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Lettere alla Gazzetta- "Riaprite la Reggia di Colorno"

Lettere alla Gazzetta- "Riaprite la Reggia di Colorno"
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Gentile direttore,
l’anno che si è appena concluso ha lasciato strascichi negativi importanti a Colorno. Non è bastato passare il 2012 infatti per risolvere il problema della Reggia ferita e inaccessibile dall’ingresso principale.
Sono passati sei mesi da una precedente lettera in cui richiedevamo alla Provincia di Parma informazioni precise sul restauro e sulla riapertura. Tutto sembrava legato al discorso dell’assicurazione, ma ci sembra che i tempi si siano protratti oltre il dovuto.
La Reggia chiusa, con una piazza Garibaldi permanentemente transennata sono un grande danno per Colorno, innanzitutto dal punto di vista economico (ebbene si, non siamo un’Associazione che si occupa del sesso degli angeli), in quanto inibisce un turismo regolare e una fruizione adeguata della Reggia.
I cittadini colornesi poi – che non sono di serie b rispetto a quelli di Collecchio o altri paesi pedemontani per intenderci – hanno un danno quotidiano dovuto al mancato attraversamento dei cortili. Soprattutto gli anziani.
Vorremmo avere dalla Provincia una risposta definitiva su tempi e modi di riapertura. Vorremmo anche avere la percezione di un Comune che si metta in gioco sulla questione: percezione che onestamente non ci giunge da nessuna delle componenti presenti in Consiglio, oltre che dall’Amministrazione.
Nel 2013, vorremmo (siamo un’Associazione di sognatori?) che la Torre delle Acque fosse rimessa in sesto, almeno a partire dal tetto che, si sa, è il punto più in sofferenza ed è quello che può «garantire» un crollo veloce, se non sistemato. Abbiamo saputo, da lettera ricevuta lo scorso agosto, che si è riunito un tavolo in Comune, presenti anche Professori universitari, per individuare una soluzione, molto simile a quella già individuata dal nostro socio e consigliere comunale Claudio Ferrari.
Ci sono voluti due anni per arrivare a un’ipotesi che era già stata indicata, ovvero quella relativa allo sfruttamento del salto d’acqua (bastava peraltro leggere i documenti storici e informarsi dai colornesi più attempati): eppure a questo tavolo proprio Italia Nostra non è stata invitata. Evidentemente l’Associazione non è gradita.
Ricordiamo però, ai brevi di memoria, che 360 firme per il restauro della Torre delle Acque e dei principali monumenti colornesi servirono ad accendere l’attenzione pubblica sulla questione e a far si che presso il Comune venisse convocato un tavolo, poi gestito, come si sta vedendo in modo piuttosto discutibile.
Questi problemi però non ci scoraggiano: non attendiamo passivamente le lente mosse istituzionali (o politiche). Ci impegniamo per garantire, anche nel 2013 un’azione associativa costante e concreta, seguendo gli esempi migliori degli ambientalisti che fondarono l’Associazione.
Sicuramente siamo un’Associazione a cui non interessa il tributo cortese degli indigeni: andiamo avanti per la nostra strada, che spesso anticipa le mosse degli indigeni stessi. Per la scarsa simpatia, pazienza, ce ne faremo una ragione.
 

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