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Compiano: festa nel castello annullata, si scatena la guerra sul web

Compiano: festa nel castello annullata, si scatena la guerra sul web
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Chiara De Carli

Salta la festa nel castello di Compiano e il web si scatena contro la Borgo di Casale, gestori della struttura. Organizzata per il 5 gennaio prossimo da «Decadence extreme clubbing», la festa era già pubblicizzata sul sito dell’organizzazione e sulle pagine di Facebook e, all’annuncio dell’annullamento, la rete si è rivoltata. Una disputa che finirà a colpi di carte bollate, come annunciato dagli organizzatori del party e dai gestori del Castello tra richieste di danni da entrambe le parti.
Al centro della questione secondo l’avvocato Schettino, legale della Borgo di Casale, la difformità dell’oggetto del contratto stipulato con l’effettivo tema della festa. «Il contratto era stato stipulato per una festa medievale all’interno del castello. Le scelte societarie sono cambiate per il cambio di tipologia della festa» ha spiegato Schettino. Sul volantino pubblicato sul web sembra evidente che la festa abbia tutta un’altra ambientazione: dedicata a Bram Stoker, l’autore di Dracula, l’organizzazione annuncia «nel dungeon spettacoli, giochi, lezioni di bondage» e il dress code, tassativamente richiesto per partecipare al party spaziava tra «fantasy, gothic e fetish, perv, latex, bdsm, bodyart, drag, trav, trans». In ogni caso non era ammesso un abbigliamento casual o sportivo. «Gli eventi hanno un tema d’abbigliamento consigliato o semplicemente in stile "Decadence", quindi vi è sempre selezione all’ingresso, non per elitarismo o snobismo ma per tutelare l’armonia e il divertimento del pubblico alternativo che frequenta le nostre serate ed evitare fenomeni di schernimento e voyeurismo. Il pubblico stesso è protagonista dell’evento» spiega il sito web.  All’annullamento del party, gli organizzatori della festa hanno dato la loro versione dei fatti puntando il dito su un presunto atteggiamento omofobo di Maurizio Sanvido, titolare della società. «Io la festa a quei ricchioni non gliela faccio fare» con queste parole gravemente omofobe Maurizio Sanvido, titolare della Borgo di Casale srl, gestore degli spazi del Castello di Compiano e dell’Hotel Borgo Casale, ha liquidato gli organizzatori del Decadence a pochi giorni dall’evento, infischiandosene totalmente del contratto di affitto che era già stato firmato – ha scritto Carlo Valentine, fondatore e direttore artistico del Decadence -. Non ci sono parole per definire la mancanza di professionalità, l’inciviltà e l'ignoranza espresse dal signor Sanvido. In 8 anni di attività non ci era mai capitato di annullare l’evento. Mi sento profondamente disgustato dall’atteggiamento di certe persone che ovviamente, non sanno quel che dicono e mi meraviglio del fatto che uno spazio comunale, ospitato da uno dei 100 borghi più belli d’Italia, venga affidato alla gestione dissennata di questi personaggi. Nonostante il Sindaco di Compiano interpellato telefonicamente si sia dimostrato favorevole, nonostante le referenze degli organizzatori accumulate in tanti anni di attività, l’evento non si può più fare e agli organizzatori dell’evento non resta che procedere per vie legali». Una strada annunciata anche da Sanvido, secondo cui la frase omofoba che ha scatenato il web non sarebbe mai stata pronunciata. Il titolare della Borgo di Casale sostiene inoltre di non avere mai nemmeno parlato con gli organizzatori del party, avendo lasciato la gestione della pratica alla segretaria. Oltre all’azione di diffida e risarcimento, il legale di Sanvido ha anticipato che è probabile che venga fatta una querela per diffamazione anche contro chi ha scritto il comunicato diffuso tramite web. Questa festa, comunque, «non s'ha da fare». E la parola passa agli avvocati.
 

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  • Luca

    31 Dicembre @ 13.31

    apprendo di questa notizia da facebook. come spesso succede pare sia difficile capire da che parte stia la verità. penso vi sia un modo molto semplice per scoprirlo. chiediamo agli organizzatori del party di rendere pubblica la dichiarazione di omofobia pronunicta da Sanvido. per pubblica intendo dire PUBBLICARE la prova che la frase sia stata effettivamente DETTA o SCRITTO. se questa prova non sussiste (quindi non esiste) direi che Sanvido ha tutto il diritto di querelare chi di dovere.

    Rispondi

  • Valerio

    31 Dicembre @ 07.19

    Era uso nel tempo del medioevo, all'epoca dei feudi vestirsi fetish, perv, latex, bdsm, bodyart, drag, trav, trans. Anzi!!! In alcuni editti si esigeva, pena la gogna cittadina, di andare in giro (testuali parole degli editti) in latex, una novita' di recente invenzione che avrebbe giovato persino al mondo intero.

    Rispondi

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