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Fidenza, i genitori allarmati: "Alle materne non tutti i problemi sono risolti"

Fidenza, i genitori allarmati: "Alle materne non tutti i problemi sono risolti"
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Dopo l'approvazione della variante di bilancio che consente al Comune di avviare in via straordinaria e temporanea una nuova sezione di scuola materna che potrà accogliere 28 bambini (con orario ridotto dalle 8 alle 13) e di istituire un servizio di completamento orario dalle 13 alle 16 per le sezioni ad orario ridotto, parla un nutrito gruppo di genitori fidentini che hanno bimbi alle materne.  
«Noi genitori vogliamo cercare  di  mettere a conoscenza la cittadinanza della situazione che ad oggi ci troviamo ad affrontare con i nostri bambini  - hanno scritto in una lettera  alla «Gazzetta» -. Si è parlato a lungo in questi mesi soprattutto sui giornali degli esuberi della scuola dell’infanzia (76 bambini «Gazzetta di Parma» di venerdì 13 aprile 2012) e tramite  una raccolta di firme noi genitori ci siamo mobilitati e abbiamo sollecitato una rapida soluzione al problema. Il Provveditorato di Parma ha concesso un insegnante in più rispetto all’organico pre-esistente. L’amministrazione comunale ha provveduto da parte sua a dare dei completamenti di servizio per la nuova sezione statale (come quinta sezione presso la scuola Lodesana) e ha inoltre predisposto una ristrutturazione alla scuola De Amicis dove già sono presenti altre due sezioni di scuola dell’infanzia creandone una terza. Il servizio pomeridiano sarebbe comunque a pagamento come contributo al Comune per il servizio erogato, pari a 55 euro mensili».
Nel  ringraziare  lo sforzo dell’amministrazione comunale i genitori  vogliamo  fare presente diverse problematiche «che comunque in una situazione di disagio come questa si vanno a delineare».
 «Gli orari messi a disposizione dei bambini assegnati alle sezioni aggiuntive  - spiegano  - sono penalizzanti in quanto è stato tolto un servizio molto importante cioè la compresenza delle insegnanti. Infatti le maestre del mattino avrebbero a disposizione 30 minuti (a cavallo con il servizio mensa) per poter fare al massimo un passaggio di consegne con la maestra del servizio pomeridiano. Ciò significa che il rapporto numerico tra insegnante e bambini resterebbe sempre di 1 a 29 e non 1 a 14 come invece avviene, dalle 10.30 alle 12 nelle sezioni statali che hanno la compresenza delle insegnanti. Ridurre a 30 minuti la compresenza delle insegnanti va ad influire sulla progettualità didattica, sulla gestione delle dinamiche insegnanti-bambini influendo negativamente sulla qualità del servizio offerto ad ogni singolo bambino ed in generale compromette la possibilità alle insegnanti di effettuare, così come si conviene dal punto di vista pedagogico, osservazioni mirate sulle crescita del bambino».
«La “soluzione” che il Comune propone  - aggiungono - sembra ponderata solo dal punto di vista economico e di collocazione negli spazi di questi bambini, senza aver minimamente considerato la parte pedagogica ed educativa che la scuola materna ricopre. Teniamo a sottolineare che la scuola dell’infanzia non è un servizio di parcheggio o baby-sitting ma è la base del percorso scolastico e formativo dei bambini, al quale deve essere attribuita un’importanza fondamentale. Non possiamo non prendere in considerazione i disagi che gli anni successivi si verrebbero a creare all’interno di tutte le sezioni già esistenti. Il contributo di 55 euro richiesto alle famiglie per avere la possibilità del prolungamento d’orario non è un sacrificio da poco considerati i tempi di crisi e le nuove imposte alle quali siamo assoggettati, tanto più, che non giustifica neanche un servizio di qualità ma bensì uno più scadente rispetto alle sezioni statali (presso la scuola Lodesana i disagi cadrebbero anche nelle sezioni ordinarie). Abbiamo bisogno che la pubblica amministrazione ci dimostri la volontà di collaborare con noi, valutando l’istituzione di un fondo con il quale si aiutano le famiglie di questi bambini al pagamento della “retta” evitando così che si delineino situazioni di diritto di equità di accesso ai servizi».
Chiedendo trasparenza («Un aspetto a volte trascurato») i genitori chiedono di istituire un tavolo di confronto permanente che coinvolga  assessore, responsabile della Pubblica istruzione, dirigente scolastico, rappresentanti degli insegnanti e rappresentanti dei genitori «per prevenire e risolvere i numerosi problemi che si sono presentati e che si presenteranno».

 «I bambini sono di tutti e sono il futuro di tutti  - concludono i genitori - pertanto dobbiamo essere noi adulti a prenderci cura di loro e della loro educazione scolastica e civica. Alla luce di tutto ciò chiediamo quali siano le prospettive didattiche e di formazione di queste sezioni per quest’anno e soprattutto quali sono le prospettive per il futuro per dei nostri figli, e dei bambini che arriveranno».
 

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