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Po, in corso la piena La Protezione civile: "Nessuna criticità"

Po, in corso la piena La Protezione civile: "Nessuna criticità"
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La piena del Po sta attraversando il Parmense. Nelle prime ore del mattino i sopralluoghi effettuati dal Servizio di Protezione civile della Provincia non hanno rilevato particolari criticità.
“Come previsto si sono allagate le aree golenali aperte e in alcuni tratti come a Torricella di Sissa l’acqua ha raggiunto il piede dell’argine maestro dice Fellini -  al momento il Po non ha superato il livello di guardia “
A Ponte Becca il livello è di 3,62, maggiore rispetto a quello rilevato intorno alla mezzanotte a causa delle piogge cadute lunedì. Cala a Piacenza dove al momento è di 6,02 metri, 15,12 m a Isola Pescaroli, 2,48 m a Cremona.
E’ confermato il tavolo istituzionale delle 12 in via del Taglio per fare il punto della situazione e verificare che il passaggio della Piena sia stato indenne.

La cronaca di ieri.  «La situazione non desta preoccupazione, il fiume sta salendo lentamente così come previsto e le acque stanno occupando alcune aree golenali aperte». L’assessore provinciale Andrea Fellini fa il punto sull’andamento della piena del Po al tavolo che si è tenuto alle 12 nella sede del Coordinamento della Protezione civile.
Lì, su iniziativa di Provincia e prefettura (rappresentata da Attilio Ubaldi, responsabile dell’area Protezione civile e soccorso pubblico) si sono ritrovati i sindaci e amministratori dei comuni rivieraschi, Aipo e Consorzio di Bonifica, Vigili del Fuoco e i volontari di Protezione civile.
«Le piogge della notte, con livelli tutti compresi fra i 20 e 30 millimetri, non hanno creato situazioni particolari sui bacini di Parma, Baganza e Taro - ha detto Fellini -. L’emergenza c’è fino a quando resta l’allerta. Manteniamo la soglia di attenzione consapevoli delle dimensioni di quanto sta accadendo».
Dopo il passaggio della Piena a Piacenza nella mattinata, a Cremona si attende fra le 18 e le 24. Quindi a Parma il Po raggiungerà il colmo massimo presumibilmente nella mattinata di domani. A Casalmaggiore alle 10 di questa mattina si sono registrati 4.28 metri e l’ipotesi formulata da Aipo nel corso dell’incontro è che al massimo si sfiorerà il livello di guardia (4.60 m) e dunque non interesserà assolutamente il livello 3, di allarme.
«Tutto procede come ipotizzato, l’unica variazione che registriamo è sulla scansione temporale in quanto il colmo di piena arriverà domani - spiega Mione dell’Aipo - confermiamo che si tratta di un onda di piena molto lenta e che i livelli permarranno per molte ore. Resta l’attenzione e l’osservazione sul campo».
Il fatto che al momento non ci siano situazioni di pericolo è confermato anche dai sindaci Andrea Censi di Polesine e Angela Zanichelli di Sorbolo, dall’assessore Bruno Pezzini di Roccabianca e dai rappresentanti dei comuni di Sissa e Zibello.
Nessuna segnalazione è arrivata dai Vigili del Fuoco che hanno eseguito “interventi minimali”, così come tutto è sotto controllo al Consorzio di Bonifica.
Nel corso dell’incontro si è anche approfondito, su segnalazione del comune di Roccabianca e del viceprefetto Attilio Ubaldi, la questione dei salti di meandro del fiume Taro, sulla cui messa in sicurezza Aipo ha in corso un intervento che proseguirà appena la stagione lo renderà possibile. Allerta anche per la zona di confluenza con il Po. Già questa mattina infatti si era registrata una esondazione in golena a Gramignazzo un fenomeno determinato dal fatto che il Po fa fatica a ricevere l’acqua del Taro. In particolare in quell’area, vicino a Fontanelle, ci sono cinque abitazioni dentro la golena chiusa dagli argini, una situazione che il comune di Roccabianca continuerà a tenere monitorata.
Il tavolo istituzionale tornerà a riunirsi domani sempre alle 12 in via del Taglio.

LA CRONACA DI QUESTA MATTINA
Dopo aver guadagnato, fra sabato e domenica, quasi 6 metri d’acqua, il Grande fiume, tra domenica e ieri, nel territorio della Bassa Ovest è aumentato ancora di un metro e mezzo.
A Polesine il primo centro del Parmense ad essere interessato dalla piena, si è così passati dai 3 metri e 70 centimetri sopra lo zero idrometrico di domenica ai poco più di 5 di ieri. Dopo il repentino innalzamento di livello, il Po ha fatto registrare ieri, nell’area Parmense, una costante ma lenta crescita che si è assestata sui 4-5 centimetri orari, per tutto il giorno. Continuerà sicuramente ad aumentare per tutta la giornata di oggi, per poi fermarsi, con ogni probabilità, in tarda serata.

Le previsioni per oggi
Il colmo della piena è transitato ieri sera al Ponte della Becca (da sempre importante riferimento per il nostro territorio) e, secondo le previsioni fornite, in costante aggiornamento, da Aipo, dovrebbe passare da Piacenza tra le 6 e le 12 di oggi, da Cremona tra le 18 e le 24 e quindi, nelle ore immediatamente successive anche nella zona Parmense, per poi giungere tra le 12 e le 18 di mercoledì 9 novembre a Boretto.
(...)
Le aree golenali
Infatti diverse aree golenali aperte, per le quali già ieri mattina il servizio regionale di Protezione civile ha disposto lo sgombero (in tutto il Parmense) sono state allagate ad Ongina di Polesine, a Zibello, Pieveottoville, Ragazzola (soprattutto, come spesso accade, nelle campagne sottostanti il ponte «Giuseppe Verdi») e Stagno di Roccabianca.
(...)
L'articolo completo è sulla Gazzetta di Parma in edicola, dove trovi anche diversi altri articoli sul maltempo in provincia, la piena dei corsi d'acqua e le frane in Appennino.

LA PIENA HA SUPERATO IL PAVESE, NIENTE DANNI.  L'onda di piena del Po è transitata in provincia di Pavia senza provocare danni. Ma lo stato d’allerta continua, anche perché per buona parte della notte e di questa mattina la pioggia è caduta in maniera consistente sul capoluogo e sul resto del territorio. Il Ponte della Becca (alla confluenza del Ticino nel Po) è stato riaperto al traffico questa mattina alle 6, dopo che era stato chiuso dalle 22 di ieri sera proprio in coincidenza con il passaggio della piena del Po. I livelli del fiume stanno lentamente scendendo.
Intanto a Pavia il Ticino è a poco più di un metro dal punto di esondazione in via Milazzo, in Borgo Basso: il fiume è ancora in lenta crescita, ma si ritiene che nelle prossime ore possa cominciare a scendere. Il monitoraggio dei fiumi continuerà almeno fino a questa era, poi si spera che l'emergenza possa rientrare.

CONTROLLI DA POLESINE A COLORNO. SI RIUNISCE IL TAVOLO ISTITUZIONALE. Si sono svolti di buon'ora i sopralluoghi della Provincia lungo l’asta del Po. Alle 8 di questa mattina i tecnici del Servizio di Protezione civile, con l’assessore provinciale Andrea Fellini, hanno controllato le aree rivierasche da Polesine a Colorno.
«Le aree golenali aperte si stanno allagando - dice Fellini -. Il passaggio della piena, molto lenta, è previsto dalle 6 alle 12 di oggi a Piacenza, a Cremona sarà fra le 18 e le 24 quindi a Parma il Po raggiungerà il colmo massimo presumibilmente nella mattinata di domani».
A Ponte Becca la piena c’è stata alle 2 della notte scorsa e ora i livelli stanno lentamente scendendo, attestandosi (alle 10) sui 4,02 metri. Sale intanto il livello a Piacenza che sempre alle 10 aveva raggiunto i 6.59 m  mentre a Isola Pescaroli era di 14.49 m, 4.28 m a Casalmaggiore.
In nessuno dei casi si è raggiunto il livello 3 quello che indica allarme. «Registriamo una esondazione del Taro in golena a Gramignazzo - spiega ancora Fellini- un fenomeno normale in situazioni come questa poiché il Po fa fatica a ricevere l’acqua degli affluenti».
È confermato il tavolo istituzionale delle 12 in via del Taglio, a cui sarà presente anche il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli, per fare il punto della situazione e continuare poi i monitoraggi. I rilievi delle piogge della notte non evidenziano dati significativi i millimetri caduti sui bacini di parma, Baganza e taro sono tutti compresi fra i 20 e 30 millimetri.

AIPO AL LAVORO. RESTA VIETATA LA NAVIGAZIONE SUL PO. Su tutte le aste degli affluenti piemontesi i livelli stanno rientrando sotto le soglie di attenzione. Lo rileva l’aggiornamento dell’Aipo, l’agenzia interregionale per il Po, spiegando che le precipitazioni della notte scorsa sono state di bassa intensità e non hanno fatto registrare significativi incrementi.
L’idrometro di Boretto sarà interessato al passaggio del colmo di piena tra le 6 alle 12 di domani, mercoledì 9 novembre, con valori prossimi al 5.80 m sullo zero idrometrico (s.z.i.) con una criticità moderata (livello 1 di passaggio alla criticità ordinaria=4,50 m s.z.i.; livello 2, di passaggio nella criticità moderata=5.50 m s.z.i.; livello 3, di passaggio nella criticità elevata=6,50 m s.z.i ). Lo rende noto l'Agenzia interregionale per il Po (Aipo).
La piena, sulla base degli scenari di previsione attuali, dovrebbe transitare a Borgoforte domani fra le 18 e le 24 e raggiungere Pontelagoscuro, sezione di chiusura del bacino, giovedì 10 novembre fra le 9 e le 15, per poi propagarsi nel territorio rodigino e
in seguito lungo i rami del Delta. Aipo conferma quindi che "la piena in atto si propagherà con valori compresi nell’intorno della soglia 2 (che rappresenta il livello di passaggio dalla criticità ordinaria a quella moderata), determinando l’allagamento delle aree più prospicenti il fiume. Potranno quindi essere interessate le strutture e le attività poste nelle aree golenali aperte. Non si prevede l’interessamento delle aree golenali chiuse ma si raccomanda la massima attenzione lungo tutto il corso d’acqua. Le strutture Aipo delle regioni interessate dal passaggio della piena - Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto - e la Sala servizio di piena centrale, a Parma, rimangono in stato di attenzione per monitorare il territorio e intervenire in caso di criticità rilevate. Resta interdetta la navigazione sul fiume Po".

 

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  • Ornella

    09 Novembre @ 12.34

    La piena è passata e allora tutti a casa tranquilli in attesa di altri allarmi! che forse ci saranno magari questo stesso inverno o in primavera! Ma la prevenzione, quella vera, quella che comincia con la pulizia dai rami e dalle piante morte dei greti e delle sponde dei fiumi e dei torrenti, che oltretutto con le estati siccitose sarebbero molto semplificati quando mai si farà? Penso che sia proprio da qui che debba partire la vera prevenzione, ma penso che tra Stato, Provincia e Comune sia tutto un rimpallarsi competenze e il risultato è sotto gli occhi di tutti, lì'inerzia più assoluta! Un esempio di quanto sto affermando: quest'estate a mezz'aria sotto uno dei piloni centrali del ponte di Viadana c'era una enorme catasta di tronchi, ripeto tronchi, non rami, residuo di qualche precedente piena del Po e nonostante il momento favorevole di quasi secca del fiume nessuno si è degnato di toglierla, ora con la piena sicuramente sono tornati in acqua liberi circolare e di fare tutto il danno possibile creando più a valle tappi e mini dighe pericolose.

    Rispondi

  • Michele

    08 Novembre @ 16.22

    Renz, la collettività infatti era più tranquilla se ti fossi riunito tu....!

    Rispondi

  • marco

    08 Novembre @ 13.43

    "SI RIUNISCE IL TAVOLO ISTITUZIONALE" .... E' questo che ci PREOCCUPA...

    Rispondi

  • Franco

    08 Novembre @ 10.42

    Sperem Ben !!!

    Rispondi

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