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Berceto frazione di Borgotaro? No grazie. Lucchi: "Vogliamo il referendum"

Berceto frazione di Borgotaro? No grazie. Lucchi: "Vogliamo il referendum"
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Natale di lotta, per i bercetesi guidati dal sindaco Lucchi. Lo slogan è "Non vogliamo diventare una frazione di Borgotaro", coniato in queste ore per protestare contro l'approvazione della legge regionale 21 che dà l'avvio al percorso per arrivare all'Unione di Comuni tra le 15 realtà della Comunita Montana Ovest. Capitale Borgotaro. La protesta ha già assunopt la forma dei volantini comparsi in paese, ma si batteranno anche altre strade pur di mantenere la propria autonomia di comune dalla storia millenaria.

"Resteranno i Sindaci dei singoli Comuni senza giunte, senza consigli comunali e senza un bilancio autonomo. Avranno il compito, in pratica, di celebrare i matrimoni civili. Comanderà il Presidente dell’Unione dei Comuni che ha il bilancio, unificato, da gestire. Uno sprovveduto potrebbe pensare che i circa 40.000 abitanti e i 1.500 kq. di territorio montano potranno essere gestiti da un unico segretario comunale, un unico ufficio tecnico, un unico ragioniere, con evidente risparmio di risorse. Non è così - spiega il sindaco Lucchi -. Resteranno tutti gli attuali dipendenti pubblici, ora a carico dei singoli Comuni, da pagare e probabilmente, come succede per tutti i carrozzoni pubblici mangiasoldi, verranno assunti e profumatamente pagati nuovi dirigenti, nuovi responsabili,  altri revisori dei conti oltre a mettere in carico ai Comuni gli attuali dipendenti della Comunità Montana e il suo direttore che percepisce uno stipendio annuo superiore ai 120.000 euro".

"NESSUN BENEFICIO PER I CITTADINI"

"A ben vedere - continua il primo cittadino di Berceto - non si percepiscono i benefici, per i cittadini, di questa riforma di soppressione dei Comuni neppure riuscita a Mussolini. C’è una generica promessa della Regione di premiare le Unioni con finanziamenti che tutti sanno non esserci e trasferire alle Unioni competenze delle attuali Province mettendo in carico all’Unione dei Comuni anche il costo di questo personale. Questo, a lato pratico, vuol dire altro personale pubblico da far pagare ai cittadini della montagna attraverso un ulteriore innalzamento delle addizionali Irpef e aliquote Imu prima e seconda casa. Sul territorio non opereranno piu’, in pratica a costo zero per la collettività, Sindaci, assessori e consiglieri comunali. E’ facilmente intuibile che il bilancio dell’Unione servirà solo per pagare i dipendenti pubblici anche se non saranno piu’ al servizio di un Comune ma di un generico Ente, pagare le rate del rimborso mutui e gli ulteriori costi di una costosa organizzazione. Arriveranno a mancare perfino i soldi dell’illuminazione pubblica e di qualsiasi altro servizio che oggi, seppur a fatica e con grandi tribolazioni, i Comuni riescono a garantire ai cittadini. Non si capisce  il motivo di questa pseudo riforma Regionale e si può solo immaginare una “ignoranza” preoccupante dei Consiglieri Regionali riguardo il funzionamento dei Comuni e soprattutto della vastità dei territori dei Comuni Montani (Bardi, ad esempio, oltre i 192 kq. e Berceto 131 kq) oltre che le distanze da un capoluogo all’altro sempre superiore a 30 km di strade di montagna. Si può immaginare, maliziosamente, visto la scarsità di risorse pubbliche, che la morte dei Comuni garantirà la vita delle Regioni che del resto avevano già sostenuto l’eliminazione delle Province per continuare, da sole, ad avere un ruolo che ogni giorno si scopre altamente costoso per la collettività".

"NON SIAMO UN GREGGE DI PECORE"

Per contrastare la "rivoluzione" messa in moto ("a ritmi sorprendentemente sostenuti", sottolinea Lucchi) dalla Regione, l’Amministrazione Comunale annuncia, "d’intesa con i cittadini", di voler "intraprendere tutte le azioni d’impegno civico, non violente, per salvaguardare l’autonomia del Comune di Berceto. Un’istituzione millenaria pagata per oltre il 90% dai cittadini stessi con le imposte comunali.
Ci pronunceremo, in Consiglio Comunale, adducendo la nostra motivata contrarietà e metteremo in atto l’ostruzionismo sull’approvazione dello statuto dell’Unione dei Comuni. Riteniamo democratico e corretto, su temi di valenza tanto importante per i nostri concittadini, indire un referendum consultivo. I cittadini debbono poter scegliere se continuare ad essere gli abitanti di un Comune autonomo, con un proprio bilancio e organizzazione, o gli abitanti di una frazione di Borgotaro. Opereremo perché il Governo, seppur dimissionario, valuti l’incostituzionalità di questa Legge che non trova eguali in nessuna Regione per i caratteri di costrizione e perentorietà.
Organizzeremo una manifestazione, per far conoscere le nostre ragioni e coinvolgere i cittadini di altri Comuni della Regione, ora ignari di tutto, davanti al palazzo della Regione. Il Presidente Errani deve cogliere la differenza tra un gregge di pecore e i suoi cittadini regionali".
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • Aldo

    24 Dicembre @ 19.59

    Bruno se ritieni che gli accorpamenti debbano essere più incisivi, mi trovi assolutamente d'accordo...Però ricordiamoci che sono sempre zone montane e che i nuovi enti non dovrebbero avere un estensione troppo estesa....

    Rispondi

  • gabriele

    24 Dicembre @ 19.04

    basta alzare muri contro tutti e contro tutto non possiamo pià permetterci di avere comuni piccoli che non servono a nulla se non a dare lo stipendio a quattro politici di serie b è ora di fare le fusioni dei comuni e superare anche le unioni Solo con comuni grandi e con 20-30 mila abitanti si tagliano i costi inutili, si risparmia e si può avere una migliore pianificazione del territorio consumandone meno. Basta hai campanilismo in nome dello spreco.

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  • Giuliano

    24 Dicembre @ 13.26

    Per quelle poche volte che forse ci sia una proposta utile per diminuire tutti gli sprechi ci vogliono sindaci che si oppongono. Queste e' l' Italia e non siamo a Roma

    Rispondi

  • Bruno

    24 Dicembre @ 13.18

    @ Aldo, mi dici cosa risolvi ad accorpare Valmozzola e Solignano? Sono d'accordo con Lucchi che questa mossa della regione sia fatta più per salvare le poltrone agli ex comunità montana che altro, ma è anche ora di capire che non possiamo continuare a tenere in piedi comuni con mille abitanti e visto che i campanilismi, le beghe personali o le diverse colorazioni politiche hanno fatto si che comuni contigui e omogenei per territorio non si mettessero d'accordo per unirsi con le buone, ci ha pensato la regione con le cattive.

    Rispondi

  • gian

    24 Dicembre @ 11.52

    lucchi invece fare la convenzione con valmozzola e corniglio per i vigili urbani le sembra una cosa saggia e conveniente?? bisognerebbe passare ad amministratori giovani con una visione di lungo periodo e prospettive un po' più ampie rispetto a quelle limitate alla propria valle..

    Rispondi

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