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Reggia di Colorno, Armellini e Pedroni: "La Provincia si assuma le sue responsabilità" Romanini: "Nessuna inadempienza"

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Infuria la polemica sui crolli alla Reggia di Colorno. I consiglieri provinciali del Pdl, Gian Luca Armellini e  Manfredo Pedroni che hanno presentato un'interrogazione all'Amministrazione provinciale di Parma, proprietaria dello storico edificio, hanno infatti voluto replicare all'assessore provinciale Giuseppe Romanini il quale - si legge in una nota stampa dei due consiglieri -  "rifiuta ogni addebito di responsabilità per i crolli avvenuti a seguito della seconda scossa dopo che la prima del 25 gennaio aveva creato alcuni pericoli di crolli". 
"L'Assessore Romanini non perde il vizio di rifiutare di assumersi la sue  responsabilità - continua il comunicato. - Dopo l’inadempienza della ristrutturazione e dei lavori urgenti alle scuole di sue competenza a Fidenza si ripete con il palazzo Ducale di Colorno. Siamo d’accordo con il provvedimento preso di rimuovere le statue e le decorazioni dopo la caduta del giorno 27 gennaio. (provvedimento pubblicizzato dalla stampa il giorno 29 gennaio) La domanda e la superficialità o meglio l’irresponsabilità rimane, perché tale provvedimento non è stato assunto dopo le scosse del giorno 25 gennaio ? Tutti sanno che dopo una prima scossa seguono altre scosse, se non più gravi, quelle di assestamento, perché non si è intervenuti ?".
"Rimangono valide tutte le nostre domande, purtroppo senza risposte :
1) Come è potuto accadere un nuovo rilevante danno alla monumentale Reggia dopo il primo terremoto del 25 gennaio che già aveva procurato la caduta di calcinacci tanto che la zona sottostante è stata transennata?
 2) Perché non si è provveduto a ispezionare la copertura della Reggia e alla messa in sicurezza le statue in facciata, evitando un eventuale crollo annunciato? 
3)   Si può ipotizzare una mancanza di tutela del patrimonio artistico affidato alla provincia attraverso la proprietà?
 Noi non chiediamo le dimissioni dell’Assessore Romanini,  come furono pretese dell’allora Ministro Bondi dopo il crollo di un capitello a Pompei, ma pretendiamo Responsabilità da parte da chi l’ha nominato per evitare ulteriori danni al territorio".

La risposta di Romanini: "Nessuna inadempienza" 
-  “E’ proprio vero che ogni pretesto è buono per fare polemica poco ci manca che ci accusino di provocare pure il terremoto”. Giuseppe Romanini risponde ai consiglieri Armellini e Pedroni sulle lesioni provocate dal terremoto alla Reggia di Colorno. “Se i due consiglieri avessero la minima idea di quello che è successo al Palazzo Ducale e del tempo che occorrerà per rimuovere e poi mettere in sicurezza tutti i decori si sarebbero evitati una gran brutta figura – dice Romanini -  Si tratta di un apparato decorativo composto, tra statue e coppe, da quasi 100 elementi in marmo, molti dei quali di più di una tonnellata di peso, che corrono su tutta la balaustra perimetrale e sulle torri. Nessuna inadempienza da parte nostra e dei soggetti coinvolti. Già dopo la prima scossa, come documentano ampiamente anche gli articoli di stampa, abbiamo effettuato un sopralluogo congiunto con i tecnici della Provincia, del Comune, della Protezione Civile del Servizio Sismico della Regione con la Soprintendenza e predisponendo da subito la messa in sicurezza di tutte le aree a rischio per poi definire le modalità specifiche di intervemto su gli elementi lesionati. Come accaduto  in tutti i comuni toccati dal sisma nel mezzo di questo lavoro è arrivata la seconda scossa. Siamo tutt'ora al lavoro e speriamo di poterlo fare nel migliore dei modi, salvaguardando quel patrimonio e i cittadini”.

 


 

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  • Giuseppe

    31 Gennaio @ 09.34

    @ piovani: eheh se potessi lo farei ben volentieri.........parimenti, chiederei la restituzione dei fondi ( soldoni VERI) sottratti dalle casse del sud per ripianare la montagna di debiti che affliggeva i Savoia. A tal proposito, mi permetto di consigliarle ( anzi, di consigliare a tutti ) una lettura illuminante. E' un libro del bravissimo Pino Aprile e si intitola " Terroni ". E' una lettura estremamente interessante; non ricordo chi ha detto, in una intervista, che dovrebbe essere adottato come libro di testo nelle scuole. Con stima.

    Rispondi

  • e.p.

    30 Gennaio @ 18.19

    Relativamente al commento di Orsobianco, invece di sminuire la nostra reggia per il fatto di essere un contenitore vuoto, derivante dalla forzata dispersione degli arredi tra le altre ex residenze dei Savoia, potrebbe cercare di sollecitare i politici ad effettuare la restituzione di quanto ci appartiene, come si sta facendo (con ottimi risultati) per la Villa Reale di Monza.

    Rispondi

  • e.p.

    30 Gennaio @ 13.34

    Relativamente al commento di Orsobianco, invece di sminuire la nostra reggia per il fatto di essere un contenitore vuoto, derivante dalla forzata dispersione degli arredi tra le altre ex residenze dei Savoia, potrebbe cercare di sollecitare i politici ad effettuare la restituzione di quanto ci appartiene, come si sta facendo (con ottimi risultati) per la Villa Reale di Monza.

    Rispondi

  • e.p.

    30 Gennaio @ 13.29

    sicuramente si poteva fare molto meglio e molto di più. Specialmente dopo la prima scossa che aveva messo in evidenza la fragilità del tutto. Fatto sta che per colpa del disinteresse, della faciloneria, della lentezza, della superficialità e dell'ignoranza di qualcuno, tutti i parmigiani hanno perso irrimediabilmente parte della propria ricchezza storica artistica e culturale

    Rispondi

  • Giorgio Ossimprandi

    29 Gennaio @ 16.59

    in poche parole,si è demandato al terremoto,il compito di monitorare le strutture.

    Rispondi

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