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Il "giallo" dei 247 prosciutti rubati a Langhirano e ritrovati in un'azienda di Varano

Il "giallo" dei 247 prosciutti rubati a Langhirano e ritrovati in un'azienda di Varano
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Chiara Cacciani

Spariti da un salumificio di Langhirano e ritrovati - per puro caso - dopo poche ore nel magazzino di una azienda di Varano Melegari. E' stato un furto dalle "gambe corte", quello dei 247 prosciutti rubati nella notte tra martedì e mercoledì al salumificio La Perla di Quinzano. E sono stati particolarmenti sfortunati i ladri, beffati da un controllo di routine compiuto ieri mattina dai carabinieri di Fornovo, dall'Ausl e dall'Ispettorato del lavoro.

La vicenda è decisamente curiosa. La banda ha agito in piena notte, tra un passaggio e l'altro delle guardie giurate che vigilano sul salumificio. Oltre che silenzioso, il blitz è stato piuttosto rapido, nonostante l'entità del bottino. Ed è questo che fa credere che in azione ci fossero parecchie braccia. Di certo i ladri erano ben organizzati ed assolutamente esperti in materia di cosce di suino: hanno scelto le migliori, quelle pronte ad essere messe sul mercato. I "soliti ignoti" sono entrati nel prosciuttificio forzando una delle porte d'accesso e da lì era partita la razzia di prosciutti, caricati  poi su un camion e fatti sparire nella tenebre. Il furto è stato scoperto alle 7 di stamattina, quando i cancelli del prosciuttificio si sono riaperti per dare inizio ad una nuova giornata di lavoro. E subito è arrivata l'amara scoperta. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Langhirano e sono immediatamente partite le indagini.

Indagini che hanno avuto una svolta rapida ed inaspettata a qualche decina di chilometri di distanza, in Val Ceno. Come capita ogni mese, questa mattina i carabinieri di Fornovo, l'Ausl e l'Ispettorato del lavoro hanno condiviso i controlli in alcune aziende della vallata. E hanno fatto tappa a Varano, nella ditta che produce e commercializza prodotti tipici. Controlli di routine, legati alla sicurezza sul lavoro, alle normative igienico-sanitarie, alla regolarità dei contratti.

Poteva finire lì: militari e ispettori avevano già elevato una contravvenzione e stavano per andarsene. Ma poi un medico dell'Ausl ha pensato di approfittarne per un controllo a campione sui prodotti conservati nei magazzini, ed è così che i ladri sono passati, nel giro di poche ore, dal bottino alla beffa. Proprio nei magazzini sono apparsi parecchi prosciutti ammonticchiati e separati dal resto, tali da attirare l'attenzione degli ispettori. Dai codici seriali è stato  scoperto che si trattava dei 247 prosciutti rubati a Quinzano. Ed oltre a quelli, c'erano anche una forma di parmigiano-reggiano, diverse coppe e salami non di appartenenza dell'azienda varanese.

Come siano finiti lì è quello che dovrà chiarire il prosieguo dell'indagine, al quale stanno lavorando i carabinieri di Fornovo, coordinati dal Comando compagnia di Salsomaggiore, guidati dal capitano Roland Peluso, e i colleghi di Langhirano. La Procura sta seguendo passo dopo passo la vicenda. Al momento non è stata formalizzata alcuna accusa. Ma ovviamente risposte "illuminanti" sono attese dal titolare dell'azienda. L'uomo ha riferito ai carabinieri di essere partito per Milano, per ragioni di lavoro,  alle 5 di mattina di mercoledì e di non sapere come siano finiti i prosciutti nei magazzini della ditta. Diverse ipotesi sono aperte: oltre a quella di una responsabilità diretta dell'uomo, anche la possibilità che il complice dei ladri sia qualcuno in possesso delle chiavi dei magazzini. Facilmente i prosciutti erano stati solo temporaneamente "parcheggiati" nella ditta di Varano, pronti per spiccare il volo verso mercati più "fortunati".

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  • Marco

    08 Marzo @ 17.12

    Scusate ma come ci sono finiti i prosciutti in quella ditta lì? I ladri allo stesso modo in cui hanno rubato in una ditta sono entrati di soppiatto in un altra per depositarci 247 prosciutti in attesa di decidere come smerciarli? Suvvia.... E il fatto che erano esperti che hanno scelto i pezzi migliori può stupire qualcuno? Gli zingari o i drogati o i ladruncoli non vanno a rubare prosciutti. Come quando si trovano nei mercatini delle bancarelle che vendono vestiti di marca a prezzi stracciati...

    Rispondi

  • Hannibal Lecter

    08 Marzo @ 14.41

    @redazione: avrete anche ragione, ma a me sembra di vivere in un mondo capovolto. forse quando la gazzetta di inizio 900 metteva nome e cognome per ogni minima trasgressione era esagerato....ma se questo è il progresso.....Dio ci salvi!

    Rispondi

  • gazzettadiparma.it

    08 Marzo @ 14.24

    Lo faremo certamente se ci saranno dei rilievi penali nei confronti di qualcuno: altrimenti la sua mail sarebbe una diffamazione, e potremo essere querelati sia lei che noi.

    Rispondi

  • Hannibal Lecter

    08 Marzo @ 13.39

    Cominciamo con dare conto anche della ditta dove sono stati ritrovati! Se ho a che fare con dei ladri o (minimo) dei ricettatori VOGLIO SAPERLO. E non tirate fuori la storia della privacy, dire le cose come stanno è DOVERE di cronaca inoppugnabile!!!!

    Rispondi

  • massimo

    08 Marzo @ 01.04

    se sei italiano le carceri italiane, se non sei italiano...le carceri ce le pagano il tuo paese e i tuoi familiari. AT PASA LA VOIA 'D FER AL COJO

    Rispondi

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