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È morto padre Beppe Lamera: il prete missionario che insegnava l'umiltà

È morto padre Beppe Lamera: il prete missionario che insegnava l'umiltà
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Era missionario saveriano, parroco da 14 anni di un pugno di paesini ai piedi delle colline della Pedemontana, sacerdote «di una volta», nonostante i tempi duri, con un profondo spirito francescano che trapelava da ogni sua parola ed ogni suo gesto.
 Padre Beppe - così tutti chiamavano padre Giuseppe Lamera, il sacerdote di origine bergamasche che in poco tempo aveva conquistato i cuori dei suoi parrocchiani - aveva sempre lottato con forza e ironia con la sua salute fragile e un fisico provato negli anni dalla malattia. Alla fine ha vinto lei, la malattia, ma la sua eredità spirituale che coniugava l'insegnamento di San Francesco e  Francesco Saverio continuerà a vivere nei cuori e nelle azioni di chi lo ha conosciuto, apprezzato e amato. E' morto ieri: aveva 63 anni.
Missionario nel cuore, curato di campagna nella vita quotidiana. Parroco di Panocchia, Arola, Casatico, Pilastro e Torrechiara dal ’98, è scomparso dopo aver combattuto contro una lunga e grave malattia. Amatissimo dai suoi parrocchiani, don Lamera era un padre Saveriano che per vari motivi, tra cui la salute malferma, aveva scelto come terra di missione la nostra collina e da alcuni anni era stato incardinato all’interno della diocesi di Parma. Originario di Isso (Bergamo), era stato ordinato sacerdote nel 1976 e aveva iniziato a frequentare la parrocchia di Panocchia come aiutante dello storico parroco don Antonino Petrolini, per poi assumerne la guida al momento della sua morte.
Grande studioso, per anni si era dedicato anche all’insegnamento curando soprattutto la formazione teologica e spirituale. Amava fortemente i giovani, per i quali teneva dei corsi biblici. «Don Lamera è morto dopo aver combattuto contro una grave e lunga malattia– ha affermato il vescovo Enrico Solmi, ricordando il sacerdote scomparso - I suoi amati parrocchiani non l’hanno mai abbandonato». Molto sentito anche il ricordo dell’attuale parroco di Collecchio don Guido Brizzi Albertelli, per 8 anni alla guida della vicina parrocchia di Langhirano. «Era una persona mite, buona, attenta alle persone e in particolare agli ammalati – ha sottolineato – Molto amato dalla sua comunità, che guidava con passione e amore, era una persona piuttosto riservata, che si dedicava all’approfondimento della fede. Aveva un bel gruppo di giovani che seguiva scrupolosamente e dedicava una particolare attenzione nella preparazione delle omelie delle messe domenicali». La notizia della morte di don Lamera ha provocato tristezza e sconforto nei parrocchiani delle comunità seguite dal sacerdote. «Per me era come un nipote – ha affermato Luisa Micelli, una vicina di casa del sacerdote – Era una persona buonissima che amava studiare e dedicarsi con amore ai suoi parrocchiani. Durante la sua vita ha sempre sofferto molto perché non ha goduto di una buona salute. Ci mancherà tantissimo».
«Voleva andare in terra di missione dopo il suo pensionamento - aveva detto il sindaco di Langhirano Bovis  premiando padre Beppe come cittadino bememerito di Langhirano nel 2009 - ma ha deciso che si fermerà qua. A Parma chiederemo l’annessione di Panocchia - scherzava Bovis - così ce lo terremo tutto per noi».
Di fatto padre Beppe era  parroco di Panocchia, ma nel tempo era diventato il «don» anche delle parrocchie attorno: a bordo della sua minuscola utilitaria si divideva tra le chiese di Panocchia, Arola e Torrechiara, passava di casa in casa, su e giù per le colline, interpretava bene la missione dei preti sempre «a disposizione» dei fedeli, specialmente i più deboli e dei malati. Lui montanaro bergamasco  era diventato uno del «posto»: conosceva tutti, aveva una parola per tutti e non si stancava di cercare anche coloro che proprio non avevano voglia di farsi trovare da lui. Era ostinato nella ricerca del Bene, e non si arrendeva mai: coi ragazzi, gli adulti anche e soprattutto quelli meno «convinti» in materia di religione. Colto, profondo, sulla scia dei grandi mistici, forte nella sua Fede, sapeva essere semplice e indifeso come un bambino dal cuore puro.
Don Lamera era particolarmente affezionato anche a una cagnolina di nome Lilli, una bastardina che gli teneva compagnia, ora affidata alle cure dei parrocchiani. Al momento non si conoscono ancora le date dei funerali. Nel frattempo ieri sera nella chiesa di Panocchia si è tenuta una veglia di preghiera in onore dell’indimenticato parroco.  L. M.

 

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  • maria filomena

    06 Novembre @ 11.42

    Panocchiaa, 06.11.2012 Caro Padre Beppe, ci hai insegnato a "gustare" le sacre scrutture, ci hai spiegato il vero significato delle paroòe nelle edizioni originarie (aramaico e greco); ora ci sentiamo orfani. Continua a guidarci da lassù !!!

    Rispondi

  • valerio

    05 Novembre @ 20.52

    M'inchino agli umili, ai piccoli-grandi distributori di bontà e pace. Che fa grande un uomo è l'opera che silenziosamente, senza pretese di celebrazioni, costui porta avanti dal basso. Per queste persone si devono riempire le chiese e le piazze. Riposa in pace.

    Rispondi

  • CLAUDIO

    05 Novembre @ 16.35

    E sempre cosi,le brave persone sono sempre le prime ad andare............ in Paradiso. Buon viaggio verso la terra di DIO LIBERO OPINIONISTA OPINABILE

    Rispondi

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