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Costamezzana, telefonata alle forze dell'ordine mette in fuga coppia di truffatori

Costamezzana, telefonata alle forze dell'ordine mette in fuga coppia di truffatori
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Gian Luca Zurlini

La «truffa dello specchietto» è ritornata sulle strade del Parmense, anche se questa volta non è riuscita grazie alla prontezza di spirito dell'autista preso di mira dai truffatori.
Teatro della tentata truffa è stata questa volta è la strada che porta a Costamezzana. L'episodio è avvenuto nella tarda mattinata di due giorni fa e a raccontarlo è proprio l'uomo, un tecnico da poco tempo in pensione, che è stato al centro dell'attenzione dei malviventi.  «Stavo percorrendo tranquillamente con la mia “Panda” la strada che porta a Costamezzana, dove avevo appuntamento in chiesa con il parroco per parlare di un'iniziativa benefica - spiega con voce tranquilla -, quando all'improvviso ho visto alle mie spalle una “Punto” grigio metallizzato che procedeva a gran velocità.  Subito dopo mi ha superato con una manovra come minimo un po' azzardata. Poi, poco più di un chilometro dopo, ho rivisto la stessa auto ferma a lato della strada. Quando l'ho superata, ho sentito un forte botto, quasi come di uno scoppio, ma non ci ho fatto caso più di tanto, perché ero ben lontano dall'averla sfiorata».
A questo punto, però, il «piano» per attuare la «truffa dello specchietto» è già partito: «Dopo poco tempo ho rivisto la stessa auto negli specchietti, ma ho proseguito verso la mia destinazione e mi sono fermato solo quando sono arrivato alla chiesa di Costamezzana». E qui, in pieno giorno, scatta il «solito» copione che però questa volta non trova una «vittima» consenziente: «Dalla “Punto” sono scese due persone   e uno è venuto verso di me chiedendomi se non avevo sentito il rumore dell'urto contro la loro auto che aveva lo specchietto danneggiato. Io ho detto che avevo sentito il rumore, ma che di certo non avevo fatto io il danno. Lui ha indicato allora un segno nero che avevo sul parafango posteriore destro della mia “Panda”, e che di certo non c'era prima, dicendo che avevo danneggiato il loro specchietto e che la questione si poteva aggiustare se io gli davo 200 o 250 euro».   
A quel punto, però, da «vittima» il pensionato parmigiano si trasforma in possibile «carnefice»: «Sì, perché quando mi ha chiesto i soldi mi è subito venuta in mente la “truffa dello specchietto” e allora ho preso il cellulare e gli ho detto che avrei chiamato la polizia per valutare chi aveva ragione fra noi due. Subito ha provato a insistere, ma quando io ho chiamato davvero il “113” e ho detto a voce alta “Parlo con la polizia?” è risalito in gran fretta sull'auto assieme all'altra persona e la “Punto” è ripartita a gran velocità».
La truffa, dunque è svanita nel nulla, anche se al pensionato parmigiano rimane il rammarico per non ricordare più il numero dell'auto dei truffatori: «Ho guardato la targa e l'ho ricordata a memoria, dicendola subito al “113”, ma poi  mi hanno detto che avrei dovuto chiamare i carabinieri, perché Costamezzana è di loro competenza e a quel punto mi ero già scordato i numeri e le lettere che mi ero annotato nella mente».  
Poi chiarisce:  «ho voluto chiamare la “Gazzetta” e rendere pubblico quello che mi è successo perché io sono riuscito a evitare la truffa proprio perché  avevo già subito un tentativo simile un paio d'anni fa e poi anche perché ho letto di recente che c'erano stati altri episodi di questo tipo. E spero che il mio racconto  sia utile, se non per catturare questi truffatori, almeno per evitare che le persone cadano in questo tranello visto che, se si è presi alla sprovvista, si può magari dare corda a persone disoneste che puntano tutto sulla sorpresa per guadagnare denaro facile».
 

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  • michele

    21 Settembre @ 06.46

    anche se la zona non e' di competenza della polizia,avrebbero potuto avvisare loro i carabnieri vista la situazione,anche da questo si capisce il perche' i truffatori la maggior parte delle volte la fanno franca...............

    Rispondi

  • ste

    20 Settembre @ 20.24

    La telefonata all 113 sicuramente sarà stata registrata, voglio sperare..

    Rispondi

  • roberto

    20 Settembre @ 20.09

    Perchè succedono queste cose? Chiaro, perchè sanno che se li prendono non gli fanno nulla!! Se li facessoro lavorare 10 anni gratis per lo stato penso che cambierebbe la suanata. E' ora che la suonata cambi!! Siamo stanchi di tanta ingiustizia!!!!

    Rispondi

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