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Da Caorso a Viadana: il nucleare che sfiora Parma

Da Caorso a Viadana: il nucleare che sfiora Parma
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Un tempo c'era Caorso, nel Piacentino, ad alcune decine di chilometri. Ora quell'impianto non sembra coinvolto dal nuovo piano italiano sul nucleare. Ma in compenso si riparla di Viadana, che da Parma dista 25 chilometri.

Le prime reazioni, nella cittadina mantovana, sono negative: leggi l'articolo di oggi della Gazzetta ed esprimi la tua opinione sul progetto di ritorno al nucleare.

di Vanni Buttasi

Si ritorna a parlare di centrali nucleari e puntualmente esce il nome di Viadana. La cittadina, in provincia di Mantova e a venticinque chilometri da Parma, negli anni Ottanta era tra i probabili siti per la costruzione di una centrale: furono anni di proteste con un acceso dibattito che portò anche ad un referendum comunale che, nel 1983, bocciò nettamente la proposta. Nel 1987 il referendum nazionale mise fine all'avventura del nucleare in Italia. Adesso, a distanza di ventuno anni, il ministro Scajola ha rilanciato il progetto delle centrali nucleari. Forse, anticipando anche il progetto del ministro, il Consiglio comunale di Viadana, nel mese di marzo, aveva approvato a maggioranza una mozione contro l'eventuale ritorno dell'energia nucleare in Italia. «Non abbiamo cambiato il nostro parere - sottolinea Giovanni Pavesi, sindaco di Viadana - anche perchè allora la bocciatura arrivò da cittadini. Furono individuati anche due posti. Le nostre ragioni partono, come detto, dalla doppia bocciatura dei cittadini, dal fatto che nel nostro Comune l'agricoltura ha una valenza importante e una centrale metterebbe in discussione molte colture che sono il vanto del nostro territorio, a cominciare dal melone. E poi non siamo convinti che il nucleare sia pulito e alternativo. Bisognerebbe cercare altre soluzioni. Infine ci sarebbe, come sempre, il problema delle scorie. Insomma - conclude Pavesi, che guida una giunta di centrosinistra - aspettiamo l'evolversi della situazione, anche perché abbiamo dalla nostra la volontà dei cittadini che, a suo tempo, dissero di no a quel progetto».

Si mostra più possibilista Ercole Montanari, viadanese e presidente della Camera di Commercio di Mantova: «Non sono mai stato contrario per principio. In passato si era parlato di una centrale da 2000 megawatt: adesso bisogna sapere le nuove dimensioni, occorrono dei nuovi studi e quindi mi sembra prematuro parlare del posto. Certamente il problema energetico va affrontato, però non va sottovalutato l'impatto ambientale. Anche perché la qualità della vita viene prima del mercato». La parola «nucleare» significa un ritorno al passato anche per Paolo Bergamaschi, viadanese e primo consigliere comunale dei Verdi eletto in Italia, che ora lavora all'Europarlamento di Bruxelles come consigliere agli affari esteri del gruppo verde europeo. «Siamo pronti - attacca - a riprendere la battaglia. Sarà un derby con la Marcegaglia». La battuta, comunque, non smorza i toni: «Il ritorno alla scelta del nucleare mi riporta alle vicende degli anni Ottanta quando furono attuate dure forme di protesta. Nel 1983 furono arrestate anche nove persone, fra cui il sottoscritto, per interruzione di servizio pubblico. Poi arrivò l'archiviazione. Se Viadana, da sempre roccaforte ambientalista - conclude Bergamaschi - verrà confermata tra i probabili siti per una centrale nucleare, siamo pronti a tornare a far valere ancora le nostre ragioni».

E proprio nell'ottobre scorso è uscito anche un libro, «La Bassa contro l'atomo», del professor Umberto Chiarini, che ripercorre, attraverso la pubblicazione di una serie di documenti e foto, tutti gli avvenimenti che si sono susseguiti in anni di sfide ai sostenitori dell'atomo. L'inserimento di San Benedetto Po, accanto a Viadana, nell'elenco dei siti per la costruzione di una centrale nucleare sorprende il sindaco Marco Giavazzi: «Il governo ha fatto una scelta nucleare e ricordo le forti opposizioni negli anni Ottanta ad un simile progetto. Le perplessità di allora rimangono anche se occorre valutare attentamente la situazione anche perché la tecnologia è cambiata». Lo stesso sindaco, inoltre, non esclude un dibattito in un prossimo Consiglio comunale. Centrale nucleare Si ritorna a parlare di Viadana come possibile scelta.

 

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  • eugenio

    25 Maggio @ 12.42

    Vorrei tanto sapere alcune cose sul nucleare, spero che qualcuno mi possa rispondere: 1) perchè investire cifre astronomiche in una tecnologia superata e pericolosa? 2) perchè si deve parlare di nucleare, che non risolve i problemi energetici visto che l'uranio sta esaurendosi così come il petrolio? tra meno di 100 anni di uranio non ce ne sarà più, ma nessuno questo lo dice! 3) quanto risparmierà il cittadino quando le centrali saranno in funzione? Io credo che non vi sarà alcun beneficio economico per il cittadino: ormai ci siamo abituati a pagare l'energia carissima e una produzione a costi inferiore si tradurrà solo in maggior ricavi di chi vende. Basti vedere cosa è successo con l'introduzione dell'euro, nessuno abbassa più i prezzi anche quando si potrebbe. 4) chi si arricchirà di questo gigantesco business? 5) dove faremo le centrali? tutte a casa nostra immagino visto che a sud nemmeno una discarica di rifiuti vogliono tenersi.. Si può accettare una cosa simile?

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