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"Scuola@bardi": una risorsa in più per l'Appennino

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Erika Martorana
Dopo oltre dieci anni di vita del progetto «scuola@bardi», gli enti che lo hanno sostenuto e le scuole che lo hanno realizzato hanno organizzato, nei giorni scorsi a Bardi, un incontro di riflessione e di analisi dei risultati conseguiti. Il progetto è nato con lo scopo di favorire ed incrementare la partecipazione scolastica dei giovani residenti nei comuni di Bardi e Varsi iscritti negli istituti superiori di Fornovo, Borgotaro e Bedonia. Il piano ha da subito adottato un modello didattico ed organizzativo costruito sul biennio di scuola media superiore che prevede la partecipazione di studenti di indirizzi diversi, la fruizione di materiali didattici in rete telematica e l’adozione di tecnologie e metodologie per l’apprendimento a distanza. Per tre giorni alla settimana gli allievi hanno così la possibilità di frequentare a Bardi, anziché negli istituti di appartenenza, le lezioni delle discipline dell’area comune: italiano, storia, inglese, matematica. Nel corso della riunione, il sindaco Giuseppe Conti ha ricordato gli sforzi compiuti dall’attuale amministrazione e da quelle precedenti per attivare e sostenere questa esperienza scolastica decentrata al servizio dei ragazzi residenti nel territorio che ha ottenuto riconoscimenti a livello nazionale e internazionale.
Presente all’appuntamento anche il dirigente dell’ufficio scolastico territoriale di Parma, Laura Gianferrari, che giudicando molto positivamente il progetto, lo ha inserito all’interno degli obiettivi che la Scuola in Europa si è proposta di raggiungere entro il 2020. Tra gli altri, l’assessore provinciale Giuseppe Romanini, dopo aver evidenziato il sostegno della Provincia che tutt’oggi permette di dare continuità all’esperienza, ha contestualizzato il progetto nella situazione scolastica provinciale e in quella locale, caratterizzata dalla presenza dell’istituto comprensivo della Valceno che unisce le scuole dei cinque comuni della valle. Il Presidente della Comunità montana Parma Ovest, Luigi Bassi, prendendo la parola, ha sottolineato l’importanza che «scuola@bardi» ha avuto in questi anni, soprattutto nell’ottica di una sempre maggiore qualificazione del percorso formativo degli studenti, legato anche alla peculiarità di evitare il pendolarismo che, nel territorio montano in particolare, rappresenta un valore aggiunto. «L’attività formativa scolastica a distanza che utilizza a pieno le nuove tecnologie - ha detto il primo cittadino Conti - rappresenta una risorsa per la montagna ed è fondamentale per la crescita e lo sviluppo. Abbiamo così dimostrato che quando si è uniti e si lavora per un obiettivo comune i risultati positivi si ottengono». Il dirigente scolastico dello Zappa-Fermi di Borgotaro, Angelo Angella, che ha svolto per diversi anni il coordinamento didattico del progetto, ha illustrato nei dettagli la storia del biennio e la sua evoluzione dal 2000 ad oggi, sottolineandone i contenuti didattici e ricordando le tante persone che si sono impegnate per consolidarlo. La dirigente scolastica dell’Itsos Gadda di Fornovo, Margherita Rabaglia, ha poi prospettato alcuni interventi a favore degli studenti che frequenteranno il biennio nel prossimo anno per favorire la loro competenza digitale: tra questi, la dotazione di un tablet individuale e della card per il conseguimento della patente informatica europea, che saranno disponibili grazie ad un finanziamento del comune di Bardi. Il dirigente scolastico locale, Aluisi Tosolini, ha invece parlato del ruolo dell’istituto comprensivo che ospita il biennio e che supporta la gestione quotidiana dell’attività. Fra i numerosi invitati c’era anche Marino Giubellini, già preside dell’Itsos Gadda ed assessore provinciale alla Scuola, che ha dato un notevole contributo all’avvio dell’esperienza del biennio di Bardi unitamente all’allora sindaco Bruno Berni e all’assessore Ester Zanelli.
L’incontro si è chiuso con la presentazione dell’indagine realizzata da un gruppo di docenti, coordinato dal presidente del distretto scolastico di Fornovo, Silvano Tagliaferri, che ha evidenziato come gli studenti che hanno frequentato le lezioni nel biennio di Bardi abbiano poi conseguito esiti di studi migliori comparati coi i dati provinciali e con quelli degli allievi delle classi di appartenenza, sia nelle discipline dell’area comune che in quelle complessive; anche l’indagine sul gradimento delle attività didattiche e dell’organizzazione effettuata negli anni presso tutte le componenti scolastiche e ultimamente presso gli ex allievi ha dato esiti particolarmente lusinghieri. 
 

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