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Collecchio - Il mondo in una stanza. La parola agli stranieri

Collecchio - Il mondo in una stanza. La parola agli stranieri
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 Giancarlo Zanacca

Più di cento persone hanno preso parte all’incontro rivolto agli stranieri residenti nel territorio che si è svolto ieri  nella sala del Consiglio comunale. Obiettivo: incontrarsi con gli amministratori e gli esperti per affrontare temi collegati a problematiche che gli stranieri affrontano più frequentemente. Fra questi, l’ottenimento ed il rinnovo della carta di soggiorno, i test di lingua italiana, il ricongiungimento familiare, l’iscrizione anagrafica e il censimento della popolazione. 
L’iniziativa è stata promossa dal Comune in collaborazione con Provincia, Ciac - Centro immigrazione asilo e cooperazione di Parma e provincia - ed il Centro territoriale permanente. Al tavolo dei relatori, il sindaco Paolo Bianchi, l’assessore agli Affari sociali Marco Boselli, Gazmir Cela esperto del Ciac, Elisabetta Perri del centro territoriale permanente di Montechiarugolo, Brahim Mongi tunisino residente a Collecchio da molti anni, Calogero Musso avvocato del Ciac e Umberto Sorrentino vice prefetto. 
«Un incontro informativo – ha detto il sindaco – che servirà a tutti noi per impostare un percorso utile e formativo che possa fornire risposte concrete alle diverse tipologie di problematiche». «L’immigrazione è una realtà concreta – ha detto Boselli – ormai il 10% della popolazione collecchiese è di origini straniere. I nuovi nati sono pari al 15%. L’impegno dell’Amministrazione è quello di riconoscere l’importanza di questa presenza, una risorsa che ci preme valorizzare attraverso occasioni di incontro». 
Gazmir Cela ha spiegato il ruolo dello sportello immigrazione a Collecchio e nei paesi del comprensorio ed ha fatto riferimento al tema della cittadinanza, approfondito poi dal vice prefetto e responsabile dell’ufficio immigrazione della prefettura Umberto Sorrentino. L’acquisizione della cittadinanza rappresenta un tema molto sentito, lo dimostrano le polemiche suscitate della proposta del Presidente della Repubblica di concederla ai figli di stranieri che nascono in Italia. 
Craciun Florina, rumeno, 39 anni, vive a Collecchio da 4, ha una bambina piccola: «condivido la proposta del Presidente Napolitano che chi nasce in Italia possa automaticamente ottenere la cittadinanza». Egor Kataev, russo, 36 anni, con due bambini piccoli, lavora da alcuni anni a Collecchio: «la proposta del Presidente Napolitano è condivisibile – dice – sarebbe un modo per agevolare la nostra integrazione». 
Tatsiana Zhaliazko, 31 anni, sposata, un figlio, è di nazionalità bielorussa: «la proposta del Presidente della Repubblica rappresenta certamente una presa di coscienza di quanto anche gli immigrati contribuiscano alla crescita della mazione e di come i loro figli debbano essere considerati italiani a tutti gli effetti in una prospettiva di formazione». 
Dello stesso avviso Sovenia Polanco Sanchez, 44 anni, due figli, risiede a Collecchio da 18 anni. 
L’avvocato del Ciac Calogero Musso ha fornito alcuni spunti in merito all’apprendimento della lingua italiana in vista dell’ottenimento del permesso di soggiorno. L’incontro si è concluso con gli interventi degli immigrati. 
 
 
 
 

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  • giuliana

    16 Gennaio @ 14.19

    Le radici degli stranieri sono altrove e tutti, prima o poi, tornano alla ricerca delle proprie radici. La cittadinanza non deve essere regalata a nessuno, perchè esprime sintonia e comune sentire con altri individui che sono figli dello stesso territorio e della stessa storia. Cittadinanza significa anche condivisione di principi fondamentali che i seguaci di maometto rifiutano di riconoscere (incompatibilità assoluta). Scommetto che ben pochi immigrati pretenderebbero la cittadinanza se esistesse ancora il servizio militare obbligatorio. La cittadinanza (=diritto di voto) facile è semplicemente lo strumento con il quale gli invasori detteranno legge a casa nostra. Stiamo parlando di grandi numeri, non di numeri insignificanti. Pensate anche alle valanghe di partorienti (con contorno di ricongiungimenti familiari con valigia in mano) pronte ad aggrapparsi al nostro sociale già inadeguato alle esigenze degli italiani bisognosi. E poi, tra italiani all'estero con diritto di voto e immigrati con diritto di voto ...tutti possono mettere becco nelle faccende di casa nostra. E' questo che volete?

    Rispondi

  • giuliano

    16 Gennaio @ 10.29

    giusto tanto italiano non significa niente siamo sltanto nati in italia ma l'italiano non esiste come popolo. il nostro è solo un insieme di persone nate quì che non ha nulla a che fare con una razza che non esiste. l'italia quando è nata con Camillo conte di Cavour quindi prima non esisteva è inutile dire italiano .in America dicono di origine scozzese oppure inglese oppure francese ma mai americano, quello che diciamo noi nulla è.

    Rispondi

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