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Anche Polesine lascia l'Unione. E Maestri attacca Censi

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 Paolo Panni

«Riflettori» puntati sulla fine dell’Unione civica Terre del Po. Il consiglio comunale di Polesine - con voti favorevoli della maggioranza, astensione del consigliere di minoranza Damiano Cavalli e voti contrari dei consiglieri di opposizione Giuseppe Tomasetti e Davide Maestri - ha revocato, come aveva già fatto pochi giorni prima il Consiglio di Zibello, diverse funzioni che erano in capo all’Unione: la distribuzione del gas metano, la gestione dei servizi cimiteriali e della raccolta e smaltimento rifiuti ma anche del servizio personale e di segreteria/amministrativo. 
Censi Il sindaco Andrea Censi ha ricordato come gli ultimi provvedimenti governativi, e di riflesso quelli regionali, abbiamo fatto tramontare il progetto di fusione tra i due Comuni ed abbiamo fatto venir meno i finanziamenti previsti per Unioni così piccole. Ha ribadito che entro fine anno dovranno essere conferite ad un’Unione al di sopra dei 10 mila abitanti tre funzioni e, duro, verso il governo, ha detto: «E' passata la filosofia del numero, del pensiero calcolante. La riduzione della spesa pubblica è una parola sacrosanta ma viene applicata sulle spalle dei cittadini e degli enti locali. E così credono di risolvere i problemi tagliando 30 mila consiglieri comunali e riducendo le Province. Il problema numerico diventa insanabile per la nostra fusione ma anche per l’Unione a cui resterebbero solo le spese di direttore, revisore dei conti, pacchetti applicativi e server. In pratica per il mantenimento dell’Unione servirebbero 20-25 mila euro». Censi ha ribadito che il recente screzio avuto con il sindaco di Zibello su un errore commesso nell’affidare una delega «è stato subito risanato ed ha solo accelerato un percorso che era in essere». 
Maestri Molto netta la posizione di Davide Maestri, sindaco alla nascita dell’Unione, che siede oggi all’opposizione, che ha aperto ben altri «scenari». «Non mi sembra - ha detto - che le scadenze 2013 soffiassero sul collo dell’Unione al punto di arrivare tanto velocemente alla revoca di queste funzioni. L’Unione è nata in un momento in cui c’erano molte risorse e contributi e avrebbe dovuto inglobare tanti servizi da renderne praticamente impossibile lo scioglimento. Invece, in questi anni, non c’è stato un servizio in cui abbiate investito come Unione, alcuni poi erano solo sulla carta. Quando dieci anni fa si era iniziato il percorso si erano superate le reticenze degli uffici prevedendo anche premi di produttività. Ma, in questi anni - ha aggiunto -, non si è più andati avanti; non si è mai unito ad esempio l’ufficio tecnico, ogni Comune ha mantenuto le sue piante organiche, non si sono fatti né un regolamento unico sui rifiuti né un unico regolamento edilizio. Di fatto gli unici motivi per proseguire con l’Unione erano i contributi che si percepivano, e che ora vengono meno e allora ci si ferma». Secondo Maestri, se vi fosse stata la reale intenzione di puntare su questi progetti si sarebbe andati avanti con l’Unione e si sarebbe fatta la fusione, a prescindere dai finanziamenti. 
«Penso - ha affondato - che il recente screzio col sindaco di Zibello non si sia risolto velocemente e brillantemente come dice il sindaco. Non si sono volute cogliere le occasioni e le opportunità che questo strumento dava. Dico che a non volerla non sono stati i cittadini, ma gli amministratori. E ricordo - ha affermato - che prima di altre incomprensioni il costo era quello del solo revisore, perché il direttore iniziale non costava nulla. Ma non andava bene nemmeno quello e così si è preso un direttore, ovviamente retribuito. Mi auguro che, in futuro, ci possa essere più chiarezza da parte del sindaco e speravo anche che le sue dimissioni da presidente dell’Unione fossero irrevocabili». 
Maestri non ha mancato di osservare come l’annunciato scioglimento non sarà così semplice, specie a fronte degli accordi esistenti in tema di servizi alla persona. Immediata la replica di Censi: «I risultati ottenuti dall’Unione sono sotto gli occhi di tutto. All’epoca l’operazione fatta è stata lungimirante e ha portato grandi benefici al territorio, specie in termini di servizi alla persona per i quali provvederemo a fare convenzioni affinché i cittadini non subiscano disagi. Sul resto accolgo le provocazioni del consigliere Maestri sulle quali ognuno potrà fare i propri pensieri». Lapidario il commento finale di Maestri: «C’è chi ha puntato sui servizi e sulle opportunità che si avevano e chi ha sempre e solo visto questa cosa come un bancomat».            

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