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Reggio rilancia: "Ci vuole la Provincia Emilia. E una metro di superficie da Parma a Modena"

Reggio rilancia: "Ci vuole la Provincia Emilia. E una metro di superficie da Parma a Modena"
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Sonia Masini, presidente della Provincia di Reggio, ci crede ancora: la maxi provincia "Emilia" va fatta, in una Regione che comprenda anche Bologna metropolitana e Romagna.

Lo dice in un'intervista al Carlino Reggio, nella quale la presidente della Provincia reggiana, oltre ad analizzare le difficoltà legate all'imminente accorpamento con Modena, aggiunge due proposte: 1) un coordinamento con Reggio, Parma, Piacenza e Modena per coordinare fiere, università, aeroporti e fermate della Mediopadana 2) "Parma, Reggio e Modena collegate anche di sera da una metropolitana di superficie". E conclude "tutti insieme saremmo il primo distretto in Europa nelle Igp e Dop. Ma occorre lavorare insieme, non farsi concorrenza".

L'intervista integrale, firmata da Andrea Fiori, è ul Resto del Carlino di oggi, edizione Reggio Emilia.

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  • stefano

    12 Marzo @ 12.34

    idea intelligente e lungimirante, ma i politici piccoli piccoli che ci sono la capiranno???

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  • pattysmith

    21 Novembre @ 15.24

    come principio di economia delle risorse sono d'accordo, ma io rilancio dicendo di abolire tutte le province e sdoppiare la Regione: una parte si occupa da Piacenza a Modena, una da Bologna al mare. I dipendenti regionali sono dei doppioni di quelli della provincia, facciamo un unico organismo e a mano a mano che vanno in pensione, non più ripristinati. La metropolitana leggera non va bene, piuttosto raddoppiamo la via emilia o costruiamo strada alternativa dove fare transitare camion e mezzi pesanti.

    Rispondi

  • Fabio

    21 Novembre @ 14.57

    Giustissima l'opinione di mettere insieme Parma, Reggio e Modena in un'unica provincia che racchiuda 3 città molto simili tra loro e con simili esigenze ma, UNA METRO IN SUPERFICIE???....per collegare cosa? ....le 3 città hanno già treni frequenti che passano e si fermano, mentre per i paesi sulla via Emilia a cosa servirebbe? .....ci sono in giro più auto che persone perchè la gente VUOLE muoversi in macchina e poi, una volta sceso dalla metro a Castelguelfo cosa dovrei fare? ...vado A PIEDI alla Dogana di Fontevivo o a fare un pisolino all'Hotel San Marco poi torno indietro?! ...bò!!!!

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  • antidoto

    21 Novembre @ 14.24

    in ke modo non so, anke con aumento di corse di treni , ma x me ke resto sulla via emilia per ore x uscire sia da Pr ke da Mo (sempre direz RE) e' 1 grande idea...sulle provincie x me basterebbe l' ente Regione ke funzioni , tutto il resto e' spreco..so pero' ke non e' fattibile , troppa gente perderebbe il lavoro

    Rispondi

  • Paolo Reggiani

    21 Novembre @ 12.54

    Gentilissimo Gabriele Balestrazzi, questo non è un commento alla notizia, anche se in un certo senso è a questa che si collega. Scrivo a Lei in apprezzamento alla Sua conduzione dei forum della pagina web della Gazzetta: le occorre una dose massima di pazienza. Uso questo mezzo perché non è raggiungibile di persona ed a volte (raramente) può servire il contatto diretto. Lei ha già usato una buona parte della Sua pazienza con alcuni miei commenti. E La ringrazio. È arrivato il momento di una riflessione e quanto ha detto il Presidente della Provincia di Reggio Emilia ne è l’occasione. Sono dell’Oltretorrente ma ho la non-fortuna di risiedere a Reggio Emilia (una città opaca e spenta) e seguo esclusivamente Parma (le cose morte di questa plaga non mi interessano), ma quando spunta qualcosa di buono va riconosciuto. La Masini ha detto una cosa giusta e mi è dispiaciuto di vedere certi commenti superficiali, sarcastici (il sarcasmo è la faccia brutta dell’ironia), talvolta in malafede. La Masini ha toccato un nervo scoperto della pessima amministrazione parmigiana degli ultimi tempi, o meglio di una delle buone idee che ha avuto, poi ricaduta nella poltiglia della gestione senza respiro, senza visione del futuro, fondamentalmente basata sull’ignoranza. A Parma si condensano in due grandi progetti: la Metropolitana ed il termovalorizzatore. Anche quella della nuova stazione entra nella serie. L’errore è stato di avere messo tutto subito in cantiere e ci sono stati in contraccolpi. Ma nessuno ha riflettuto che sono opere grandiose e di grande utilità per una città che vuole proiettarsi nel futuro. Si sono tutto accodati a beceri ed urlanti comitati di ben discutibile valenza tecnica ed amministrativa, dove per tecnica si deve intendere affidarsi a dati scientifici ed amministrativa il dare alle scelte la visione del futuro che hanno. Ma qui, ora, l’argomento è la Metropolitana. Già il fatto che alcuni commenti confondano la metropolitana leggera, detta dalla Masini, con il treno la dice lunga sul livello di conoscenza che c’è della questione. Probabilmente saranno persone che non sono mai andate oltre San Lazzaro, perché se ave ressero frequentato una metropolitana non avrebbero detto una tal scemenza. Sono cose ben diverse per struttura, funzionalità ed uso. Il fatto che ora si sia liberata (si fa per dire) la linea ferroviaria normale (dopo la super fesseria della TAV) non significa che possa diventare una metropolitana. Potrebbe essere usata quasi come una metropolitana, ma ad uso dei pendolari (tanto sacrificati da quel carrozzone delle FF.SS.) ma non di collegamento rapido ed anche breve come una metropolitana. Non sarebbe bene che prima di aprire la bocca si collegasse il cervello? (vale anche per me, s’intende). La Masini ha detto una cosa giusta laddove ha identificato come una continua zona urbana le città da Parma e Modena (io direi da Piacenza e Bologna), perché tale è: ma in Italia la geografia è negletta ed io che sono cartografo mi rendo conto di questa gravissima lacuna culturale. Ma è possibile che non sappiano nemmeno guardare le mappe di Google (che, diciamolo, sono costruite in pratica a Parma)? Non so se la Gazzetta conserva le comunicazioni che riceve dai cittadini. Se così è ci sono alcuni miei interventi di tempo addietro in cui sostengo queste cose. Ho cercato di far ragionare sulle evidenze geografiche e di vantaggio per tutti di certe scelte, ardite sì ma valide, che il qualunquismo superficiale dei comitati osteggiava. Dicevano “no” tanto per far qualcosa ma senza nessun supporto che non fosse il loro velleitarismo. Tutte le opinioni sono da accettare ed onorare, ma se non hanno la base della cultura sono una spina nel fianco della democrazia. Io ho poca cultura e parlo soltanto dei settori di cui ho conoscenza diretta o professionale. L’altra becera questione che rientra nel gioco è quella di chi dovrebbe essere capitale, di chi ha le carte in regola sui dati di superficie o abitanti (quelli decisi dai nostri “bei” governanti che nulla sanno di geografia ed antropologia. Forse neanche di economia, visto i danni che hanno fatto). Una squallida diatriba che si fonda sul più chiuso localismo non trovando da nessuna parte numeri validi per sostenerla. È ovvio che una simile entità (amministrativamente non valida non essendo né carne, né pesce) avrebbe una capitale ripartita in più città (i vari capoluoghi si equivalgono tutti … se avessero letto la geografia antropica). Sarebbe una soluzione logica per quanto irrazionale, figlia di quella colossale stupidità dell’abrogazione delle province, e che richiama la grande utilità di una metropolitana che colleghi rapidamente e soprattutto capillarmente (ecco il busillis!) i luoghi. Una metropolitana vera, con almeno due o tre fermate nelle singole città e nel loro centro ed anche in quasi tutti i centri minori che collega. Ma proprio nessuno ha mai letto con attenzione la pianta della metropolitana, ad esempio di Parigi? Tanto perché nessuno dica che fermarsi a Barriera Repubblica e poi piazza Garibaldi siano troppo vicine e rallenterebbero i collegamenti. Grazie della Sua pazienza e gradisca i miei migliori saluti. Paolo Reggiani

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