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Maltempo, caos Ferrovie - Meo e Casadei: "Moretti si dimetta"

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BOLOGNA – I consiglieri regionali "pendolari" Gabriella Meo dei Verdi e Thomas Casadei del Pd, che oggi sono riusciti a raggiungere in treno solo con notevoli ritardi la sede della Regione a Bologna (rispettivamente da Parma e da Forlimpopoli), suggeriscono le dimissioni dell’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti.
«Oggi, che l’emergenza è finita – protestano in una nota congiunta – o l’azienda garantisce un livello accettabile di qualità del servizio, oppure cambia i suoi organi dirigenti, cominciando con le dimissioni immediate dell’amministratore delegato del gruppo, Mauro Moretti».
 

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  • Ettore Musini

    19 Febbraio @ 10.40

    Perche' farlo dimettere, bisogna COSTRINGERLO a rimanere, senza stipendio, e sitemare tutto quello che ha sbagliato..........se no ORZO BIMBO !!!!!! (spero che qualcuno capisca il significato di orzo bimbo)

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  • Luigi Lucchi

    18 Febbraio @ 18.15

    RISPETTATE LE PROMESSE: NELLA STAZIONE DI BERCETO (GHIARE) IL COMUNE HA ISTALLATO BAGNI CHIMICI E PROVVEDUTO A RISCALDARE LA SALA D’ASPETTO ENTRO LA SCADENZA, SABATO 18 FEBBRAIO, CHE S’ERA DATO. Per chi ama la politica i segnali di forte cambiamento già avvenuto e che maggiormente verrà nei prossimi mesi si avvertono tutti. Oggi, a mio avviso, non si può, come in passato, ad esempio, come Amministrazioni Comunali e Amministratori pubblici, limitarsi a protestare per le condizioni delle stazioni ferroviarie sulla linea Pontremolese prive di sale d’aspetto riscaldate e di servizi igienici. Protestare per le condizioni dei treni utilizzati dai pendolari e per la soppressione di alcune “corse”. Pur ribadendo che è un compito delle Ferrovie e non dei Comuni intervenire su queste disfunzioni è indispensabile, a mio avviso, che un’Amministrazione Comunale ricerchi e attui delle soluzioni concrete. Lo scaricabarile, anche se giustificato, per i cittadini, i pendolari, non serve piu’. Le Istituzioni, per i cittadini, giustamente, sono accomunate. Un cittadino europeo, giustamente, non può viaggiare, nel 2012, in condizioni peggiori che a fine ottocento. La tratta Parma/Spezia è certamente peggiore e questo è inaccettabile. Un’Amministrazione Comunale, anche per salvaguardare, tutelare, il prezioso ruolo dei Comuni, garantito dalla Costituzione, che tutti, invece, con miopia, ad iniziare dai Sindaci che sono felici d’essere sgravati da funzioni e compiti, vogliono cancellare, togliere per ridurre ulteriormente la DEMOCRAZIA in nome del soldo, della finanza, dei grandi interessi di pochi, deve dare risposte concrete e insieme ai cittadini tutti, ricercare quell’autorevolezza che possa indurre le altre Istituzioni (Governo, Regione e Provincia) a risolvere problemi che neppure dovrebbero esistere. Chiediamo, in definitiva, che ci siano treni puliti e riscaldati, in orario, per i pendolari e sale d’attesa riscaldate oltre i servizi igienici. Noi non chiediamo le dimissioni di nessuno ma dovrebbero essere loro a darle come gesto di forte protesta, comunanza con i problemi e la vita dei cittadini: I Parlamentari di Parma, I Consiglieri Regionali, l’Assessore ai trasporti regionale, il Presidente della Provincia, tutti i Sindaci dei Comuni interessati e il Prefetto. Serve mettere in conto anche questo e in tutti i modi non è accettabile lasciare irrisolta questa situazione e limitarsi, com’è sempre avvenuto, a scadenza biannuali, fare proteste, ordini del giorno, interrogazioni e lettere che non sortiscono, poi, nessun effetto, nessun miglioramento. Arrivare a pagare le tasse piu’ elevate d’Europa e avere, nel contempo, i servizi pubblici dei Paesi sottosviluppati rappresenta una miccia per una protesta cruenta che non si farà attendere neppure in Italia. Queste e altre cose il Comune di Berceto può proporle perchè, in concreto, anche se con mezzi precari, molto precari, ha provveduto a mettere servizi igienici chimici nell’ambito della stazione di Berceto (Ghiare) e una stufa nella sala d’attesa. In pratica, provvedendo con queste cose che certamente non risolvono il problema come si dovrebbe, ha detto, a gran voce: MI INTERESSA DAVVERO.

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  • Paolo Reggiani

    18 Febbraio @ 10.31

    È quasi inutile ripetersi ma può essere ancora utile farlo: Moretti, il guru ferroviario italiano, è un ex sindacalista della CGIL, quindi di area ex comunista o socialista (per usare vecchi inquadramenti). Oltre ad una astronomica prebenda (molto “proletaria”, sempre per stare nelle vecchie ideologie) ha fatto risparmiare soldi alle FF.SS. comprimendo soprattutto le manutenzioni: e ce lo dimostrano le porte delle carrozze che non si aprono, i bagni distrutti, i treni che non partono, ecc., ecc. Si disinteressa totalmente dei pendolari, cioè di chi segue il sano principio di non inquinare con l’auto privata, si è concentrato su inutili treni super veloci che fermano soltanto in poche stazioni, ne vuole imporre l’uso (ben più costoso per l’utente) col semplice metodo di non fare funzionare la rete normale. Ebbene come si può definire un individuo simile? Secondo una vecchia definizione ideologica è un fascista! Parliamo di quelli del Ventennio. Stessa arroganza, stessa supponenza, stessa superiorità, stessa inutilità. A proposito: non bisogna dimenticare che anche questo bel tipo è il risultato del nostro voto elettorale, non in modo diretto, ma perché abbiamo votato chi l’ha messo in quel posto (e credo anche confermato) secondo i criteri della lottizzazione politica dei servizi pubblici. Signori, stiamo piangendo sul latte da noi versato e, anche qui reperita juvant, “chi è causa del suo mal pianga sé stesso”. A giudicare dai sondaggi non abbiamo ancora imparato questa semplice lezioncina. Vuol dire che continueremo a piangere anche nel futuro.

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  • Corrado

    17 Febbraio @ 23.47

    C'è poco da farci. A Moretti e alla sua cricca interessano solo i super-top-mega managers che spendono 200 euro per i viaggi di lavoro sul frecciarossa. Gli altri non contano assolutamente nulla. Quel che scrivo altro non è che la traduzione in italiano corrente della diplomatica risposta che ho ricevuto da loro ad un reclamo fatto dopo l'ennesimo pesante disservizio.

    Rispondi

  • joris grossi

    17 Febbraio @ 23.04

    c'è veramente da essere indignati. Il servizio ferroviario è da buttare e c'è gente nei quadri dirigenziali e non che non prova la minima vergogna per quello che sta succedendo. Siamo la favola dell'Europa

    Rispondi

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