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La Provincia: «Trentasei scuole rischiano di chiudere»

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di Chiara Cacciani


Hanno preso il decreto Gelmini e hanno provato ad applicarlo - articolo dopo articolo - alle scuole del Parmense. Il risultato? «Allarmante», dice l'assessore provinciale alle politiche scolastiche Gabriele Ferrari. Secondo le proiezioni della Provincia sarebbero 36 i plessi a rischio chiusura: ventitré scuole elementari e tredici medie.
I «lucchetti» scatterebbero soprattutto in Appennino. Se passasse il parametro del minimo di 50 alunni per plesso,  l'istituto comprensivo di Corniglio - che raccoglie gli studenti  del comune e delle sedi di Monchio, Palanzano e Tizzano -, sarebbe  spazzato via. Quelli di Bedonia, Borgotaro e Fornovo ben più che dimezzati. E se  poteva essere «prevedibile» l'addio alla scuola più piccola del Parmense, quella elementare  di Anzola di Bedonia, 9 iscritti, a rischiare di chiudere definitivamente i battenti sono anche due plessi della Bassa: l'elementare di Roncole e le medie di Mezzani.
«In pratica nelle due Comunità montane  si salverebbero solo Langhirano, Lesignano, Neviano, Fornovo, Bedonia, Borgotaro. E Calestano e Bardi manterrebbero solo la scuola elementare - annuncia, preoccupato, Ferrari -Per non parlare dei tagli a docenti e personale Ata: noi abbiamo calcolato, ad esempio, che da noi saranno previsti 354 docenti di ruolo  e 161 precari in meno. Si parla di razionalizzazione, ma noi questa operazione l'avevamo già fatta tre anni fa, con il riordino degli istituti comprensivi». «Si rischia davvero di azzerare la montagna -continua Ferrari -, che già troppo soffre per lo spopolamento. Un esempio? I danni dell'alluvione del 2000 si sarebbero in parte evitati se non fosse venuta a mancare la presenza dell'uomo  e il suo intervento per la cura del territorio». L'amarezza deriva soprattutto «da una riforma imposta e non condivisa. Certo, una riforma della scuola era necessaria, ma era necessario affrontarla attraverso una commissione bipartisan: solo così si poteva affrontare un tempo così importante».
  Molto preoccupati i presidenti delle due Comunità montane parmensi. «Se saltano le scuole salta tutto il tessuto sociale della montagna - commenta quello della Ovest, Carlo Berni -.  Se hai un bambino che ogni giorno deve fare 40 chilometri per andare a scuola cosa fai? Ti trasferisci. E senza famiglie qui non c'è futuro». Ma Berni pensa anche «ai costi del trasporto scolastico, e a quei plessi che dovranno ospitare tutti gli alunni, e che evidentemente non avranno spazi adeguati Questo, per noi della montagna, è davverso un attacco senza precedenti e faremo sentire la nostra voce». «Sarebbe un disastro - si allinea il presidente della Comunità est Stefano Bovis-E' chiaro che nei plessi di montagna i numeri sono bassi, ma le giovani generazioni sono il valore aggiunto del territorio. Sa qual è il problema? E' che purtroppo le leggi le fanno le città, senza pensare alle zone deboli del territorio».

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Intanto per la provincia arriva anche una buona notizia: arriva la banda larga anche in Valtaro e Valceno. Guarda il video del Tg Parma

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  • Lucia Ughetti

    20 Ottobre @ 14.13

    Stiamo toccando i minimi storici, quando lo Stato taglia sulla scuola e sulla ricerca, non c'e' futuro. La montagna ha bisogno di vivere se togliamo le scuole, quel posco che resta morirra'.

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  • Mandi

    17 Ottobre @ 19.14

    Ora Francesca sono d'accordissimo con te, la scuola italiana è agli ultimi posti: le maestre non hanno nemmeno i gessi per scrivere sulla lavagna a forza di tagliare x diminuire gli sprechi.una volta esistevano corsi di aggiornamento,ora se li pagano gli stessi insegnanti e sta alla loro buona coscienza. una decina di anni fa la scuola dell'obbligo italiana era fra le prime. io non sono schierato politicamente, destra,sinistra o centro per me pari son: parlan bene quando sono all'opposizione, poi quando governano dove finiscono le belle parole? A cuarare i loro bei orticelli, mandando a rotoli il nostro paese. E' ora di finirla. Basta, non facciamoci più prendere x il naso.

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  • Manfredo Pedroni

    17 Ottobre @ 18.20

    sono panzane della sinistra per creare allarmismo, sono disponibile a qualsiasi confronto con il Decreto alla mano. Pedroni Consigliere Provinciale

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  • francesca

    17 Ottobre @ 17.27

    a Mandi: la scuola ai migliori livelli?guarda che siamo agli ultimi posti in Europa,del resto si fa senza statistiche, basta vedere il livello di preparazione degli studenti equello di certi insegnanti .Quanto ai tagli o meglio alla razionalizzazione della spesa,tutti sono d'accordo,purchè taglino agli altri.Davvero un Belpaese il nostro!

    Rispondi

  • Mandi

    17 Ottobre @ 15.39

    Non sono affatto d'accordo con "eiopago".La scuola è la risorsa primaria di un paese all'avanguardia.Non si può continuare a ragionare solo e unicamente in termini di tagli in settori fondamentali x il bene e la crescita di una società civile. Ci sono sprechi? E' vero,ma invece di continuare a tagliare,impoverire e declassare servizi che ci avevano portato al livello dei migliori paesi del mondo,adoperiamoci per riorganizzarli e farli funzionare al meglio.Le risorse x andare a pezzare le malefatte e le truffe dei soliti noti xò ci sono e vengono fatte pagare a chi??????Bisogna iniziare ad aprire gli occhi, tutti quanti e a cominciare a pretendere affinchè le cose comincino a girare per il verso giusto.

    Rispondi

    • francesca

      17 Ottobre @ 17.18

      sì,una scuola effiiente,non la scuola come parcheggio e stipendificio!

      Rispondi

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