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Fornovo, i bambini rifiutano il cibo della mensa

Fornovo, i bambini rifiutano il cibo della mensa
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 Dopo un periodo di tregua la mensa scolastica torna a far parlare di sé. A denunciare il fatto che il proprio bambino torna a casa digiuno, o dopo aver mangiato pochissimo, è un genitore il cui figlio di nove anni, frequenta la primaria di Fornovo. Non si tratta però di un caso insolato: una breve indagine tra i bambini ha messo in luce che anche altri di loro si comportano nello stesso modo. 
Per far conoscere la situazione il genitore  ha scritto al sindaco e al preside, chiedendo di intervenire, come promesso in passato, sia presso la ditta erogatrice dei pasti, sia attraverso il comitato mensa che, dopo un periodo di sospensione, sarà rinnovato in questi giorni. Ai rappresentanti spetterà il compito di recarsi a scuola nell’orario di mensa, assaggiare le pietanze insieme ai bambini ed insegnanti e di comunicare quindi la situazione gli altri genitori. 
Il problema segnalato non riguarda tanto il tipo di piatti proposti quanto la modalità di presentazione. La pasta bianca, per dirne una, va bene per tutti, ma non se è fredda o non abbastanza cotta. «Anche oggi - spiega il genitore nella sua lettera-  come quasi sempre del resto, mio figlio come  bambini sono tornati a casa da scuola senza aver mangiato niente alla mensa scolastica. C'è la possibilità che qualcuno prenda in considerazione il fatto che lasciare senza mangiare i bambini sia una cosa grave, che non dovrebbe accadere mai? C'è qualcuno che interpreta il tempo mensa come il momento in cui i bambini mangiano e non il tempo in cui scartano cibarie che sono illogiche perché sbagliate per tipologia, cottura, temperatura, maturazione».
 L’Amminstrazione, chiamata in causa, ribadisce l’attenzione verso il servizio. «Vigiliamo - ha detto il vicesindaco Paolo Valenti - sul capitolato della ditta che eroga i pasti. Il controllo della qualità spetta al comitato mensa anche se noi amministratori siamo andati più volte a mangiare con i bambini proprio per saper cosa viene sevito ed abbiamo commissionato controlli di qualità a sorpresa da parte di esterni. Ricordo che lo scorso anno abbiamo anche sollecitato il cambiamento dei menù, con piatti più adeguati al gusto dei bambini». 

 

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  • Chiara

    15 Novembre @ 12.50

    Alla mensa di Fornovo ci mangiavo quando andavo alle elementari e alle medie... i primi anni era roba immangiabile (e la roba veniva cucinata ad un paio di chilometri dalla scuola), poi è cambiato l'appalto e il cibo ha iniziato ad arrivare da un centro pasti di un altro comune (quello che ha ancora l'appalto da quel che mi risulta..)... beh non c'è paragone... Molto meglio... La maggior parte delle persone che stanno leggendo questo commento se mangiano in mensa hanno assaggiato il cibo prodotto da quell'azienda. i vari comuni per avere una mensa attrezzata a norma di legge dovrebbero spendare un patrimonio... non dimentichiamoci che il cibo non può essere ottimo come lo fa la mamma perchè ogni mamma lo fa a modo suo...il cibo dev'essere standard per andare in contro a tutte le esigenze.. sia a livello di gusto, che sanitarie e soprattutto una ditta esterna è attrezzata a servire anche pasti personalizzati in base alle diete e alle varie patologie...(intolleranze, celiachia, credenze religiose...). Prima di lamentarci del metodo con cui viene servito il cibo o come viene trasportato informiamoci su che tipo di contratto ha l'azienda esterna con il comune... Che significa "menù più adatti ai gusti dei bambini?". Non è giuto che i bimbi imparino a mangiare tutto? Ps. I menù prima di essere proposti vengono approvati da nutrizionisti....

    Rispondi

  • Marco

    15 Novembre @ 09.36

    Quanto penso lo scrivo per tutti e non solo per Fornovo. Io saro ignorante ma non conviene avere una mensa con i propri dipendenti com'era un tempo? I comuni hanno paura di rimanere senza bambini, percui guai se fanno una propria mensa con contratti a tempo indeterminato? Costano meno dipendenti e azienda esterna oppure solo dipendenti? Non è piu semplice strigliare i propri dipendenti che piuttosto spedire raccomandate e lunghi processi a una ditta esterna? Se i cibi li preparano 'fuori' come fanno a arrivare buoni sul posto? e come dire che mia mamma va a 10km da casa cucina e poi me lo porta a casa, ma quando si è mai visto?! Come fa la 'cuoca' a sapere che 'luigi' non gli piace la melanzana se non lo vedra mai? Si prende una ditta esterna per il problema delle certificazioni? Leggendo i giornali si raccolgono proprio delle certificazioni da guida Michelin sulle mense scolastiche in genere!! Ribadisco io sarò ignorante ma non penso cosi stupido...

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  • harris81

    15 Novembre @ 08.23

    Se fossimo in periodo di carestia come hanno vissuti i nostri nonni vedrete come mangiano. La cosa assurda è che i genitori danno da mangiare ai bambini le merendine... e poi si lamentano della mensa.. Una pasta troppo cotta non ha fatto morire nessuno, e non penso che sia sempre così. Forse ci sono bambini con deli palati troppo viziati.

    Rispondi

  • Nicola

    14 Novembre @ 22.50

    Che questi bambini siano un pò viziati?Bisognerebbe fare un gemellaggio con una classe di bambini di un villaggio africano.I bambini africani vengono da noi, e i nostri vanno là per qualche tempo.Poi voglio vedere quando tornano in Italia se hanno ancora problemi con la mensa della scuola!!!!!!

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