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PaPi o PiPa? MoRe o ReMo? Adesso per le nuove province si discute su nome e capoluogo...

PaPi o PiPa? MoRe o ReMo? Adesso per le nuove province si discute su nome e capoluogo...
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(g.b:) - La notizia di oggi è che si è dimesso il presidente della provincia di Asti, per protestare contro la soppressione e l'impossibilità di far valere le ragioni del territorio.

La notizia di ieri, che in questo caso ci riguarda da vicino, è quella che abbiamo pubblicato appunto ieri sera:

Quattro Province e Bologna metropolitana: la Giunta regionale ha approvato la delibera che recepisce le proposte e le decisioni espresse dal Consiglio delle Autonomie locali (Cal) lo scorso primo ottobre. Confermate le scelte del Cal, nascono così la Provincia di Piacenza e Parma, quella di Reggio Emilia e Modena, quella di Romagna unificando Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini; resta la Provincia di Ferrara, che rientra nei parametri di popolazione e territorio previsti dalla Spending Review del Governo; dal primo gennaio 2014, poi, la Provincia di Bologna si trasformerà nella Città metropolitana.

Ma i giochi sono tutt'altro che fatti. E' sufficiente buttare un occhio su quotidiani o siti delle province a noi vicine per capire che tanto l'operazione Parma-Piacenza quanto quella fra Modena e Reggio dovranno ora affrontare il non piccolo scoglio del "come".

Anzi, a Piacenza - stando al referendum onlline promosso dalla LIbertà - l'abbinamento con Parma resta l'ipotesi meno gradita, rispetto a provincia autonoma, trasloco in Lombardia o grande provincia Emilia con anche Reggio e Modena. E qualcuno, nel dibattito online, arriva a scrivere "Non moriremo parmigiani !"  (in realtà avrebbe dovuto scrivere Non moriremo parmensi, ma sicuramente non è questo il momento di sottilizzare...).

Scherzi a parte, è evidente che in gioco non ci sono solo un anacronistico campanile o il divertimento di un nome (MoRe o ReMo fra Reggio e Modena? E da noi, non potendo utilizzare le impronunciabili targhe PrPc, ci abbrevieremo PaPi - che ricorda anche Berlusconi - o PiPa ?). Al di là di nomi e sigle, infatti, ogni provincia (ecco appunto le polemiche dimissioni ad Asti) vuole capire concretamente che cosa guadagna e soprattutto che cosa perde, in una nuova e allargata dimensione. Tanto più laddove, come a Parma o Modena, il vicino è già abituato a ragionare da capitale).

E se Massimo d'Azeglio invitava, dopo avere fatto l'Italia, a fare gli italiani, è possibile che sarà altrettanto difficile, dopo aver fatto PaPi o PiPa, fare i parmigian-piacentini. E viceversa....

 

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  • giovanni

    10 Ottobre @ 15.17

    Qualcuno ha scritto dicendo che i Piacentini sono chiusi, non ridono, ti rispondono male o non rispondono se si chiede un'informazione, che non vogliono morire parmigiani e che preferiscono di gran lunga la Lombardia. Da Piacentino che viene SPESSO a Parma perchè gli piace viaggiare visitare città belle e vicine anzi della stessa regione come in questo caso voglio però far rilevare che buona parte di queste caratteristiche che voi (ma non solo) ci attribuite sono luoghi comuni o meglio apparenze che se prese con empatia e cioè sapendosi abituare ad una apparente diffidenza e freddezza (solo iniziale) verso il forestiero fanno capire che non tutto ciò che si scrive o si legge o si "sente dire" di Piacenza corrisponda al vero. Io premetto che prima di frequentare parma come faccio adesso la sentivo dipingere come tutti voi sapete: bella grande ricca benestante, con gente che si sa divertire e cordiale con tutti. Ma pur essendo d'accordo su quasi tutto c'è sempre qualche ago nel pagliaio e a volte non è poi così difficile da trovare anche da voi. Tutto il mondo è paese, meditate. Riguardo all'accorpamento sono d'accordo ma alcune cose di adesso che ci sono sempre state, uffici, istituzioni, comuni grandi e piccoli che siano devono rimanere.

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  • Francesco

    10 Ottobre @ 12.29

    PUZZI , come ho già detto in altra occasione, io vivo parte dell' anno in Alto Adige , o Sud Tirolo , come preferisce lei. I finanziamenti che la Provincia Autonoma di Bolzano riceve dallo Stato italiano sono quelli previsti dallo Statuto di Autonomia , un Trattato internazionale patrocinato dall' ONU e di cui è garante il Governo austriaco. Il Trattato ha evitato la guerra civile , che stava già scoppiando negli anni sessanta, con la richiesta di referendum per l' autodeterminazione da parte della comunità di lingua tedesca. In cambio del denaro che riceve, ma anche grazie alla ricchezza che produce , la Provincia di Bolzano eroga ai suoi cittadini ottimi Servizi , con bilanci rigorosamente in ordine. C' E' MOLTA AMAREZZA IN ALTO ADIGE PER I "TAGLI" INDISCRIMINATI CHE IL GOVERNO ITALIANO VUOLE IMPORRE CON LA "SPENDING REVIEW" AD AMMINISTRAZIONI GIA' SANE , E CHE NON HANNO BISOGNO DI "RISANAMENTI" . Il Presidente Durnwalder , un uomo tutto d' un pezzo del quale personalmente ho grande stima , ha scritto al Presidente della Repubblica italiana , al Capo del Governo italiano ed al Capo del Governo austriaco , come garante del Trattato di Autonomia , ed ha detto che la Comunità di lingua tedesca non accetterà nessuna violazione del Trattato d' Autonomia . E può star tranquillo che, se lo ha detto , lo farà. Anche la Comunità ladina è sulle stesse posizioni. NESSUNO ANDRA' A SVEGLIARE IL CAN CHE DORME METTENDO IN DUBBIO LA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO , che, in pratica, equivale ad una Regione. PER LE ALTRE PROVINCE ITALIANE SUCCEDERA' CHE NESSUN DIPENDENTE SARA' LICENZIATO (la Pubblica Amministrazione non licenzia i dipendenti "di ruolo"...) , LE ATTUALI PROVINCE RESTERANNO COME SEDI LOCALI DEI NUOVI "CARROZZONI" DELLE "SUPERPROVINCE" O DELLE "AREE METROPOLITANE". NON SI RISPARMIERA' NIENTE E ANDRA' GIA' BENE SE LA SPESA NON AUMENTERA'.................

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  • Francesco

    10 Ottobre @ 10.56

    SIGNOR PAOLO REGGIANI , prendo atto , e la ringrazio, delle sue dotte precisazioni . Anche nella mia biblioteca ci sono alcuni libri di Storia , ma le confesso che, qualche volta, le troppo aggrovigliate vicende dinastiche mi spazientiscono un pò.... La considerazione che ho fatto, qui sul "forum" , era "spannometrica" , ma, forse , nei limiti della "spannometria" , può non essere del tutto infondata..............

    Rispondi

  • francesca

    10 Ottobre @ 09.38

    sono false soluzioni a falsi problemi.Va ridisegnata l'impalcatura dello stato in maniera SNELLA E SPARTANA.Ma le altre nazioni come fanno?sarei curiosa di saperlo...

    Rispondi

  • maria

    10 Ottobre @ 08.49

    Quante storie per una sigla!...Se i Piacentini non vogliono venire con noi....a chi importa? Vogliono andare in Lombardia? Se ne vadano in Lombardia! Non abbiamo abbastanza problemi da risolvere? Il problema, se lo vogliamo chiamare così, è presto risolvibile...eliminiamo le Province...tanto non servono a niente!

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