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Maiali nutriti con rifiuti: sequestrati 2300 prosciutti. Una trentina di produttori parmensi "truffati"

Maiali nutriti con rifiuti: sequestrati 2300 prosciutti. Una trentina di produttori parmensi "truffati"
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MILANO, 19 LUG – MILANO, 19 LUG – Ai maiali da mangiare dava rifiuti speciali, cioè scarti di aziende alimentari destinati ad essere smaltiti negli impianti di biogas, inclusi ritagli di prosciutto cotto. Per questo un allevatore mantovano, Andrea Genovesi, è stato denunciato dai Nas di Cremona.
A lui sono stati sequestrati 750 maiali "cannibali" e 30 tonnellate di rifiuti pronti da dare agli animali. Ma nell’operazione Trash Food, letteralmente "cibo spazzatura", i carabinieri hanno soprattutto sequestrato 2.300 prosciutti Dop: 1.900 prosciutti di Parma e Modena e 400 San Daniele, che erano a stagionare in oltre 50 stabilimenti dell’Emilia e Friuli. Un lavoro faticoso realizzato in collaborazione con gli ispettori del Consorzio del prosciutto di Parma, con l’Asl e con i Nas di Udine.
Le accuse per il mantovano sono di frode in commercio e vendita di prodotto non genuini, ma anche di traffico illecito di rifiuti in concorso con il titolare di due aziende alimentari (una nel mantovano e una nel parmese) che gli vendeva gli scarti di produzione destinati agli impianti di biogas: non solo ritagli di prosciutto ma anche prodotti da forno e conserve.
Le indagini, coordinate dal procuratore della Repubblica di Mantova Antonino Condorelli, sono partite la scorsa primavera. Durante un controllo igienico-sanitario, i carabinieri hanno notato la gran quantità di rifiuti speciali, animali e vegetali, stoccati nell’allevamento che dovevano essere smaltiti in un impianto di biogas. Appurato che venivano dati agli animali come mangime, i Nas hanno subito sequestrati 750 maiali e 30 tonnellate di scarti di lavorazione. Stabilito che l'allevamento vendeva le cosce per diversi prosciutti Dop – che hanno specifiche indicazioni su come vanno cibati gli animali, non certo con scarti di lavorazione – il gip di Mantova, su richiesta della Procura e dei Nas, ha emesso il decreto di sequestro preventivo di tutte le cosce ottenute dalla maiali dell’allevamento e macellati negli ultimi 15 mesi. C'è voluto circa un mese per identificare tutte le cosce poi sequestrate, in quasi cinquanta impianti nel parmense e una dozzina fra San Daniele del Friuli e Modena.
Un lavoraccio, ma ne valeva la pensa secondo il luogotenente Raffaele Marongiu. «Speriamo che se qualcun’altro voleva fare una cosa del genere – spiega – adesso ci ripensi». Alla notizia, sono arrivati subito i complimenti di Copagri e Coldiretti che chiedono di tenere alta la guardia. Secondo quest’ultima, infatti, in periodo di crisi aumenta il pericolo di frodi alimentari, che già 'rubanò al settore alimentare 164 milioni al giorno. Se i prosciutti sequestrati dai controlli sanitari risulteranno idonei al consumo umano, perderanno comunque la dicitura Dop. La Cia invece ribadisce la necessità di applicare la «tolleranza zero» nei confronti di chi mette in atto queste truffe, «attentando alla credibilità di tutto il sistema agroalimentare e alla salute dei consumatori e sottraendo alle imprese 3 milioni di euro al giorno».

IL CONSORZIO: "CI COSTITUIREMO PARTE CIVILE"

Il Consorzio del Prosciutto di Parma ha reso noto, con un comunicato, che «i Nas hanno condotto delle operazioni di controllo presso l’allevamento in questione con il supporto degli ispettori di vigilanza del Consorzio stesso riscontrando delle irregolarità rispetto alla produzione delle Dop e provvedendo al conseguente isolamento dei suini.

Grazie al sistema di tracciabilità che permette di risalire a tutte le fasi della produzione, è stato possibile identificare le cosce di suino in stagionatura soggette a tali irregolarità che sono state successivamente bloccate».
 
«La scoperta della frode dell’allevatore – dichiara Stefano Fanti, direttore del Consorzio del Prosciutto di Parma –
dimostra quanto il sistema di tracciabilità e di controllo del nostro prodotto funzioni e quanto tutti gli anelli della filiera abbiamo un’enorme responsabilità. Teniamo a sottolineare che i suini del circuito del Prosciutto di Parma hanno un’ alimentazione rigidamente regolata dal relativo disciplinare di produzione. Vogliamo pertanto rassicurare tutti i nostri consumatori sulle indubbie qualità e garanzie del nostro prodotto e affermare che nessun Prosciutto di Parma in commercio deriva da questi suini. Precisiamo infine – aggiunge – che i nostri produttori rappresentano la parte lesa di tutta questa faccenda e che il Consorzio si costituirà parte civile nel processo contro l’allevatore che ha violato le disposizioni di legge e del Consorzio».

LA COLDIRETTI: "BENI I SEQUESTRI"

ROMA, 19 LUG – Le frodi alimentari sono le più temute dai cittadini italiani, con sei persone su dieci che le considerano più gravi di quelle fiscali o finanziarie, poichè possono mettere a repentaglio la salute. Lo afferma Coldiretti, sulla base di una indagine Swg, proprio mentre i Nas di Cremona hanno sequestrato 2300 prosciutti Dop (Parma, San Daniele e Modena) in una quarantina di stabilimenti di stagionatura emiliani e friulani, perchè provenienti da maiali nutriti scarti dell’industria alimentare che dovevano essere smaltiti negli impianti di biogas.    L’associazione agricola, esprimendo il proprio plauso per l'operazione delle forze dell’ordine, sottolinea come "gli ottimi risultati dell’attività di controllo confermino la necessità di tenere alta la guardia contro le frodi a tavola, che mettono a rischio la salute e fanno concorrenza sleale alle imprese che sono impegnate nel mantenere alti standard di qualità». Il pericolo delle frodi, evidenzia Coldiretti, si amplifica ancora di più nei periodi di crisi: da un lato cresce il rischio che vengano utilizzati prodotti o processi produttivi al risparmio, dall’altro molte famiglie sono costrette ad acquistare alimenti a basso prezzo.  Le frodi e le falsificazioni alimentari, ricorda l'associazione, sottraggono al settore agroalimentare 164 milioni di euro al giorno, con danno per l’economia, i consumatori, l’immagine del made in Italy e i produttori che investono per garantire qualità e sicurezza.   

RAINIERI (LEGA): "TOLLERANZA ZERO E CONDANNE ESEMPLARI"

 "Tolleranza zero contro chi continua a fare il bello e il cattivo tempo sulle spalle dei consumatori. Chi gioca con la salute della nostra gente deve finire in galera e, per me, possiamo anche buttare via le chiavi".
Cosi' Fabio Rainieri, segretario nazionale della Lega Nord Emilia e segretario della commissione Agricoltura a Montecitorio, commenta il sequestro di 2.300 prosciutti 'dop' ottenuti da animali alimentati con rifiuti, 750 suini e 30 tonnellate di scarti alimentari.
"A quanto si apprende - spiega Rainieri -  nel corso di un'ispezione igienico sanitaria in un allevamento del mantovano che si occupa di suini destinati alla produzione di prosciutti tutelati 'dop', i carabinieri avrebbero appurato che nell'azienda venivano stoccati ingenti quantitativi di rifiuti speciali di origine animale e vegetale, costituiti da scarti di lavorazione dell'industria alimentare, venduti da due ditte (una nel mantovano e l'altra in provincia di Parma). Quegli stessi scarti - continua - sarderebbero stati somministrati sotto forma di mangime ai maiali allevati. Ai carabinieri dei NAS di Cremona - continua Rainieri - i miei complimenti per la brillante operazione svolta. Quanto ai colpevoli di queste nefandezze chiedo alla magistratura condanne esemplari e alle istituzioni tutte di inasprire le pene per chi adultera i cibi. Non possiamo tollerare che si scherzi con la salute della nostra gente e nemmeno che si mettano a rischio filiere di eccellenza per intessi di personaggi senza scrupoli".

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  • sabcarrera

    20 Luglio @ 12.00

    Schirru Allo stato naturale i maiali sono onnivori, come lo sono anche le galline quindi è naturale che mangino la carne di maiale o uova o altre carni. Poi cosa c'entra ilvaccino per la poliomelite o l'AIDS ( che non esiste)? La BSE è venuta fuori da mangimi di grossi fornitori e certamente non si governavano gli animali in questa maniera anni fa. Le regole CE sono da ignorare permettono di tenere animali in condizioni di estrema crudeltà basta dare il mangime che all'orecchio del borghese sembra che vada bene. Lavoriamo su questo problema degli allvamenti per primo prima e blocchiamo anche le carni importate delle quali non sappiamo niente della loro produzione o come sono stati allevati gli animali.

    Rispondi

  • baclan

    20 Luglio @ 10.06

    @vix: secondo me tu in prosciuttificio ci hai lavorato con la fantasia. Io li giro spesso per lavoro e nel settore alimentare credo che siano tra le aziende all'avanguardia del settore per igiene, qualità e serietà. In ogni caso leggo oggi che i prosciuttifici sono parte danneggiata e che si tuteleranno di conseguenza. Tu sei libero di scrivere quello che credi ma quando uno scrive usando un pretesto tra l'altro infondato per esprimere qualcosa d'altro si commenta da solo. Felice di essere parmigiano e diverso da te. P.s. Io le tasse le pago con il mio lavoro da dipendente per l'azienda per cui lavoro da 30 anni anch'io posso esprimere la mia opinione non credi?

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  • Schirru

    20 Luglio @ 09.53

    @sabcarrera, certo che una volta non esisteva nemmeno il vaccino per la poliomelite o l'AIDS. Hai mai sentito parlare della BSE e del Regolamento CE 1069/2009? Se per te è normale che un maiale mangi i resti di un altro maiale... Boh... che vuoi che ti dica??

    Rispondi

  • mario

    20 Luglio @ 08.34

    Una volta i maiali erano liberi di andare nel pantano e di andare a mangiare gli scarti che si buttavano nella concimaia del letame ( come le galline ruspanti) e i culatelli che davano non sono paragonabili a quelli di oggi.Tutta questa CAGNARA poteva essere evitata,non mi sembra siano stati alimentati con oli provenienti da trasformatori elettrici delle gabine come è successo in Olanda o giù di là qualche anno fa. La verità è che c'è un sacco di gente con stipendi stratosferici che fa aumentare il debito pubblico a manetta che deve giustificare la loro preseza, ma..............

    Rispondi

  • mjolnir

    20 Luglio @ 08.14

    Se dare in pasto ai maiali degli scarti alimentari fosse pericoloso, saremmo già tutti estinti da tempo. I nostri nonni non spendevano certo dei soldi per acquistare del mangime (che tra l'altro tanto sano non è, se si va a leggere il contenuto).

    Rispondi

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