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Tangenziale di Lesignano, il Tar dà ragione al comitato di cittadini

Tangenziale di Lesignano, il Tar dà ragione al comitato di cittadini
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Difetti di istruttoria ma anche l'utilizzo di una cartografia obsoleta, che non consente di stabilire se il tracciato della tangenziale di Lesignano vada a "gravare" anche su una zona classificata a rischio idrogeologico. Sono queste le principali motivazioni con cui il Tar dell'Emilia Romagna- sezione distaccata di Parma - ha accolto il ricorso presentato dall'associazione di cittadini "Lesignano Futura" contro il Comune di Lesignano e la Provincia di Parma.

Ad essere "incriminata" è la variante viabilistica al Prg adottata e poi approvata dal Consiglio comunale del paese pedemontano tra il 2009 e il 2010, e subito dopo trasformata in progetto esecutivo. I lavori alla bretella - che nelle intenzioni dell'Amministrazione è destinata a portare il traffico pesante fuori dal centro -erano partiti, contestatissimi, nel settembre scorso, ma già a novembre il Tar aveva imposto la sospensione, in attesa di pronunciarsi in modo definitivo. E la sentenza, decisa in Camera di consiglio il 7 marzo, è stata resa nota venerdì: ricorso accolto, tutti i provvedimenti impugnati dichiarati illegittimi e condanna del Comune e della Provincia a pagare in egual misura le spese di giudizio, per un totale di 5 mila euro.

Oltre all'utilizzo di una cartografia non aggiornata e quindi inadeguata a creare un quadro preciso della situazione, secondo il Tar il Comune avrebbe presentato il progetto definitivo della tangenziale due giorni prima di recepire le osservazioni della Provincia sulle misure da adottarsi per assicurare la sostenibilità idrogeologica dell'intervento. A sua volta la Provincia, contraddicendosi, si sarebbe espressa a favore della realizzazione della bretella  pur avendo rilevato dalla cartografia presentata e dalle indagini geologiche condotte a corredo del Psc la fragilità del versante interessato.

Ed ora, dopo il nero su bianco del Tar, per la "tangenziale delle polemiche" si aprono tre scenari: Comune e Provincia (come è probabile) potrebbero decidere di fare appello al Consiglio di Stato, oppure rinnovare la procedura per l'adozione della variante. O, ancora, cambiare il tracciato dell'opera. (c.c.)

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