conseguentemente, sull’asta principale del Po si è formata un onda di piena che nella nottata appena trascorsa ha attraversato il tratto torinese, con valori al colmo prossimi alla soglia 3 (con una criticità compresa tra il moderato e l’elevato) e in queste ore sta ancora crescendo nel tratto a valle della confluenza della Dora Baltea (sezione di Crescentino).
I colmo è stato registrato a Carignano (TO) a mezzanotte con un livello di 4,92 s.z.i. (livello 3 di riferimento per l’elevata criticità = 5 m sullo zero idrometrico). Alle ore 4 di stamattina alla stazione di misura di Torino Murazzi il colmo ha raggiunto 4,77 m. s.z.i. (livello 3 di riferimento per l’elevata criticità= 4,70 m s.z.i.).
Il colmo di piena del Po, previsto nella serata di oggi nella sezione di Isola San Antonio (confluenza Tanaro), sulla base degli attuali scenari di previsione si propagherà nel tratto di valle con valori compresi nell’intorno della soglia 2 (che rappresenta il livello di passaggio alla criticità moderata) e determinerà l’allagamento delle aree più prospicenti il fiume. Potranno quindi essere interessate le strutture e le attività poste nelle aree golenali aperte. Non si prevede l’interessamento delle aree golenali chiuse ma si raccomanda la massima attenzione lungo tutto il corso d’acqua.

Gli scenari di previsione per le prossime 24/36 ore evidenziano una nuova perturbazione che potrebbe interessare nuovamente il territorio piemontese e pertanto i livelli lungo l’asta potranno mantenersi elevati almeno per i prossimi tre giorni.
Il colmo di piena dovrebbe raggiungere Piacenza intorno alla tarda mattinata di domani, martedì 8 novembre.
E’ interdetta la navigazione lungo tutta l’asta del Po. Aggiornamenti sull’evoluzione del fenomeno e sulle eventuali situazioni di criticità idraulica saranno disponibili nel sito www.agenziapo.it, sezione “Servizio di piena Aggiornamenti”.
 

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  • Daniele Tanzi

    07 Novembre @ 15.34

    Segnale un piccolo, curioso episodio. La metà del ponte sul fiume Taro di competenza dei Comuni di Fontevivo e Noceto, è stata - opportunamente - ripulita dalle erbacce e le caditoie scaricano tranquillamente. La metà del ponte di competenza del Comune di Parma, no e quando piove forte si allaga.

    Rispondi

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