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Confindustria: "Produzione ferma per 4-6 mesi" nelle zone colpite dal sisma

Confindustria: "Produzione ferma per 4-6 mesi" nelle zone colpite dal sisma
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La scossa di terremoto di magnitudo 4.5 con epicentro al largo di Ravenna delle 6.08 di questa mattina è stata avvertita in modo forte e distinto anche a Rimini che dista una cinquantina di chilometri da Ravenna. Dalle verifiche effettuate dalla Protezione civile non risultano al momento danni a persone o cose nella città di Ravenna. La scossa è stata avvertita anche a Modena, a Rimini, Pesaro e Ancona. Secondo gli esperti questa scossa è originata da una faglia diversa rispetto a quella della zona di Modena e Ferrara.
«In queste ore sono in corso controlli sugli edifici pubblici. Dalle prime verifiche non risulta ci siano stati danni particolari. Le scuole sono regolarmente aperte», ha detto il messaggio del sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci. Secondo le prime impressioni degli esperti l'evento sismico non sarebbe collegato allo "sciame" che dal 20 maggio è in corso in Emilia. «L'unica scuola in cui la dirigente ha chiesto un intervento di controllo - ha detto ancora Matteucci - è il liceo scientifico. Alle 13 in una riunione straordinaria della Giunta faremo il punto della situazione».

SQUINZI (CONFINDUSTRIA): "STOP ALLA PRODUZIONE, 10MILA POSTI A RISCHIO". Il terremoto colpisce anche l'economia di Modena e Ferrara. Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, lancia l'allarme: «Si teme, e credo sia abbastanza vicino alla realtà, che ci sia uno stop produttivo di almeno 4-6 mesi. Nell’area si produce un po' di più dell’1% del nostro Pil, rischiamo qualche frazione di punto di Pil soltanto a causa del terremoto».
Il sisma ha «colpito una parte importante della produzione manifatturiera - dice Squinzi - che deve ripartire al più presto anche per evitare qualche tentazione di delocalizzazione anche delle imprese straniere che operano in quell'area».
Il «bilancio ancora provvisorio» conta «almeno 500 aziende con gravi lesioni, oltre 10mila posti di lavoro a rischio, la minaccia che si perdano filiere importanti». Squinzi lo ha aggiunto, presentando il rapporto sugli scenari industriali del Csc, sottolineando la «voglia di ripartire al più presto» degli imprenditori «e la grande solidarietà che c'è intorno a loro».

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE: "POSSILI NUOVI INTERVENTI PER IL PARMIGIANO REGGIANO E IL GRANA PADANO". «Le misure che abbiamo adottato finora» per il settore agricolo nelle zone colpite dal sisma in Emilia-Romagna «ritengo che siano sufficienti per un primo impatto ma probabilmente richiederanno ulteriori interventi nei prossimi mesi». A dirlo il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Mario Catania, intervistato dal Gr Rai.
Per quanto riguarda «alcune produzioni di qualità, in particolare il parmigiano reggiano e il grana padano, abbiamo preso alcuni immediati interventi diretti a dislocare il prodotto che era presente nei magazzini colpiti dal terremoto - ha spiegato il ministro - adesso bisognerà fare qualche cosa di più: ho anche già convocato i rappresentanti della grande distribuzione organizzata per chiedere il loro sostegno in attività straordinarie per collocare meglio le produzioni danneggiate. Ho avuto una buona disponibilità da parte loro - ha aggiunto - e quindi sono abbastanza fiducioso».

SONO 26 LE VITTIME DEL SISMA TRA MODENA E FERRARA. Sale a 26 il bilancio delle vittime del terremoto che ha colpito l’Emilia. Nelle ultime 24 ore sono morte altre due donne, Sandra Gherardi, 46 anni di Cento (Ferrara), e Liviana Latini, 65 anni di Cavezzo (Modena). Da una settimana, lottavano in ospedale contro le ferite subite nei crolli causati dalla violenta scossa dello scorso 29 maggio.
Sandra Gherardi, 46 anni di Cento, è morta lunedì sera, dopo sette giorni in coma all’ospedale di Bologna. La donna era ricoverata in rianimazione all’ospedale Maggiore di Bologna. Era in sella alla sua bicicletta, nel centro storico della cittadina in provincia di Ferrara, quando è stata colpita alla testa da alcuni grossi calcinacci caduti da un tetto. Un attimo prima, alle 9.05, c'era stata – dopo quella del 20 maggio alle quattro di notte che aveva ucciso 6 persone nel ferrarese e una nel bolognese – la seconda grande scossa, che in provincia di Modena di morti ne ha provocati 17.
Ieri pomeriggio, all’ospedale di Baggiovara di Modena, è invece morta Liviana Latini, la donna estratta dalle macerie della sua abitazione. La palazzina in cui abitava era stata dichiarata inagibile dopo il terremoto del 19 maggio. Quella mattina però, poco prima della forte scossa delle 9, la donna era rientrata per recuperare alcuni vestiti e oggetti. Nel crollo aveva riportato un trauma da schiacciamento agli arti inferiori che erano rimasti compressi per ore, nonostante fosse riparata da un mobile. Le sue condizioni di salute sono peggiorate, fino a portarla alla morte, per complicazioni ai reni e problemi di circolazione.
I nuovi lutti «non fanno che aumentare un dolore che coinvolge non solo le famiglie colpite direttamente - a cui rinnovo il cordoglio - ma tutti i cittadini», ha detto il presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani.

LA PROTEZIONE CIVILE: "LA COMMISSIONE GRANDI RISCHI SEGNALO' UN'ATTIVITA' SISMICA PIU' INTENSA AL NORD".  Il Dipartimento della Protezione civile ha reso noto che già a gennaio era stata notata un'intensificazione dell'attività sismica nel nord Italia. Al termine della riunione della Commissione nazionale Grandi Rischi - convocata su richiesta del capo della Protezione civile Franco Gabrielli dopo le scosse del 25 e 27 gennaio nelle province di Verona, Reggio Emilia e Parma - la stessa commissione sottolineò un «significativo aumento di attività negli otto mesi precedenti che ha interessato i margini settentrionale (pre-alpino), meridionale (Appenninico Ligure) e occidentale (Piemonte) della placca Adriatica».

L'area interessata dall’aumento dell’attività, sottolinea ancora il Dipartimento, comprendeva «le province di Asti e Alessandria, limitatamente Milano e Monza, e poi Pavia, Cremona, Bergamo, Brescia, Mantova, Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Ferrara, Ravenna, Verona, Vicenza, Treviso, fino a Massa Carrara e Lucca: si tratta della quasi totalità delle aree sismiche del Nord Italia se si esclude il Friuli Venezia Giulia».

Nella nota conclusiva della riunione, la Commissione inoltre «specifica che sulla base delle conoscenze attuali non ci sono indicazioni che questa attività si riduca nel prossimo futuro, che potrebbe continuare su un vasto territorio, in buona parte profonda, e che certi eventi potrebbero divenire più superficiali. In particolare, la Commissione si focalizza sulla possibile riattivazione di alcune delle grandi strutture che storicamente hanno generato forti terremoti, come Garfagnana e Lunigiana».

Vista la vastità dell’area interessata e le osservazioni formulate dalla Commissione, in particolare per la possibile riattivazione delle grandi strutture appenniniche quali Garfagnana e Lunigiana, Gabrielli, il 14 gennaio scorso, ha chiesto al presidente della Commissione di riconvocare il settore "Rischio Sismico" dell’organismo, «per un ulteriore approfondimento, in modo da avere un quadro il più completo possibile e per poter informare correttamente le amministrazioni competenti in materia di protezione civile sul territorio». Approfondimenti che, «ancora in corso, saranno forniti prossimamente al capo Dipartimento».

Quanto poi alle attività raccomandate dalla Commissione per quanto concerne la prevenzione, esse, sottolinea la nota del Dipartimento, «trovano perfetta rispondenza con quanto già attuato nella continua azione di prevenzione messa in atto dal Dipartimento della protezione civile su tutto il territorio nazionale attraverso l’azione di monitoraggio delle verifiche sismiche degli edifici e delle opere infrastrutturali strategiche e rilevanti esistenti; la sensibilizzazione della popolazione alle problematiche dei rischi attraverso sistematiche campagne informative e l’attività del volontariato; l'attuazione del piano nazionale di prevenzione sismica con lo stanziamento di 965 milioni dal 2010 al 2016 per il rafforzamento degli edifici pubblici strategici e degli edifici privati, nonché della microzonazione sismica, con una rigorosa ripartizione del fondo tra le regioni; la preparazione di modelli di intervento in caso di emergenze nazionali, con la verifica attraverso le esercitazioni svolte a diversi livelli, ultime delle quali quelle effettuate proprio in Garfagnana.

 

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  • popsylon

    06 Giugno @ 17.31

    @ la Gioa di Sorbolo, la Procura di Modena apre indagini sulle trivellazioni. Se non sei contento, chiamali e digli che i terremoti sono tutti naturali.

    Rispondi

  • Kenny

    06 Giugno @ 13.41

    X Benito: Cosa intendi per "indagare"....facciamo uno scavo fino a 10 km di profondità e ci mandiamo un carabiniere del RIS ?

    Rispondi

  • popsylon

    06 Giugno @ 13.25

    L'epicentro del terremoto di oggi a Ravenna è esattamente al centro di due pozzi petroliferi in mare.

    Rispondi

  • gioia

    06 Giugno @ 13.03

    @Benito : non c'è davvero nulla di innaturale. I terremoti ci sono sempre stati e purtroppo ci saranno.

    Rispondi

  • André

    06 Giugno @ 12.49

    Bon courage a vous mes amis esperons que cela ne s'aggrave pas et que vous pourrez reconstruite vos magnifique pays André Frane

    Rispondi

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