Provincia-Emilia

Terremoto: la tragedia, i danni, la paura. Scosse anche nella notte Sette morti: 6 per crolli nel Ferrarese, una per spavento a Bologna. Tremila sfollati. Aiuti da Parma

Terremoto: la tragedia, i danni, la paura. Scosse anche nella notte Sette morti: 6 per crolli nel Ferrarese, una per spavento a Bologna. Tremila sfollati. Aiuti da Parma
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Nuove scosse, tra Modena e Ferrara: a mezzanotte, poi al'una (magnitudo 3.5). Poi ancora scosse minori

IL PUNTO DELLA SITUAZIONE (domenica 20 maggio)

Ore 21 - Alessandro Galavotti/Ansa - ore 4.04, la terra trema. Una lunga e intensa scossa di terremoto, della forza di poco inferiore a quella che il 6 aprile 2009 distrusse L’Aquila, fa 'saltarè una bella fetta di nord Italia. Una ventina di secondi a magnitudo 6, che squarciano la notte da Milano a Venezia, da Torino a Trieste, da Bolzano a Bologna. L’epicentro viene registrato proprio in Emilia-Romagna – la Regione che già a gennaio era stata 'strattonatà per ben due volte da altrettanti terremoti – tra le province di Modena e Ferrara. Un fazzoletto di terra in cui si scatena l’inferno, con le case che si piegano come ramoscelli e gli edifici storici che non reggono l’urto.

Il bilancio è drammatico e costringe il presidente del Consiglio, Mario Monti, a rientrare in anticipo dagli Stati Uniti. I morti sono sette, sei dei quali nel Ferrarese e uno in provincia di Bologna, una cinquantina i feriti lievi nel Modenese, tra cui un vigile del fuoco, e circa tremila sfollati che dovranno trascorrere la prossima notte in albergo o nelle tendopoli allestite dalla Protezione civile, sotto un cielo livido di pioggia. Incalcolabili al momento i danni, per i quali martedì il Consiglio dei Ministri dichiarerà lo stato di emergenza, mentre si susseguono le scosse dello sciame sismico. Tra le tante, una di magnitudo 3.3 alle 5.35, un’altra di 2.9
alle 5.44, poi l’altra 'bottà delle 15.18 che fa salire la scala Richter fino a 4.1, provoca nuovi crolli e semina altra paura tra le popolazioni già terrorizzate.

La macchina dei soccorsi si mette subito in moto, suscitando il vivo apprezzamento del Capo dello Stato Giorgio Napolitano, che ha espresso la propria solidarietà alle comunità coinvolte e la sua commossa partecipazione al dolore delle famiglie delle vittime, mentre Papa Benedetto XVI nel Regina Coeli implora «la misericordia di Dio per quanti sono morti e il sollievo nella sofferenza per i feriti».

Quattro delle sette vittime sono operai, caduti sotto le macerie delle loro fabbriche, a Sant'Agostino e Bondeno, nel Ferrarese, mentre stavano per terminare il turno del sabato notte. Vite spezzate sotto le macerie di quelle fabbriche che sono l’anima e il cuore dell’economia emiliano-romagnola. Come la Ceramica Sant'Agostino in cui hanno perso la vita Leonardo Ansaloni, 45 anni, e Nicola Cavicchi, di dieci anni più giovane. Vittima della sorte, quest’ultima: doveva andare al mare, ma poi le nuvole e la pioggia lo hanno convinto a sostituire un collega malato. E poi ancora Gerardo Cesaro, 57
anni, morto alla Tecopress di Dosso, frazione di Sant'Agostino, una fonderia che produce a ciclo continuo, e Tarik Nauch, operaio marocchino di 29 anni morto alla Ursa, azienda di polistirolo espanso a Bondeno, dove progettava di portare la moglie sposata da poco.

Le loro storie si intrecciano a quelle di due anziane della provincia di Ferrara: Nevina Balboni, 103 anni il prossimo giugno, morta nel suo casolare di campagna, tra San Carlo e Sant'Agostino, colpita alla testa dai calcinacci; e Anna Abeti, 86 anni, che si è sentita male dopo la forte scossa di terremoto della scorsa notte ed è deceduta dopo il ricovero all’ospedale a causa di un ictus.

Ed è una donna, ma questa volta di appena 37 anni, la settima vittima: Gabi Ehsemann, questo il suo nome, si era trasferita in Italia a gennaio, per lavorare alla Carpigiani, storica azienda di macchine da gelato di Anzola dell’Emilia. Il suo cuore non ce l’ha fatta a sopportare la grande paura che il terremoto si è portato dietro come un’ombra.

Ora la priorità va alle persone, come sottolinea il Capo della Protezione Civile, prefetto Franco Gabrielli, che accompagnato dal presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani si reca prima in provincia di Ferrara e poi in quella di Modena. «La nostra priorità assoluta è quella di dare assistenza alle persone e di fare in modo che possano passare la notte in condizioni accettabili», sottolinea Gabrielli, mentre è corsa contro il tempo per assicurare un ricovero caldo a tutti e tremila gli sfollati.

Il peggio, del resto, potrebbe non essere ancora alle spalle. «A grandi scosse, poi ne seguono altre – osserva Gabrielli -. Non necessariamente quella della notte scorsa è la più grande. Bisogna essere cauti: sui terremoti non si fanno previsioni e non si approccia il problema con superficialità e impropria rassicurazione». E mentre la colonna mobile della Protezione Civile predispone le prime tende, vanno avanti le verifiche strutturali, per consentire le quali domani nei comuni più colpiti rimarranno chiuse le scuole. Un lavoro lungo e difficile, come quello per la predisposizione delle prime misure d’emergenza, dalla sospensione dei pagamenti delle tasse agli ammortizzatori in deroga. La speranza, in queste ore drammatiche, ha il volto della piccola Vittoria: per due ore è rimasta sotto le macerie della sua cameretta e quando i vigili del fuoco, allertati da un ping pong di telefonate partito da New York, l’hanno salvata non aveva neppure un graffio.

Ore 16 -  La terra ha tremato ancora in Emilia Romagna. Due scosse forti in tre minuti: alle 15,18 (magnitudo 5.1: avvertita anche a Parma) ed una alle 15,21 (4.1). Nuovi crolli nel Ferrarese, un vigile del fuoco ferito. E nuovi problemi per i soccorsi che la protezione civile sta organizzando

La cronaca di stamattina

Ore 11 - Nessuna speranza di ritrovare in vita l’operaio disperso nel crollo del tetto della fonderia Tecopress di Sant'Agostino (Ferrara) causato dal terremoto. Sale così a sei il numero delle vittime provocate dal terremoto in Emilia-Romagna. Una scossa di magnitudo 6, forte quasi quanto quella che il 6 aprile 2009 ha distrutto l’Aquila, con epicentro 36 chilometri a nord di Bologna, tra le province di Modena e Ferrara, dove si registrano anche una cinquantina di feriti, nessuno dei quali in gravi condizioni, e ingenti danni a chiese ed edifici storici.
Quattro vittime sono operai, uccisi dal crollo dei capannoni in cui stavano lavorando in provincia di Ferrara: due alla Sant'Agostino Ceramiche, un’altro alla fonderia Tecopress di Dosso e un’altro ancora in una azienda di polistirolo a Ponte Rodoni di Bondeno. Le altre due vittime sono una ultracentenaria di Sant'Agostino e una tedesca di 37 anni che si trovava a Bologna per lavoro. Ad uccidere entrambe lo spavento per il forte terremoto, che è stato avvertito in tutto il nord Italia.
La scossa è stata registrata dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia alle 4.04, seguita da due repliche di intensità minore: una di 3.3 alle 5.35 e un’altra di 2.9 alle 5.44. L’epicentro nella pianura padana emiliana, una decina di chilometri di profondità dal suolo, 36 chilometri a nord da Bologna – dove la gente è scesa in strada per la paura ma non si registrano particolari problemi.
Circa duecento, fino ad ora, gli interventi richiesti ai centralini del 118 tra Modena e Ferrara. Evacuati i 35 pazienti dell’ospedale di Finale Emilia, tra cui una donna incinta, che è stata trasportata al policlinico modenese, mentre all’ospedale di Mirandola i pazienti sono stati fatti uscire dalle camere e sistemati in apposite strutture fuori dall’ospedale.
A Ferrara, intanto, è arrivato il capo della Protezione civile, prefetto Franco Gabrielli, che partecipa ad un vertice in prefettura con le autorità locali per fare il punto sull'emergenza. Subito dopo si recherà anche nel Modenese.

Ore 12,15 - SETTIMA VITTIMA - Purtroppo la notizia di una nuova vittima nel ferrarese: un anziano trovato sotto le macerie. Il bilancio sale dunque (con la donna morta di spavento nel Bolognese) a 7 morti.

Ore 15- TREMILA SFOLLATI -Sono invece circa tremila, secondo le prime stime della Protezione civile, gli sfollati nei territori dell’Emilia-Romagna colpiti dal territorio. La maggior parte, circa 2.500, si trovano nel modenese, gli altri 500 in provincia di Ferrara.

LA CRONACA DELLA NOTTE

Ore 4,10 - Robusta scossa di terremoto, poco dopo le 4.

La magnitudo sarebbe 5.9, (ma altre fonti indicavano inizialmente 6.3) . Epicentro in Emilia Romagna: a Finale Emilia, dopo una precedente scossa intorno all'una con epicentro a San Felice sul Panaro.

In tilt a lungo il sito INGV

Ore 5,03 - Nuova scossa, apparentemente meno forte e più breve. (magnitudo 2.9, mentre quella dell'una era di poco superiore a 4)

Ore 5,30 - Si segnalano i primi danni nella zona dell'epicentro (in particolare una chiesa a Finale Emilia),.

Ci sono purtroppo 4 vittime nel Ferrarese, dove sono crollati alcuni capannoni. Crollo di un campanile a San Felice sul Panaro. Fra le 4 vittime, un operaio che aveva sostituito all'ultimo momento un collega ed una donna di 103 anni, travolta dal crollo di un edificio nel Ferrarese.

Dalle 8 a Parma  le operazioni di voto, e sarà importante valutare eventuali segnalazioni dalle scuole, molte delle quali ospitano appunto i seggi elettorali.

A Bologna una donna di 37 anni è morta per infarto, a causa del grande spavento per la scossa prolungata delle 4

Ore 8 - Prima verifica con i vigili del fuoco: a Parma, a 4 ore dalla scossa più forte, non ci sono segnalazioni di energenze particolari

Ore 8,20 - La magnitudo della scossa delle 4 è stata fissata a 6.o: quasi come a L'Aquila (6.2)

Ore 9 - Nessun problema particolare neppure ai seggi, dove sono iniziate le votazioni per il sindaco. Tre squadra di vigili del fuoco da Parma a Finale Emilia, dove la situazione è molto più grave (oltre alle vittime ci sono decine di feriti e molte macerie) 

VIGILI DEL FUOCO PARMIGIANI A FINALE EMILIA

Tre squadre di vigili del fuoco sono partite subito dalla caserma di via Chiavari con destinazione Finale Emilia, per aiutare nelle operazioni di soccorso i colleghi emilianoromagnoli.

VOLONTARI DELLA PROTEZIONE CIVILE PRONTI A PARTIRE

Nella sede di via del Taglio la Protezione civile parmigiana sta finendo dic aricare sui camion la sua struttura protetta, una sorta di ospedale da campo. Una ventina di volontari sono in allerta, pronti a partire appena il coordinamento regionale darà l'ok e comunicherà la meta. Al momento la destinazione più probabile è  Modena

RIATTIVATO IL TRAFFICO

 

 

TERREMOTO: CHE COSA FARE

Avete avvertito la scossa ? Ditelo nello spazio commenti

 

Il traffico ferroviario è stato riattivato alle 7.45 su tutte le principali linee ferroviarie presenti nelle aree colpite dal sisma della scorsa notte. Aperte anche le linee ad Alta Velocità Bologna-Milano e Bologna-Firenze. Restano da riattivare solo la tratta Bologna- Rovigo e Bologna-Poggio Rusco dove – spiegano le Fs – «le ricognizioni tecniche previste dai protocolli di sicurezza per verificare l’integrità delle infrastrutture, avviate ovunque nel corso della notte, sono in corso di ultimazione».

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  • Andrea

    21 Maggio @ 15.13

    qui sono riportati i terremoti di magnitudo superiore o uguale a 2.0 localizzati in Italia dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV degli ultimi 30 giorni. copiare il link, metterlo nella barra indirizzi e premere invio. img252.imageshack.us/img252/2295/ingvcntearthquakelist.pdf

    Rispondi

  • gazzettadiparma.it

    21 Maggio @ 12.48

    Sì, tanti commenti non li avevamo mai registrati per nessun articolo

    Rispondi

  • Dr.Feelgood

    21 Maggio @ 12.21

    Un'informazione: scusa Redazione ma questo spazio commenti con 56 pagine rappresenta forse il record storico della GdP online? Non mi era mai capitato infatti di vederne così tanti. Grazie. Ciao a tutti.

    Rispondi

  • zio

    21 Maggio @ 11.51

    speravo che era un brutto sogno ma accendendo la luce e vedendo il lanpadario oscillare paurosamente ho capito che non era un sogno e ancora adesso sono sconvolto di paura

    Rispondi

  • sabrina

    21 Maggio @ 09.20

    io vivo a chiaverano un paesino in provincia di torino e verso 00.30 abbiamo avvertito la scossa di terremoto ......che spavento tremava TUTTO

    Rispondi

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