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Passione "funghi". L'Appennino preso d'assalto

Passione "funghi". L'Appennino preso d'assalto
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Giorgio Camisa

Dalle prime luci dell’alba di ieri fino al tramonto una colonna di auto ha raggiunto e poi lasciato la Valtaro, in tanti hanno anche prenotato per tutto il weekend e faranno ritorno a casa nel tardo pomeriggio di oggi. Un serpentone di auto che dall’uscita dell’autostrada si perdeva lentamente tra le strade sterrate dei boschi a fatto da cornice ad una giornata di raccolta eccezionale. Da Borgotaro ad Albareto, da Bedonia a Tornolo e poi su in alto verso la Valceno, da Montevacà a Scopolo e poi a Tarsogno e Santa Maria del Taro l’esercito dei fungaioli si è inoltrato nei boschi: dalle prime stime sarebbero state 10mila le persone che hanno preso d’assalto le faggete del crinale tosco-ligure-emiliano: dal Monte Gottero, al Pelpi, dal Penna, allo Zuccone e al Ragola, fungaioli provenienti da ogni parte della penisola ma specialmente dalla nostra regione, dalla Lombardia e dalla vicina Liguria hanno invaso la macchia: un vasto territorio di splendide faggete dove si possono raccogliere dei porcini eccezionali. Le varie Comunalie e i locali autorizzati che distribuiscono i permessi dalle 5 di ieri mattina alle 13 avevano staccato circa 8.000 permessi per i non residenti: cifre da capogiro che stanno mettendo a dura prova l’apparato organizzativo. Sarebbe opportuno molta più vigilanza per far rispettare le regole basilari, ad esempio le giornate consentite dal regolamento, il raccolto, le misure, il rispetto per l’ambiente e così via. Con i tempi che corrono però questa abbondanza di micete obbiettivamente porta benessere economico: ristoranti e attività commerciali lavorano a pieno ritmo tanto come a ferragosto. Soddisfazione per tutti: «Non ci si può davvero lamentare - ci dicono i proprietari del ristorante Berzolla di Albareto, - peccato perché si concentra tutto in pochi giorni, è da mezzogiorno che cuciniamo funghi freschi, il fritto va per la maggiore ma anche gli altri piatti tipici della Valgotra non sono da meno...». La raccolta è da ritenersi eccezionale ma visto la siccità ed il leggero vento di tramontana si prevede un leggero calo delle nascite.

Il consiglio degli esperti
«Prima di mangiarli fateli controllare negli ispettorati Ausl»
La raccolta delle delizie della montagna è un motore importante, sia per il turismo che per la produzione gastronomica. Con le piogge di fine estate e l’autunno alle porte arriva la stagione di maggior fortuna dei funghi. Sono tante le specie, non tutte commestibili. Alcune di queste possono trarre in inganno e confondere anche i più esperti.  L’Ausl ha diramato regole da seguire, perché questa prelibata pietanza non si trasformi in un rischio per la salute. Non esistono metodi empirici per riconoscere i funghi commestibili, come, ad esempio, le prove dell’argento, dell’aceto, del latte. L’unico modo per essere tranquilli è quello di far controllare i funghi agli Ispettorati micologici. Le certificazioni per il consumo diretto sono rilasciate gratuitamente, mentre il servizio è a pagamento per il rilascio di certificazioni sanitarie obbligatorie per la vendita o la somministrazione, al costo di 1 euro ogni kg di prodotto controllato. I funghi sottoposti a controllo devono essere: freschi (non congelati o scongelati, non essiccati); interi (non recisi o tagliati, non spezzettati, non lavati, non raschiati o comunque privi di parti essenziali al riconoscimento); sani ed in buono stato di conservazione (non tarlati, non ammuffiti, non fermentati, non fradici, non eccessivamente maturi); puliti da terriccio, foglie o altri corpi estranei; provenienti da aree non sospette di esposizione a fonti di inquinamento chimico o microbiologico (discariche, cumuli di macerie, sponde di corsi d’acqua lurida, pascoli ove si sia verificata transumanza soprattutto di pecore, parchi e giardinetti cittadini, vicinanze di aeroporti, strade ad intenso traffico veicolare, stabilimenti industriali, forni inceneritori, cimiteri, centrali elettriche, colture trattate con antiparassitari). All’esame di commestibilità deve essere sottoposto l’intero quantitativo raccolto e nel più breve tempo possibile. I funghi giudicati non commestibili saranno immediatamente ritirati e distrutti. Prima di acquistare funghi freschi, è bene verificare sempre che la cassetta o l’involucro siano muniti di una etichetta attestante l’avvenuto controllo. Questi le sedi, gli orari: sede di Parma, via Vasari 13/a,  servizio aperto in settembre, ottobre e novembre, il lunedì e il giovedì dalle 16 alle 19 (0521.396400); sede di Borgotaro, Via Micheli  2, aperto in settembre e ottobre, il martedì e il giovedì dalle 14.30 alle 17.30; nel mese di novembre, il martedì dalle 14.30 alle 17.30 (0525.970266); sede di Langhirano, Via Roma 42/1 con accesso al servizio su appuntamento, 0521.865310 – 865319. g. c.


 

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