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Panciroli, il sisma "chiude" la libreria

Panciroli, il sisma "chiude" la libreria
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 Armando Orlando

A memoria d'uomo, la libreria Panciroli di Colorno è rimasta chiusa per più di un giorno in tre circostanze di numero. La prima fu 21 anni fa in occasione di un viaggio in Bulgaria della famiglia. Nel 2005 per una villeggiatura in Sicilia. L'ultima fu quattro anni fa quando i Panciroli andarono per una settimana a Lampedusa.  Dopo il terremoto che, nei giorni scorsi, ha colpito il Parmense, Alberto Panciroli, 81 anni portati con gagliarda prestanza nonostante alcuni malanni non di stagione, si è trovato ad essere uno degli «sfollati» della nostra provincia. «Per fortuna - spiega accennando un sorriso - la casa non c'entra nulla. Però questa situazione mi fa star male lo stesso».
Punto d'incontro La libreria Panciroli, punto d'incontro di appassionati che arrivano anche da altre province, si trova al piano terra della Reggia farnesiana di Colorno. E dal giorno del sisma, che ha causato tra l'altro la caduta di alcune delle statue che decorano il complesso, è rimasta chiusa. Come tutta la Reggia del resto. E chissà quando potrà essere riaperta. «Ho la speranza di poter tornare al lavoro tra una settimana o dieci giorni - racconta il libraio -, ma non vedo l'ora. Mi rendo conto che la mia situazione non è drammatica, comunque di sicuro non è allegra».
Per due giorni, quelli successivi al terremoto di 5,4 gradi della scala Richter, Alberto Panciroli ha trasferito il suo ufficio nel bar «Dei Lancieri», che si trova sotto i portici del palazzo comunale. Con il risultato di buscarsi l'influenza. «Quando i titolari hanno saputo che non potevo più andare in libreria, mi hanno offerto ospitalità. Sono stati cortesissimi. Mi ero sistemato ad un tavolino accanto all'ingresso - dice - per controllare l'arrivo degli spedizionieri e cercare di mantenere contatti con le persone che vengono solitamente in libreria. Si vede che l'andirivieni di clienti mi ha esposto a correnti d'aria micidiali. Ho dovuto rinunciare al mio ufficio di fortuna per la poltrona di casa. Dovevo curarmi». 
Prima che la seconda scossa di terremoto facesse sì che i tecnici della Provincia (proprietaria del monumento) decidessero di chiudere il portone della Reggia fino a nuovo ordine, Panciroli era impegnato nella compilazione dei resi e nell'inventario di fine d'anno. I responsabili della sicurezza gli hanno consentito di entrare nella libreria soltanto una volta, per recuperare le riba da depositare in banca, chiudere il riscaldamento («Non si sa mai che arrivino guai peggiori con un'altra scossa» dice) e serrare il portone del suo negozio. 
La storia della libreria è affascinante. Alberto Panciroli aveva un negozio di barberia e, a tempo perso, vendeva libri. Poi la passione per la carta stampata ha avuto la meglio e, da più di un trentennio, la barberia ha lasciato il posto alla nuova attività. C'è da dire che il successo non è mancato.
Adesso la sua attività è ferma e fermi sono gli appuntamenti e le iniziative che il libraio aveva in cantiere per le prossime settimane. Da anni, una parte sostanziosa delle attività culturali di Colorno passa per le antiche stanze della libreria, dove Panciroli stava da mattina a sera come un abate nel monastero a organizzare, progettare, lavorare. «Avevo in programma alcuni incontri con autori che a Colorno sono oramai di casa - racconta -. Gherardo Colombo, Piercamillo Davigo, Valerio Varesi e il procuratore Gian Carlo Caselli sarebbero stati nostri ospiti nei prossimi mesi. I lettori e la cittadinanza, come oramai d'abitudine, avrebbero potuto incontrarli nella sala delle Capriate che si trova all'ultimo piano della Reggia. Ma adesso bisognerà aspettare che siano compiute le verifiche e i controlli da parte dei tecnici delle Provincia. I controlli riguarderanno il piano nobile, i sottotetti e le torri della reggia. Sembra, poi, che alcuni dei camini abbiano ricevuto dei danni dalla scossa e bisognerà verificarne l'entità. Il custode mi tiene costantemente informato».
Speranza E proprio sul custode della Reggia Panciroli spende sincere parole di apprezzamento. «Magari non a tutti piace il suo carattere - scherza - ma Rodolfo Grisenti è un uomo eccezionale. Di notte, quando teme che il torrente Parma possa andare in piena, si alza dal letto, prende la macchina e si fa la strada da Coenzo a Colorno qualunque tempo faccia. Se c'è pericolo, apre le chiuse, altrimenti tira un sospiro di sollievo e torna a casa». La speranza, adesso, è una sola: tornare a riaprire i battenti della sua libreria. «Mi sento - dice - come quei giovani che faticano a trovare lavoro e muoiono dalla voglia di dare il loro contributo. Ma questo periodo passerà, per me e per loro». 
 

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  • antonello

    09 Febbraio @ 09.23

    Grandissimo Alberto, tèn dùr!!!!L'unico"libraio" che ha la libreria che odora di vera cultura ,cordialità e autenticità.

    Rispondi

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