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Parco eolico al Santa Donna: la battaglia dei residenti

Parco eolico al Santa Donna: la battaglia dei residenti
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 Erika Martorana

Non si ferma la «battaglia» dei residenti della Val Noveglia contro il progetto di realizzazione di un parco eolico senza precedenti in Italia sul passo Santa Donna. Gli abitanti, che nel maggio scorso si erano uniti dando vita ad un comitato spontaneo denominato «Santa Donna», si sono incontrati, nei giorni scorsi, a Noveglia per fare il punto della situazione. Alla riunione hanno partecipato numerosi rappresentanti del comitato, insieme al loro legale, l’avvocato Daniele Granara. 
Di fronte ad un nutrito numero di residenti e di rappresentanti di aziende agrituristiche, si è dato inizio alla discussione, dalla quale è emersa, ancora una volta, la volontà di opporsi fermamente e con tutti i mezzi messi a disposizione dalla legge, alla realizzazione di un’opera che il comitato ha definito «idrogeologicamente devastante» per il delicato equilibrio del crinale montano e per le ricadute negative sugli investimenti di chi, in quella valle e nella limitrofa Val Varaccola e Vona, nel comune di Borgotaro, ha investito in attività legate all’afflusso di turisti, attratti dalla bellezza e dall’integrità che quell'angolo di Valceno e Valtaro offrono. 
«Un simile progetto - ha commentato il presidente del comitato, Ivano Vignali - andrebbe  a svalutare pesantemente anche gli immobili, acquistati e risistemati a prezzo di duri sacrifici. Qualcuno - ha poi aggiunto - ha anche opportunamente sollevato, durante il dibattito, la questione salute che, ormai da studi internazionali, sembra compromessa per chi vive sino a tre chilometri di distanza da simili impianti industriali». 
Non è stata ancora fissata la data dell’udienza al Tar in merito al ricorso sottoscritto da più di sessanta firmatari tra cittadini e aziende, mentre risulterebbe che la ditta «Eolica Parmense Srl» stia lavorando per superare le oltre trenta osservazioni critiche fatte dall’ufficio competente della Regione che ha analizzato in dettaglio il primo progetto, che prevedeva tre pale in seguito diventate nove.
Ulteriore preoccupazione ha destato, nel corso dell’incontro, la  voce di un possibile impianto eolico aggiuntivo, che, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe limitrofo a quello del Santa Donna, e verrebbe realizzato in località Monte Piano, tra le frazioni di Osacca, nel comune di  Bardi, e Caffaraccia, in quello di Borgotaro. A tal proposito, il comitato si è riservato di indagare sulla fondatezza di questa notizia. Nell'incontro si è messo in evidenza, inoltre, come l’Amministrazione comunale di Bardi si sia schierata al fianco del comitato mentre quella di Borgotaro, presumibilmente, non demorderà da trovare una soluzione a favore della realizzazione di quello che, per il comitato, sarebbe un vero e proprio «ecomostro». 
Al termine della riunione si è discusso anche in merito alle parole del vicepresidente della Provincia, Pier Luigi Ferrari: «Ci siamo sentiti attaccati a causa delle considerazioni che Ferrari ha rivolto nei confronti dei comitati che si oppongono a questi tipi di progetti - ha ribadito Vignali -. Le sue affermazioni ci sono apparse quantomeno inopportune se non offensive. La nostra montagna - ha aggiunto - è sotto attacco da parte di cementificatori e devastatori del paesaggio montano che operano in nome di presunti benefici per la comunità». 
«Ma la comunità - ha puntualizzato - è fatta dalle persone che, nelle valli e nelle montagne, che dovrebbero ospitare gli impianti, ci vivono, ci lavorano e ci investono, facendo muovere un’economia sana, non drogata da super incentivi che noi paghiamo in bolletta e che pesano sulla stessa per il 15% del suo valore. Non capiamo - ha concluso il presidente del comitato, Ivano  Vignali - come mai alcuni amministratori e soprattutto l’Amministrazione provinciale insista nel punire queste persone continuando a sostenere questi devastanti progetti».
 

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  • Paolo Morpurgo

    18 Novembre @ 12.58

    sarebbe ora che tutti capissero, tanto più in questo periodo di crisi nera, che fli impianti eolici industriali non portano benefici ma danni e spese, sul territorio e in bolletta. Fanno parte della politica spendacciona e centralistica di questo stato putrescente. L'energia devono poterla gestire i cittadini, veri utenti del paesaggio e del suolo, non i burocrati.

    Rispondi

  • stefano

    03 Novembre @ 21.55

    Le pale eoliche, dal punto di vista prettamente energetico, funzionano bene e, se poste in una zona a media ventosità, producono sufficiente energia per permettere un ammortizzamento in tempi relativamente brevi (circa 5 anni). Quella installata prima di Borgotaro probabilmente è già stata ammortizzata. I problemi delle pale eoliche sono due: - deturpano in maniera orrenda il paesaggio - fanno strage di uccelli migratori e questi sono due ottimi motivi per evitare di installarle.

    Rispondi

  • gianfranco ferrari

    03 Novembre @ 18.09

    Probabilmente le pale eoliche servono solo per far fare soldi a chi le vende ed a chi decide di installarle, un esempio per tutti, quella installata prima di Borgotaro quanto è costata? quanto produce? quanti secoli dovranno trascorrere prima di ammortizzarla? Tranquilli, nessuno risponde a queste domande!

    Rispondi

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