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FUNGHI E FUNGAIOLI - Valerio Brugnoli

FUNGHI E FUNGAIOLI - Valerio Brugnoli
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In Val Taro ormai si respira aria di piena stagione dei funghi, dappertutto. In ogni bar in ogni trattoria, è tutto un commento, una previsione, una proiezione: ci vuole la pioggia, meglio il caldo, l'importante è che non tiri troppo vento. Gli stessi discorsi in cui sono assorte diverse persone ai tavolini dell'albergo Firenze, luogo dell'appuntamento per incontrare un fungaiolo «di punta» della valle: Valerio Brugnoli. 
Non appena mi avvicino vengo riconosciuto (forse per la faccia forestiera) da tre signori, che immediatamente abbandonano i discorsi di funghi per andarli a vedere davvero, i funghi. Dopo un breve trasferimento su strada, superato l'abitato di Baselica, chi mi accompagna si inoltra in una delle tante sterrate che attraversano i castagneti delle pendici del Molinatico. Dopo pochi minuti di sballottamenti su una carrareccia nel bosco, parcheggiamo, scendiamo e siamo al cospetto di uno splendido essiccatoio ristrutturato, nel mezzo di un magnifico bosco di castagno con sottobosco di mirtillo, di quelli che solo la Valtaro sa offrire. In effetti ora siamo nel posto ideale per parlare di funghi con dei fungaioli veri. 
Valerio Brugnoli è il presidente dei Pesos («Per essere solidali occorre soccorrere»), un gruppo di amici uniti da spirito goliardico e voglia di far beneficenza, che meriterebbe un articolo a sè. Brugnoli ha compiuto 80 anni da poco, mi dicono i suoi amici. «Vado per funghi da almeno cinquant'anni – dice – e ormai in certe zone li cerco a tastoni, senza spostare o rovinare il sottobosco. Qualche anno fa ho comprato questa porzione di bosco, e con mio figlio abbiamo ristrutturato questo essiccatoio proprio per usarlo come base per venirci a funghi. Qui i funghi vengono anche di fianco alla casa, crescono in un attimo. Non ci crede? Una volta, in una cena, capitai vicino al Moser (micologo austriaco di fama internazionale, molto legato alla Valtaro, che per anni fu direttore scientifico del Centro studi per la flora mediterranea di Borgotaro) e lui mi spiegò che il fungo è come un palloncino: se cresce su un terreno molto umido si gonfia e diventa grande, se il terreno è secco rimane più piccolo; il tutto in un tempo brevissimo: in pratica il fungo non cresce, nel momento in cui esce dalla terra ha già più o meno le sue dimensioni finali». 
Per funghi Valerio ci va anche due volte al giorno quando la stagione è propizia, e le sue zone preferite, oltre a questa, sono le faggete del Molinatico, la zona di Rovinaglia e la Lunigiana, e per boschi va spesso in compagnia: «Vado con lui: lui è il portatore, lo sherpa» dice scherzando, e indicando uno degli amici che lo hanno accompagnato. 
Dario Colombo, il portatore, solo milanese di nascita, ma borgotarese per origine e per attuale residenza, risponde senza pensarci troppo riferendosi al presidente in tono scherzoso: «Trova pochi funghi, però ti riporta sempre alla macchina». Continuando a chiacchierare si passeggia nel bosco proprio attorno all'essiccatoio, e Valerio trova un giovane porcino, un moro, come lo chiamano da queste parti (B. pinophilus) accompagnato dalla sua spia, un piccolo funghetto bianco che profuma di farina fresca: il Clitopilus prunulus. 
«Lui sì che li trova» dice Valerio indicando un ragazzo che scende dalla parte alta del bosco con un cesto apparentemente pesante. Pasquale Brizzi da Catanzaro, fungaiolo della Sila, prestato alla Valtaro per ragioni di lavoro (ha lavorato alla ristrutturazione di diverse case qui attorno, compreso l'essiccatoio di Valerio) espone pian piano sul tavolo di pietra il frutto di ore di ricerca, ed è un trionfo di giovani porcini di tutte le specie: mori, rossi (B. aestivalis) e funghi del freddo (B. edulis). 
«Scherzi a parte di funghi ne trovo tanti anche io – conclude Valerio – Cosa ne faccio? di solito li regalo o li porto a mia figlia che ha un ristorante a Santa Maria del Taro». 
Completa la brigata di fungaioli Boris Bozzia (vicepresidente dei Pesos) che sulla via del ritorno non mancherà di fermare il fuoristrada nel bel mezzo di una salita per farci raccogliere un porcino avvistato dal finestrino. La stagione dei funghi è iniziata. 

LA PAROLA AL FUNGAIOLO

1. Luna crescente,  luna  calante,  o non importa?
La migliore è il primo quarto (crescente)    

2.  Bella pioggia di fine estate. Dopo quanti giorni   va per funghi? 
15 giorni    

3. Dove farà la sua prossima uscita per funghi? 
Nei castagneti del Molinatico (800 mt)

4. Da 1 a 10 quanto conta  la neve caduta in inverno per la nascita dei funghi?  
7 (molti dicono  che conti anche  la grandine che   si scioglie lentamente) 

5. Fino a quando possono  nascere i funghi? 
Anche dopo  la prima neve, che li frega è la brina. Il più tardivo  lo trovai  il 22 dicembre

 

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