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Unione dei Comuni: si allarga il fronte del "no"

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Mattia Monacchia

I primi cittadini di alcuni comuni montani si sono coalizzati con il collega di Berceto, Luigi Lucchi, contro la legge regionale di riordino territoriale che obbliga le amministrazioni a unirsi: incontro nella sala consiliare con il sindaco di Bardi, Giuseppe Conti, di Albareto Ferrando Botti e di Corniglio Massimo De Matteis. Erano presenti anche rappresentanti delle amministrazioni di Valmozzola e Terenzo. 
Lucchi: «Sono interessato al parere dei miei colleghi, compresi quelli di opinione contraria. Nulla sarà più come prima, non solo per questa legge, ma anche per i tagli che interesseranno anche i piccoli comuni». Il sindaco ha fatto riferimento anche ai cinquemila sindaci di comuni sotto i 5.000 abitanti, che rappresentano il 54% del territorio nazionale e hanno in totale una popolazione di dieci milioni di unità, che costano all’anno 44 milioni e mezzo, comparandoli al costo dei quasi mille parlamentari che costano 230 milioni e al Quirinale che più o meno ha lo stesso costo del parlamento. Giuseppe Conti: «Sono profondamente deluso. I nostri comuni nel 2014 andranno al voto e ci saranno tagli di assessori e consiglieri, mentre i nostri mille parlamentari non hanno mai pensato di tagliarsi gli stipendi. Non capisco come possano alcuni colleghi difendere questa legge e la Regione che sta facendo morire la cellula della società italiana, cioè il Comune». Ferrando Botti: «Non sono d’accordo con questa legge. E’ una maniera subdola ma chiara di eliminare i Comuni. L’obiettivo non è il risparmio  ma un controllo politico sul territorio». De Matteis è stato duro: «Il testo di questa legge presenta forti aspetti di incostituzionalità. Io vengo dalla parte est della montagna, ma quanto detto finora si declina perfettamente al mio territorio». Oltre a Berceto, anche gli altri comuni si sono detti disponibili a seguire la strada referendaria per bloccare la legge.

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  • LUIGI LUCCHI

    09 Gennaio @ 12.48

    COMUNICATO L’Amministrazione Comunale di Berceto, in completa buona fede, ritiene la L.R 21 del 21 dicembre 2012, anticostituzionale perché mina, con l’obbligatorietà dell’Unione dei Comuni e il bilancio sottratto alle singole Amministrazioni, l’autonomia dei Comuni ben espressa dalla Carta Costituzionale che non può essere stravolta, modificata da una Legge ordinaria e ancor meno da una Legge Regionale. Ci sono poi valutazioni politiche che portano a considerare gli effetti di questa Legge nefasti per le tasche dei cittadini visto che oltre sobbarcarsi, ugualmente, il costo di tutto il personale, che ovviamente non potrà essere licenziato, dovrà sobbarcarsi, attraverso imposte comunali, anche il personale della Comunità Montana e successivamente quello delle Province per le deleghe che questo Enti passerà alle Unioni di Comuni. Una Legge inaccettabile che però deve essere conosciuta e fatta conoscere visto che nei cittadini, l’abnorme portata di questa Legge, desta incredulità. Non si ritiene possibile, infatti, che sia stata concepita. Per dare modo di conoscerla, iniziare ad approfondirla, sabato 12 gennaio, alle ore 11, presso la sala del Consiglio Comunale, in un incontro aperto a tutti, la segretaria del Comune di Berceto: Maddalena Caffarra, illustrerà gli aspetti tecnici dei diversi articoli di Legge e le incombenze, con i tempi ben definiti (sessanta giorni dall’entrata in vigore della Legge), che debbono assolvere i singoli Comuni. E’ sempre indispensabile, a detta del Sindaco Luigi Lucchi approfondire, conoscere le Leggi che interferiscono pesantemente sulla vita dei Comuni e dei singoli cittadini. Non è possibile, inoltre, su argomenti tanto seri dare spazio alla disinformazione mirata per partito preso, per inimicizia o per ignoranza. Nulla di male, ci mancherebbe, se cittadini e amministratori concordano con l’Unione dei Comuni ma debbono usare le argomentazioni corrette invece di negare gli obblighi di Legge e le finalità. Negare quanto i Comuni, obbligatoriamente, debbono assolvere con questa Legge. Dispiace che anche la V. Presidente Regionale Simonetta Saliera (invitata dall’Amministrazione Comunale e presente a un dibattito a Berceto il 2 febbraio) abbia dichiarato che è facoltà del Comune di Berceto aderire o no all’Unione. Magari!!! Purtroppo la Legge obbliga all’Unione dei Comuni.

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  • LUIGI LUCCHI

    09 Gennaio @ 10.33

    Se lo mettiamo sul piano delle poltrone di Sndaci e Assessori, come si sa, queste restano e resteranno, certamente per altri mandati e sicuramente per il prossimo. Far risultare ogni opinione diversa come una lotta della casta (che i sindaci dei piccoli Comuni appartenessero alla casta mi risulta nuova) per auto proteggersi mi pare ingiusto. Io ad esempio, ma credo anche gli altri, sono contrario alla LR 21 perchè obbliga i Comuni ad unirsi. Troverei giusto che i Comuni potessero unirsi, fondersi, collaborare attraverso la strada maestra del consenso dei cittadini qundi con referendum. La mia decisione parte dalla costazione che in montagna i Comuni sono molto grandi. Berceto 131 kq. e credo che anche il territorio abbia un valore e debba essere presenziato anche se si dovrebbe fare molto di piu'. Utilizzare solo il parametro dei cittadini residenti mi sembra riduttivo anche se molto, molto importante. Sempre Berceto (2.200 abitanti residenti) ha 5.000 proprietari, oltre 1.000 seconde case, ben 20/25.000 emigrati molto legati alle loro radici, circa 7/8.000 turisti che frequentano stabilmente, ogni anno Berceto. QUANTI CITTADINI SONO INTERESSATI A BERCETO? HANNO INTERESSI A BERCETO? Sono domande a cui tenere conto, a mio avviso. Resta poi il problema delle distanze e tra i diversi Municipi, ti assicuro, che Berceto, non c'è meno di 30km l'uno dall'altro e di strade di montagna. Vuol dire 30/45 minuti per raggiungere l'uno o l'altro (Calestano, Terenzo, Corniglio, Valmozzola, Solignano, Borgotaro, Pntremoli per citare i territori confinanti). Sempre la mia contrarietà, poi, nasce, dal sapere che i singoli Comuni, ormai, sono mantenuti totalmente dalle imposte comunali dei loro cittadini. Lo stato, ad esempio, nel 2012 ha trasferito al Comune di Berceto 420.000 euro e ha preso, da una tassa comunale come l'IMU, seppur seconda casa, 610.000 euro. Se i cittadini pagano, con tasse comunali il loro Comune perchè obbligarlo a unirsi ad altri e avere UN BILANCIO IN COMUNE?. Penso, poi, per davvero che l'enorme debito pubblico dell'Italia, in qualche modo, l'Unione Europea, pretenderà che sia ridotto e visto le difficoltà a togliere gli sprechi, la burocrazia ottusa, fare le grandi riforme, succederà, come sempre, che a pagare siano i piu' deboli. In un prossimo futuro si dovranno organizzare i servizi con molto volontariato e questo non è piu' facile organizzarlo in ogni singolo Comune? Lo stesso vale per i cambiamenti clmatici che richiederanno, obbligatoriamente, piu' goveno del territorio, ora abbandonato. Anche questo governo, con strumenti innovativi, senza finanziamenti dello Stato e Regione, che non ci saranno, non è piu' semplice organizzarlo in ogni singolo Comune? La Legge quanto tale, inoltre, non riduce e non può ridurre il personale pubblico e come detto non elimina neppure i Sindaci e gli Assessori. Dove sono i risparmi? Sempre per esperienza, poi, ho visto che i servizi fatti in comune, nel settore pubblico, hanno la caratteristica di creare carrozzoni mangiasoldi, lontani dal controllo diretto dei cittadini, che peggiorano i servizi, aumentano i costi, impoveriscono i Comuni e creano debiti molto, molto consistenti alle società pubbliche che li gestiscono. Puoi vedere le CM per i rifiuti, Montagna 2000 per il sistema idrico integrato (danno erariale al Comune di Berceto per 2.000.000; aumento delle bollette per i cittadini del 250%; servizio uguale a prima se non peggio; grosse difficoltà finanziarie di Montagna 2000); ASP (azienda servizio alla persona) ecc. ecc. SE queste cose sono vere e sono vere e dimostrabili con numeri e documenti alla mano perchè è stata fatta questa Legge, sia dallo Stato che dalla Regione (La REgione E.R, poi, ha fatto una legge piu' "autoritaria dello Stato e basterebbe confrontarla anche con quella della Regone Piemonte)? Ognuno ha una sua idea. Io non penso mai ai complotti. Preferisco pensare alla poco conoscenza della situazione. Non conoscere, però, per dei Legislatori è grave. Termino dicendo che quando in Italia c'era voglia di riforme, di futuro e si cercava, per davvero, il bene dei cittadini, il bene comune, i Comuni, anche quelli piccoli, erano considerati indispensabili. E' molto istruttivo il pensiero di Filippo Turati sui Comuni e bellissima l'esperienza del Sen. Giuseppe Micheli in favore dei Comuni montani. Oggi non c'è voglia di futuro e allora si toglie l'autonomia ai Comuni. Si capesta, nel disinteresse, ancora una volta la Costituzione. Si toglie la voglia un un presidio di 70.000 persone, pressochè volontarie (5.000 sindaci, 15.000 assessori e 50.000 consiglieri comunali) su un territorio che rappresenta il 54% dell'Italia e amministra 10.000 di cittadini prevalentemente anziani. Queste 70.000 persone costano alla Collettività 44,5 milioni Ci saranno altre formule, altre diavolerie a costi piu' bassi? Io non credo. I Comuni, poi, certamente debbono fare meglio e di piu' e forse sono incentivati farlo se restano autonomi che in un calderone. Luigi Lucchi NON VOGLIO ECCEDERE GRIDANDO AL LUPO AL LUPO PERO' IN BUONA FEDE MI SONO RILETTO LA MASSIMA SUGLI ZINGARI ATTRIBUITA A Bertolt Brecht Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, ed io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c'era rimasto nessuno a protestare.

    Rispondi

  • Puzzi

    08 Gennaio @ 22.14

    spero questa volta di superare la censura. Le tesi espresse da Lorsignori sono un concentrato di fantasiose corbellerie le quali, guarda caso, provengono da dei politici. Ovvero da una "casta" che in Italia certo non brilla per senso di responsabilità istituzionale, né, a volte, dimostra di avere piena conoscenza delle regole di funzionamento degli Enti che sono chiamati a governare. 1. Non è una legge regionale che obbliga i Comuni ad unirsi, ma semmai la legge sulla "spending review" emanata questa estate dal Governo Monti. La Regione, con la sua legge da poco emanata, promette di erogare ai Comuni una serie di INCENTIVI ECONOMICI se essi si adegueranno alle linee-guida regionali. E' tutt'altra cosa. 2. chi dichiara di essere interessato alle "opinioni dei colleghi compresi quelli di opinione contraria" dimentica di dire che la legge regionale nasce dalle proposte del Consiglio delle Autonomie Locali (CAL), istituito dalla legge nazionale sopra citata. Nel CAL i Sindaci di tutta la regione hanno espresso le loro opinioni e la Regione Emilia Romagna le ha tradotte in legge. Nulla è caduto sulla testa di nessuno, ma tutto è stato gestito in maniera democratica, proprio perché c'erano aspetti costituzionali che andavano verificati con attenzione. In democrazia, però, la minoranza si deve adeguare alle decisioni della minoranza. Se pochi Sindaci non sono riusciti a far prevalere le proprie tesi su quelle di tutti gli altri, dovrebbero saper abbozzare. In democrazia funziona così. 3. E' una sciocchezza affermare che si vogliono eliminare i Comuni, se, per Comuni, intendiamo il presidio territoriale istituzionale che eroga servizi ai cittadini. Questi infatti rimangono, ma vengono uniti o fusi, o costretti a lavorare insieme, per produrre risparmi per lo Stato, quindi per erogare più servizi e opprimere un po' meno con le tasse i cittadini. Se invece si teme per la poltrona da Sindaco o di Consigliere Comunale (ovvero la "casta"), si, è vero che quelli rischiano di essere fortemente ridimensionati. Nessuno, credo, se ne dispiacerà. 4. La frase "L’obiettivo non è il risparmio ma un controllo politico sul territorio" contiene due sciocchezze in un unico concetto. L'OBIETTIVO E' PROPRIO IL RISPARMIO, ed infatti la legge regionale dice che, anche qualora i Comuni NON si fondano, o NON si uniscano, ma consentano comunque di RISPARMIARE, mettendo in associazione le loro risorse, la Regione darà loro dei soldi (ergo più servizi, o meno tasse per i residenti). Forse, prima di criticare la legge regionale, bisognerebbe magari leggerla. La seconda sciocchezza è affermare che si voglia ottenere il controllo politico del territorio. E' VERO L'ESATTO CONTRARIO. Lo Stato e la Regione vogliono avere il "controllo del territorio" COM'E' GIUSTO CHE SIA. E' proprio quello il loro scopo precipuo. E VOGLIONO SOTTRARLO AI POLITICI, ovvero alla casta dei Sindaci, Consiglieri comunali, Valvassarri, Valvassini, signorotti feudali. L'edificio del Comune rimarrà dov'è, avrà gli stessi dipendenti, erogherà gli stessi servizi ed anche di più visto che sia lo Stato che le Regioni DARANNO SOLDI SU SOLDI ai Comuni che, con la loro fusione/unione/cooperazione, riusciranno a produrre risparmi. Lorsignori vorrebbero buttare tutto a mare solo per tenersi attaccata al sedere la loro poltroncina? Triste, molto triste. Hanno ragione a dire che il Parlamento costa molto di più dei Sindaci ed il Quirinale ci costa somme spropositate. Ma è troppo comodo dire "iniziate dagli altri". Lo fan tutti, ed intanto nessuno vede alcun risultato. La colpa è sempre degli altri? Io non credo. E' possibile che i Sindaci si "uniscano" soltanto per difendere la loro poltrona? mmmhh...

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