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Camorra: arrestato a Salso latitante del clan Di Lauro

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(Ansa) - I carabinieri del Nucleo Investigativo e del Ros di Napoli hanno catturato a Salsomaggiore Terme  un latitante inserito nell’elenco dei 100 ricercati più pericolosi: Antonio Petrozzi, 44 anni, ritenuto affiliato al clan camorristico dei 'Di Laurò operante nell’area Nord del capoluogo campano.

L'uomo, considerato elemento di spicco del traffico di stupefacenti per conto del clan, era latitante da 3 anni. I militari gli hanno notificato un ordine di carcerazione. Dovrà espiare 10 anni di reclusione per traffico internazionale e spaccio di stupefacenti.

IL VIDEO DELL'ARRESTO (Il Mattino di Napoli)

CHI E' - Antonio Petrozzi, il latitante del clan Di Lauro arrestato dai carabinieri la scorsa notte, secondo quanto accertato dai militari, si era rifugiato nel Parmense da diverso tempo, insieme alla sua famiglia.

Al momento dell’arresto, era in una casa a due piani, in via Parma, a Salsomaggiore Terme, con la moglie e due figli maschi di 17 e 11 anni. Quando i carabinieri, la scorsa notte, hanno bussato alla sua porta, nessuno ha risposto al campanello nel tentativo di far capire che all’interno non ci fosse nessuno. I militari hanno fatto irruzione trovando i suoi familiari al primo piano; hanno negato di sapere dove fosse Petrozzi. Estendendo le ricerche a tutto l’edificio, al secondo piano è stato trovato un appartamentino nascosto in una sorta di mansarda all’interno del quale si era rifugiato il latitante. Vistosi scoperto, l’uomo non ha opposto resistenza e si è lasciato ammanettare.

Da ulteriori accertamenti è emerso che insieme alla famiglia si era rifugiato da tempo nel Parmense. L’uomo stava quasi sempre chiuso in casa perchè temeva di essere catturato mentre la moglie aveva iniziato a lavorare saltuariamente presso ristoranti o pizzerie della in zona e il figlio più grande faceva il pizzaiolo.

Petrozzi, 44 anni, è considerato elemento di spicco del traffico di stupefacenti, cocaina, eroina e hashish per conto dei Di Lauro; sfuggì all’esecuzione di un ordine di carcerazione emesso a suo carico nel 2009 per l’espiazione di 10
anni di reclusione per traffico internazionale e spaccio di stupefacenti.

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  • giuliano

    06 Febbraio @ 19.36

    quante volte ho detto che s'è la malavita a salso, il sindaco tiene la testa nella sabbia? e i carabinieri non fanno niente saranno dello stesso paese dei mafiosi o parenti? io non dico nulla però ovviamente i brutti pensieri non li puoi fermare , sinceramente penso di no ma i risultati ? se non ci sono risultati si cambiano i carabinieri ci si mette l'esercito qualche cosa bisogna pur fare o nò. se la legge c'è si usa se non c'è cosa si fà si chiamano i tedeschi che loro fanno piazza pulita e si rincomincia dal principio.

    Rispondi

  • Gio

    06 Febbraio @ 16.37

    Chi ha tolto il carcere duro ai mafiosi o camorristi ? I nostri presidenti passati. Ricordiamoli : Scalfaro, Ciampi e via .....minacciati ? Si dovevano dimettere.!

    Rispondi

  • Gio

    06 Febbraio @ 16.34

    La colpa è anche della gente che vuole andare ad abitare in posti che fino a poco tempo prima avevano una loro conformazione e valeva la pena andarci poi viene tutto distrutto. Non vale la pena !! Perchè andare a vivere in paesi del parmense se non ci sono le comodità e servizi creando traffico a dismisura perchè fanno palazzoni o quasi capannoni attaccati che per forza portano traffico.Poi c'è il falso umanesimo di arriva grazie alla malavita e .....dobbiamo fargli la casa noi. ! Non credo più a nula.

    Rispondi

  • Gio

    06 Febbraio @ 16.28

    Uno schifo. Ecco perchè le auto ogni tanto bruciano per intimidazione. Case e palazzi che crescono come funghi e restano vuoti. Purtroppo certe consuetudini sono di gente del sud. Certo non tutti ma se vogliamo debellare è inutile negare per esempio che Al Capone era Di Palermo come Luky Luciano. Su milioni di emigrati solo pochi rovinarono la nostra reputazione. La camorra e la malavita distruggono la soietà e il paesaggio. Per non parlare della legge che fa "espatriare" i boss qui a Parma. Fuori ci sono le loro numerose famiglie. SFRUTTANO ANCHE GLI EXTRACOMUNITARI CREANDO PER INTROITI SITUAZIONI ASSURDE. PER NON LAVORARE O LAVORARE SALTUARIAMENTE. I BOSS DEVONO, UNA VOLTA ARRESTATI, RIMANERE A CASA LORO !

    Rispondi

  • nicola

    06 Febbraio @ 13.27

    ..."al secondo piano è stato trovato un appartamentino nascosto in una sorta di mansarda all’interno del quale si era rifugiato il latitante"... Per me è un costruttore geniale: è riuscito a creare un appartamentino (cioè camera cucina bagno sala TV come minimo, altrimenti non lo puoi chiamare così), dentro una "sorta" di mansarda, per cui probabilmente non era neppure accatastata come tale. Una variante "personalizzata" del piano regolatore...

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