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Fidenza, "minacce e offese in classe": la denuncia di un'insegnante

Fidenza, "minacce e offese in classe": la denuncia di un'insegnante
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All'Ipsia è allarme bullismo. A lanciare la pesante denuncia è un’insegnante della scuola di via Gobetti, la succursale di Fidenza dell’Ipsia Levi (la sede principale è a Parma, ndr) che, dopo aver segnalato gravi atti di bullismo ai danni di alunni e anche di docenti - in particolare uno molto pesante nei suoi confronti -, non avendo, a suo dire,  trovato aiuto nella persona del  dirigente scolastico, ha deciso di raccontare tutto alla «Gazzetta» per mettere a conoscenza i genitori degli alunni e le istituzioni scolastiche della situazione che vive l'istituto.
L'insegnante aveva in precedenza informato il consiglio d’istituto e il collegio docenti della scuola  con una lettera ufficiale  - indirizzata al dirigente scolastico e ai carabinieri - dove si denunciava un grave episodio nei suoi confronti di cui si sarebbe reso protagonista uno studente. Ma finora nessun provvedimento sarebbe stato preso.
Insomma, pare che la volontà della dirigenza  - spiega la docente -  sia quella di lasciar correre e di non affrontare una situazione che sta diventando insostenibile. (...)

«Culmine di questo malessere diffuso - aggiunge turbata - è stato l'episodio di cui io stessa sono stata vittima e che ho denunciato:  minacce, insulti a sfondo sessuale e altre offese da parte di un alunno.  Mi aspettavo nei suoi confronti un serio provvedimento disciplinare. Ma all'inizio della lezione il vicepreside è entrato in classe, rassicurando il ragazzo, davanti a me e ai compagni,  invitandolo a venire a scuola che tanto non ci sarebbe stata nessuna conseguenza.  Un atteggiamento, come molti altri,  per screditare il docente stesso davanti ai colleghi e agli alunni». (...)
(la versione integrale dell'articolo è sulla Gazzetta di Parma in edicola oggi)

I "MAESTRI AUTOCONVOCATI": "GLI INSEGNANTI SONO PUBBLICI UFFICIALI: EVENTUALI REATI DEVONO ESSERE PERSEGUITI". Il gruppo Maestre e Maestri, autoconvocati, di Parma e provincia prende posizione riguardo a questa notizia, sottolineando che, quando sono in servizio, gli insegnanti sono pubblici ufficiali e gli alunni delle superiori che commettano reati sono perseguibili, anche d'ufficio.
Ecco il comunicato del gruppo:

La stampa locale ha riportato la notizia del comportamento gravemente oltraggioso, che una professoressa di una scuola superiore fidentina, avrebbe subito durante il suo lavoro da parte di uno o più studenti/utenti di quella istituzione scolastica. Nonostante la vicenda riguardi un ordine di scuola diverso da quello dei docenti di scuola elementare, il gruppo Maestre e Maestri, autoconvocati, di Parma e Provincia, rappresentato da Salvatore Pizzo, coglie l’occasione di ricordare che tutti i cittadini che hanno compiuto il quattordicesimo anno di età, sono imputabili di eventuali reati commessi. A tal fine è opportuno ricordare che i docenti nell’esercizio delle loro funzioni sono pubblici ufficiali, con “potere autoritativo e certificativo”, così come ha sentenziato la Corte di Cassazione. Inoltre l’art. 341 bis del Codice Penale sanziona il reato di oltraggio a pubblico ufficiale in questi termini: “Chiunque, in luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza di più persone, offende l’onore ed il prestigio di un pubblico ufficiale mentre compie un atto d’ufficio ed a causa o nell’esercizio delle sue funzioni è punito con la reclusione fino a tre anni. La pena è aumentata se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato (…) Ove l’imputato, prima del giudizio, abbia riparato interamente il danno, mediante risarcimento di esso sia nei confronti della persona offesa sia nei confronti dell’ente di appartenenza della medesima, il reato è estinto”. Siccome abbiamo letto dai giornali che la questione è già all’attenzione dei Carabinieri, è inutile citare anche il fatto che questa fattispecie di reato è procedibile d’ufficio, prescinde dalla denuncia/querela della vittima. Qui non si tratta di bambini da educare, ma di giovani cittadini che per l’età che hanno sono chiamati dalla legge a rispondere delle loro azioni, essendo minorenni a far fronte alle eventualmente esigenze risarcitorie, ovviamente saranno i genitori o chi ne esercita la patria potestà.       

 

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  • michele

    05 Dicembre @ 22.57

    signor Pizzo, la ringrazio ma la mia era una domanda retorica, praticamente senza speranza: so che rischierei più io! Le norme lo so che ci sono, ma se in pochissimi hanno il coraggio di applicarle un motivo anche sbagliato ci sarà, e una eventuale denuncia finirebbe con una controdenuncia per diffamazione, questa volta con ottime probabilità di vittoria. Poi però, a forza di vedere che lo sprezzo delle regole "paga", non chiediamoci perchè gli studenti hanno lo stesso atteggiamento. Cordialmente

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  • salvatore pizzo

    05 Dicembre @ 18.54

    Per non sottrarmi alla risposta richiesta dal signor Edi: il quesito andrebbe posto ad un giurista, comunque sia i dipendenti pubblici che non lavorano sono penalmente perseguibili, nei casi limite anche con l'arresto in flagranza. Si deve denunciare e documentare! cordiali saluti Salvatore Pizzo

    Rispondi

  • salvatore pizzo

    05 Dicembre @ 18.50

    Al signor Edi: se lei è a conoscenza di un dipendente pubblico che non lavora ha titolo per denunciarlo ed acitarlo per gli eventuali danni eventualmente ritiene che le abbia arrecato, esistono le norme, ed anche troppe, basterebbe applicarle. Dare del "Fancazzista" ed evitare di compiere i passi previsti dal diritto è ovviamente un rischio, ma non solo verso un docente verso chiunque, ad esempio: anche un insegnante potrebbe farlo verso un genitore che usando un linguaggio scurrile, dà al figlio un esempio entieducativo venendo meno alla sua funzione di gentirore/educatore, ma è bene che quel docente lo faccia secondo le procedure previste e non usando parole poco compatibili con il galateo. Cordialmente Salvatore Pizzo (p.s. non sono dottore)

    Rispondi

  • Giorgio Ossimprandi

    05 Dicembre @ 18.32

    E' così che si formano le giovani speranze della Patria!

    Rispondi

  • gazzettadiparma.it

    05 Dicembre @ 15.05

    Paolo, lo dico a lei come a un altro lettore il cui pst era impubblicabile. Se siete a conoscenza di fatti simili, non chiedetevi perchè non vengono pubblicati: denunciateli, anche alle forze dell'ordine se ce ne sono gli estremi

    Rispondi

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