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Terremoto - Colorno, la Reggia ferita si "spoglia": via statue e decori

Terremoto - Colorno, la Reggia ferita si "spoglia": via statue e decori
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Comunicato stampa

Da lunedì la Reggia di Colorno avrà un nuovo volto. Dovranno essere infatti rimosse le statue e gli elementi di decoro che da più di 3 secoli ornano il monumentale palazzo ducale, abitato dai Farnese, dai Borbone e da Maria Luigia d'Austria. E’ questa la decisione presa al termine del lungo sopralluogo che oggi i tecnici della Provincia, con il presidente Vincenzo Bernazzoli e gli assessori Giuseppe Romanini e Andrea Fellini, hanno svolto insieme ai Vigili del Fuoco di Parma i cui ingegneri ancora in queste ore stanno visionando con l’autoscala i cornicioni esterni della Reggia. Le lesioni riportate dopo le due scosse di terremoto di mercoledì 25 e di ieri, venerdì 27 gennaio, non pregiudicano la stabilità del palazzo ma è tutta la struttura decorativa a preoccupare. Sono nove gli elementi che hanno ceduto alla violenza del sisma: due statue della facciata, l’ultima a cadere giace a terra sul lato della piazza transennata. Ce n’è un’altra sul lato del giardino anch’essa a pezzi al suolo ma se si guarda in alto si può vedere una statua  “gemella” pericolosamente in bilico.  Ad esse si aggiungono pinnacoli e vasi decapitati lungo il perimetro e le due fiaccole della facciata della cappella ducale di San Liborio. Altri decori sono lesionati alla base, come se avessero subito un taglio netto, ma restano attaccati grazie alle strutture metalliche che li imbrigliano ai cornicioni.
Anche le torri hanno subito contraccolpi: quella di destra, sul lato della piazza è al momento inagibile e in attesa di un esame più approfondito, quella che guarda il giardino ha una statua che incombe sul tetto dell’ala in cui si trova Alma, la scuola internazionale di cucina, la lanterna dell’altra torre sul lato del fiume è visibilmente lesionata. Durante il sopralluogo questa mattina si sono percorsi i lunghi corridoi interni del piano nobile e le altre stanze visionando crepe e fenditure, fin su, nei sottotetti e sulle torri dove è possibile vedere da vicino le rotture e i pezzi pericolanti.

“Lunedì la Reggia sarà chiusa e inizieranno le operazioni, che saranno concordate con la Soprintendenza, di rimozione degli elementi pericolanti e a rischio – spiega l’assessore provinciale alla Cultura Giuseppe Romanini – effettueremo anche un sopralluogo con i tecnici specializzati per la statica. La priorità e aprire al più presto i locali di Alma”.
“ Ci attiveremo sul fronte delle risorse perché i lavori di ripristino e messa in sicurezza che si prospettano sono impegnativi e consistenti – ha sottolineato il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli - Anche se una stima dei danni è prematura è del tutto evidente come nel caso del Palazzo Ducale che gli enti locali oggi non sono in condizioni di assumersi la responsabilità degli interventi necessari. Per questo ci confronteremo con la Regione e l’Agenzia di Protezione civile regionale e il Dipartimento nazionale”.
Intanto in tutto il Parmense e nel capoluogo continuano verifiche e sopralluoghi fra cui a Sissa, dove nel pomeriggio Bernazzoli e Fellini hanno incontrato il sindaco. Nel centro della Bassa a preoccupare è la Rocca dei Terzi che ospita il Municipio, questione che sarà oggetto di un incontro specifico dei tecnici provinciali e comunali in agenda per lunedì mattina. Ci sono situazioni segnalate anche alla Rocca di Fontanellato e a palazzo Giordani una delle sedi della Provincia a Parma. Intanto hanno dato esito positivo le verifiche condotte fra ieri e oggi dalla Provincia sulle scuole superiori di Parma e Provincia che lunedì potranno riaprire.

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  • ezio

    29 Gennaio @ 14.53

    SPERO CHE NON FACCIANO LA FINE DELLA STATUA DI SAN GIOVANNI......CHE FINE HA FATTO??????? NON E' MAI PIU' TORNATO...... SPERIAMO CHE NON CI FACCIANO SPARIRE ANCHE QUELLE DEL PALAZZO...........

    Rispondi

  • azzolini

    29 Gennaio @ 10.48

    Più una scossa è profonda e più vengono attutiti gli effetti in superficie. Se una scossa nasce a 60 km di profondità, ed ha la stessa magnitudo ( per esempio 5 ) di una scossa che nasce a 20 km di profondità, dobbiamo ritenere che l'energia rilasciata dalla prima sia molto maggiore o è sempre la stessa energia in ballo? In base alle statistiche la scossa di ven. 27 genn. mi sembra un po' strana perchè pur avendo la stessa magnitudo di altre tipiche della zona ( 20 km ) è notevolmente più profonda (60 km ) . Quindi ciò significa che è un fenomeno di maggiore portata, anomalo? qualche esperto sa rispondere?

    Rispondi

  • jack

    29 Gennaio @ 09.36

    oltre alle statue e ai decori non sarebbe possibile rimuovere dalla piazza anche un po di loschi personaggi in carne ed ossa che vi stazionano in pianta stabile?

    Rispondi

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