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La Cisl: "Maestre licenziate dopo il terremoto a Colorno"

La Cisl: "Maestre licenziate dopo il terremoto a Colorno"
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Quattro maestre delle elementari, che avevano un contratto a tempo determinato, sono state licenziate in anticipo a Colorno, dopo che il terremoto ha reso inagibile la scuola. E' quanto denuncia la Cisl Scuola, che attacca questa "decisione unilaterale" e fa appello alle istituzioni scolastiche regionali "affinché la legalità ed il buon senso vengano ripristinati".

Ecco il comunicato della Cisl Scuola:

Un fatto gravissimo è avvenuto a Colorno, dove quattro maestre di scuola primaria (ex elementare) sono state licenziate anticipatamente dall’amministrazione scolastica, dopo che le scosse di terremoto che stanno affliggendo l’Emilia hanno provocato l’inagibilità dell’edificio. Mentre gli altri docenti hanno potuto proseguire le attività di fine anno scolastico, preparatorie anche dei successivi scrutini, ospitati nei locali della scuola secondaria (ex media) del paese i docenti a tempo determinato sono stati allontanati con decisione unilaterale, creando un’assurda disparità di trattamento, come se il terremoto legittimasse azioni del genere. Un episodio sconcertante che stando alle notizie che giungono dal resto delle zone terremotate, per adesso risulta essere l’unico di questo tipo, mai prima d’ora in Italia una pubblica amministrazione aveva licenziato i dipendenti in caso di gravi calamità naturali, a Colorno è successo e per giunta colpendo dei precari. La Cisl Scuola di Parma ha rivolto un appello indirizzato al direttore Ufficio Scolastico Regionale Stefano Versari, al dirigente dell’Ambito Territoriale Scolastico di Parma Laura Gianferrari ed al Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo di Colorno Giovanni Gaulli, affinché la legalità ed il buon senso vengano ripristinati. Scrive la Cisl Scuola: “Auspicando che l'appello rivolto trovi accoglienza consapevole, non si vorrebbe credere che l’interdizione anticipata di contratti di Lavoro già per loro natura precari, possa costituire grave negativo esempio che non troverebbe cittadinanza in un civile contesto, come peraltro non è avvenuto in precedenti tragici analoghi eventi sul territorio nazionale”. 

In merito alla vicenda, la Cisl ha inviato una nota aggiuntiva: "Teniamo a ricordare che sono le uniche dipendenti pubbliche, di cui si abbia notizia, alle quali a causa del sisma è stato interrotto il rapporto di lavoro. Eppure sono decine le scuole interessate in tutta la regione. Inoltre nessuna norma contrattuale prevede la risoluzione anticipata dei rapporti di lavoro a causa delle calamità naturali, per quanto riguarda il caso specifico i contratti di assunzione prevedono una data di scadenza ed inoltre le docenti interessate, erano in servizio su classi delle quali dovevano essere preparati gli atti per poi svolgere gli scrutini, non si tratta di “prestatori d’opera” generici ma di professioniste che svolgono la funzione docente.
 

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  • nocciola

    13 Giugno @ 11.35

    Le giustificazioni del dirigente scolastico sono ridicole. Sostenere che nell'ultima settimana di contratto sarebbero state pagate per far nulla è assurdo, visto che gli insegnanti di ruolo sono pagati per tre mesi (tra estate e quant'altro) per fare sostanzialmente un tubo! Eh ma quella settimana lì era troppo eh?

    Rispondi

  • salvatore pizzo

    12 Giugno @ 23.24

    La scuola non è un'azienda non deve raggiungere un fatturato ma organizzarsi per formare futuri cittadini, ma è un servizio minimo essenziale: in termini produttivi come si qualifica il fatto di licenziare un docente prima che si facciano gli scrutini? Me lo dica il signor imprenditore. Mi domando perchè debbano pagare quelle quattro, tutti gli altri dipendenti che causa terremoto non hanno potuto lavorare hanno avuto le giornate sottratte dalla busta paga? Salvatore Pizzo

    Rispondi

  • stefano

    12 Giugno @ 22.58

    Ma la giusta causa chi la decide? I sindacati ? il dipendente? Non è abbastanza giusta come causa un dipendente che diventa inutile? E se il dipendente diventa inutile perchè il datore di lavoro deve per forza continuare a pagarlo anche se non produce? Solo perchè ha fatto la cazzata di assumerlo? Ma non vi rendete conto della situazione assurda? Vi sta bene solo perchè parlate da operai e non da imprenditori altrimenti sapreste che cosa vuol dire pagare una persona che non produce e sommare lo stipendio a tutte le tasse che abbiamo già da pagare...... Produzione= stipendio - inutilità = licenziamento. mi sembra logico. Se poi c'e' qualcuno che se ne vuole fare carico non sono contrario, ma non con i miei soldi.

    Rispondi

  • stefano

    12 Giugno @ 20.29

    Ma la giusta causa chi la decide? I sindacati ? il dipendente? Non è abbastanza giusta come causa un dipendente che diventa inutile? E se il dipendente diventa inutile perchè il datore di lavoro deve per forza continuare a pagarlo anche se non produce? Solo perchè ha fatto la cazzata di assumerlo? Ma non vi rendete conto della situazione assurda? Vi sta bene solo perchè parlate da operai e non da imprenditori altrimenti sapreste che cosa vuol dire pagare una persona che non produce e sommare lo stipendio a tutte le tasse che abbiamo già da pagare...... Produzione= stipendio - inutilità = licenziamento. mi sembra logico. Se poi c'e' qualcuno che se ne vuole fare carico non sono contrario, ma non con i miei soldi.

    Rispondi

  • salvatore pizzo

    12 Giugno @ 17.22

    La scuola ha rescisso unilateralmente il contratto, così è andata.

    Rispondi

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