Provincia-Emilia

"Strage" di cartelli. L'amarezza del Cai e della Provincia

"Strage" di cartelli. L'amarezza del Cai e della Provincia
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PASSO DEL CIRONE
Ilaria Moretti
Per ogni cartello rotto o spezzato c'è un'indicazione che va persa. E una fetta di risorse - pubbliche - gettate al vento. Un vento che, è davvero il caso di dirlo, «sferza» la  montagna. C'è amarezza al Cai e in Provincia davanti alle foto pubblicate  dalla Gazzetta nei giorni scorsi, scatti che testimoniano come nella zona tra il Passo del Cirone e il Groppo del vescovo diversi cartelli della sentieristica siano stati «sradicati» dal terreno e gettati sull'erba o spezzati.
«Non possiamo escludere che siano stati gli agenti atmosferici o qualche animale al pascolo - commenta scettico Stefano Mordazzi, responsabile Sentieristica del Cai di Parma -. Certo  che la modalità con cui è avvenuta la cosa è quantomeno sospetta». Già, perché vedere alcuni pali ancora ben saldi nel terreno e spezzettati in alcuni punti precisi porta inevitabilmente a pensare a un intervento umano.
Al Passo del Cirone non sarebbe la prima volta che succede: «Forse perché è un posto facilmente raggiungibile - sottolinea Mordazzi - e l'affluenza “fuori controllo”. Nei luoghi meno accessibili ci troviamo di fronte a una frequentazione più educata, a un modo diverso di procedere in montagna». All'amarezza, fa posto l'unanime condanna: «Certi comportamenti vanno stigmatizzati - evidenziano sia Mordazzi che il presidente del Cai di Parma, Fabrizio Russo -. Chi li  compie provoca un danno a un'opera di pubblico interesse, realizzata con soldi di tutti». Perché i sentieri, queste strade di alta quota fatte di erba, terra e sassi, rappresentano una vera e propria viabilità pubblica, seppur minore. E i cartelli sono l'equivalente dei segnali stradali: «Necessari a condurre l'escursionista lungo il percorso - sottolineano -. Pensiamo ad esempio a cosa può succedere se questi vengono  a mancare in caso di nebbia. Diventa facile perdersi. E magari a quel punto bisogna chiamare il soccorso alpino». Altre ore e risorse sprecate. Parole confermate da Doriano Rivieri, responsabile del settore Turismo della Provincia: «Noi siamo in piena sintonia con il Cai», assicura.
Era stato proprio l'ente di piazza della Pace a posare non più tardi di tre anni fa cartelli nuovi di zecca nella zona. Del resto è grazie a un'alleanza tra Cai e Provincia che è in atto un ammodernamento dell'intera rete sentieristica del Parmense. «Il progetto - ricorda Russo - è stato lanciato dal Cai e poi sposato dalla Provincia che lo ha realizzato e sostenuto finanziariamente». Dalla manutenzione dei pali alla sostituzione delle vecchie frecce in legno con quelle in forex, un materiale riciclabile molto resistente: l'intervento è già stato completato nella zona di Lagdei e del Lago Santo. «Ora - ricorda Russo - ci stiamo portando in altre aree, in particolare ci stiamo spostando verso Est». Questo per ricordare a chi danneggia, il lavoro che sta dietro ad ogni singolo cartello. «Certamente - conclude il presidente - chi compie azioni di questo tipo non ha amore per il territorio».
 

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  • Roberto Pellegrini

    09 Dicembre @ 22.24

    C'è chi, con la certezza di esistere, pensa, "creo quindi esisto" e il suo modo è quello di piantare pali ad uso degli altri, e c'è chi, ancora nel dubbio di esistere, pensa: "distruggo quindi esisto", trovando molto più comodo dimostrarSI la sua vita attraverso un facile atto vandalico. Non c'è amore in niente, l'amore è una forze creativa, migliorativa. Forse si autocompatisce da solo.

    Rispondi

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