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Accordo per salvaguardare il cavallo bardigiano

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Erika  Martorana
Pace fatta ed accordo raggiunto, durante la riunione tenutasi lunedì sera al Teatro Maria Luigia di Bardi, tra la parte di allevatori che contestavano il disciplinare del Libro Genealogico recentemente approvata ed il presidente dell’Associazione Nazionale del Cavallo Bardigiano, Luca Marcora.
Il malcontento  di alcuni allevatori era nato dopo che la Commissione tecnica centrale (Ctc) aveva approvato, il 20 dicembre scorso, una delibera che di fatto metteva fine all’articolo 18, il quale, fino a quel momento, aveva autorizzato «l’impiego di un limitato numero di coperture, tecnicamente giustificate, con uno stallone di altra razza riconosciuta per particolari interventi di rinsaguamento limitati nel numero e nel tempo».
L’eliminazione di tale articolo, che non è stata decisa né dal presidente Marcora né dalla Ctc, è avvenuta a seguito dell’interevento del Ministero, secondo il quale l’iscrizione al registro «Stalloni» di maschi figli di derivati arabo-bardigiani rappresenta una violazione al regolamento dell’albero genealogico.
 «Eravamo di fronte ad una situazione che andava sanata - ha affermato Marcora nel corso dell’incontro, davanti ad una sala gremita - Il Ministero non ha accettato le modifiche che avevamo apportato all’interno della commissione. Abbiamo, di conseguenza, fatto del nostro meglio per trovare una soluzione che fosse accettabile e valida per tutti. L’esperimento del Bard-Arab - ha rassicurato -  proseguirà seppur con maggiori ristrettezze, nei casi specifici, ne rimarranno 9 fino al 2019, che potranno continuare a procreare. I figli maschi di questi derivati non potranno entrare a far parte del registro degli Stalloni ma potranno comunque essere iscritti al registro supplementare che comprende Fattrici e Puledri.
«Siamo riusciti a risolvere i problemi che erano sorti con alcuni allevatori e questo è ciò che conta. In questo modo è possibile mantenere l’unità all’interno dell’associazione allo scopo di salvaguardare la razza del cavallo bardigiano».
Soddisfatto delle parole del presidente Marcora, anche l’esiguo numero di allevatori che avevano mosso le critiche, tra i quali Boris Cattaneo ed il professor Lucio Antonio Catalano che ha affermato: «Credo che la nostra polemica ed il mio viaggio con alcuni allevatori al Ministero di Roma sia servita a risolvere la questione. Con la decisione di creare una sezione apposita per i cavalli derivati Bard-Arab tutti gli allevatori che li hanno acquistati possono ritenersi soddisfatti. Abbiamo trovato una buona disponibilità da parte del nostro presidente».
La stragrande maggioranza degli allevatori presenti alla riunione si è infine convinta  e si è detta  felice per l’abrogazione dell’articolo 18: «Il bardigiano è uno tra i cavalli migliori - ha detto, a sostegno di questa tesi, l’allevatore Gianpiero Alberici -  Non c’è alcun bisogno di far aumentare la sua altezza o di allungarlo mischiandolo all’arabo. Le qualità del bardigiano lo rendono assolutamente perfetto così com’è».

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