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Reggio: morto l'ex Br Prospero Gallinari

Reggio: morto l'ex Br Prospero Gallinari
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REGGIO EMILIA - L'ex brigatista rosso Prospero Gallinari è stato trovato morto questa mattina nel garage della sua abitazione a Reggio Emilia. Aveva 62 anni: era nato a Reggio l’1 gennaio 1951. Gallinari è stato stroncato probabilmente da un malore improvviso. Sul posto è intervenuta la polizia per accertamenti.

Nel 1969 Gallinari aderì al 'gruppo dell’Appartamentò, a Reggio Emilia, con Alberto Franceschini, Tonino Paroli e ad altri dissidenti del Pci che dopo il Convegno di Pecorile, sulle colline reggiane, decisero di iniziare alla lotta armata. Durante l’arresto nel 1979 venne ferito dalla polizia.

Gallinari prese parte al rapimento di Aldo Moro e di lui si parlò come l’esecutore materiale dell’omicidio di Moro. Nel 1993 però Mario Moretti lo discolpò e si assunse la responsabilità dell’omicidio in un libro-intervista con Rossana Rossanda e Carla Mosca. In quel periodo Gallinari uscì dal carcere per motivi di salute, legati in particolare a seri problemi cardiaci.

Nel marzo 2006 Bompiani pubblicò 'Un contadino nella Metropoli', libro di memorie di Gallinari.

La vicenda Moro - La sua storia politica è strettamente legata alla vicenda Moro, in cui ha svolto un ruolo di primo piano, anche come uno dei carcerieri dello statista, con Anna Laura Braghetti, Mario Moretti e il 'quarto uomò, che sembra essere Germano Maccari. E' stato considerato per molto tempo l’esecutore materiale dell’ uccisione di Moro, secondo le testimonianze di diversi pentiti, nessuno dei quali però ha partecipato alla gestione del covo di via Montalcini a Roma. In un’intervista Mario Moretti si è poi addossato la responsabilità dell’uccisione e Adriana Faranda ha raccontato che, quando Moro lo salutò, il 'durò Gallinari pianse.

Gallinari, nonostante non corrispondesse alla descrizione fatta dai testimoni, fu ritenuto l’'ing.Altobellì, intestatario dei contratti di via Montalcini e lui stesso, in un’intervista dell’'89 a 'Tg1 Sette', aveva ammesso di essere Altobelli. Questa identificazione è stata invece successivamente esclusa sia da Moretti sia da altri ex terroristi. Sempre Gallinari, secondo il pentito Antonio Savasta, bruciò le carte di Moro rimaste in mano ai brigatisti, durante una riunione a Moiano, in Umbria.

Nato il primo gennaio 1951 a Reggio Emilia, da famiglia contadina, dopo un’esperienza iniziale nell’organizzazione giovanile comunista, Gallinari fa parte del 'gruppo dell’appartamentò, che si riuniva in via Emilia San Pietro 25 a Reggio. Del gruppo fanno parte anche Franceschini, Pelli, Bonisoli, Azzolini, Ognibene e Paroli, che finiranno tutti nell’esperienza della lotta armata. Verso il 1972 passa in clandestinità ed entra in contatto con il 'Superclan' di Corrado Simioni. 'Gallò, come è soprannominato Gallinari, ricompare il 6 novembre 1974 a Torino, quando è arrestato insieme ad Alfredo Buonavita, a bordo di un’auto rubata, e si dichiara prigioniero politico.

Il 2 gennaio 1977, quando manca meno di un mese alla sua scarcerazione per decorrenza dei termini di carcerazione preventiva, Gallinari evade dal carcere di Treviso con altri 12
detenuti, tra cui Vincenzo Andraus, il 'boia delle carcerì. Nel 1978 Gallinari, che nel frattempo si guadagna la fama di 'capo militare delle Br', partecipa al rapimento di Aldo Moro in via Fani. Gallinari sarà arrestato nuovamente il 24 settembre 1979, a Roma, nel quartiere Appio, dopo una sparatoria con la polizia, nella quale viene ferito gravemente. Sottoposto ad un intervento chirurgico al cervello, riesce a riprendersi. Il 24 agosto 1981, nel supercarcere di Palmi, sposa Anna Laura Braghetti. Il 24
gennaio 1983 è condannato all’ergastolo nel primo processo per il rapimento Moro (sentenza poi confermata nei processi successivi). Nello stesso anno è colpito da due crisi cardiache. L’1 ottobre 1984, dopo un infarto, è operato al cuore e gli vengono applicati tre by-pass.

Gallinari fa parte degli irriducibili del terrorismo fino al 23 ottobre 1988, quando, senza pentimenti o dissociazioni, firma con altri detenuti un documento che riconosce che «la lotta armata contro lo Stato è finita». L’1 dicembre 1990 il tribunale di sorveglianza di Torino respinge la richiesta di differimento della pena e il 21 marzo 1991 la Corte di Cassazione respinge il suo ricorso. Nel marzo 1993, dopo un’ altra crisi cardiaca, è ricoverato al Policlinico di Roma, dove è sottoposto a terapia intensiva nell’unità coronarica. Poi, un nuovo ricovero all’ospedale Umberto I per ischemia cerebrale e un altro nel '97 all’ospedale reggiano S.Maria Nuova per l’ applicazione di un defibrillatore. In seguito ha ottenuto la sospensione della pena per le precarie condizioni di salute; da anni era tornato a vivere a Reggio Emilia. 
 

E su Moro disse: "Sono in pace con lui: quella era una guerra. Si comportò da grande uomo"

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  • Attolo

    17 Gennaio @ 18.41

    Povero Vercingetorige, sempre nel posto sbagliato. Sosteneva e ancor oggi sostiene il vecchio Pci, che avrà anche combattutto (dopo aver negato per anni che fossero "compagni") le Br, ma dopo aver per decenni propagandato l'idea della rivoluzione proletaria nelle teste dei suoi elettori (creando così le basi per la lotta armata). E oggi, quando invece di una sinistra degna di questo nome ci sarebbe bisogno, sostiene il Pd, che massacra assieme a Monti i diritti ottenuti in anni di lotte dai lavoratori. Per fedeltà al partitone, è stato a sinistra quando era meglio stare un po' più a destra e oggi sta oggettivamente a destra quando ci sarebbe bisogno di più sinistra. Ma così è per molti vecchi picisti: il segretario non si discute e loro sono sempre nel giusto... Gente proprio dalla mente aperta, come no...

    Rispondi

  • stefano

    15 Gennaio @ 21.28

    Inanzitutto ringrazio la redazione per avermi dato la possibilità di esprimere le mie opinioni. Riguardo allo spazio cestino mi dispiace di essere stato interpretato male. Non è mai stata mia intenzione offendere nessuno, per le offese ci sono termini diretti di cui non mi sono mai vergognato di farne uso nell'arco della vita quando necessario, in questo caso ho espresso disgusto verso un terrorista e verto tutti i terroristi di qualunque colore politico, di conseguenza verso tutti quelli che lo appoggiano in quanto la vigliaccheria è sempre da condannare senza se e senza ma. vercingetorige si è sentito attaccato dopo avere espresso in più riprese opinioni dirette nei miei confronti. Chi come me critica il male dovrebbe essere appoggiato anche se gli scappa un errore di ortografia, errore magari dovuto al fervore nato dalla situazione in cui versa la nostra bella Italia sempre più in balia di approfittatori e manipolatori e non attaccato solo per poter vedere il proprio nome pubblicato. Nome che non metto quasi mai per esteso e che questa volta farò. Sempre che non giudichiate troppo diretta questa mia.

    Rispondi

  • gazzettadiparma.it

    15 Gennaio @ 19.11

    Il rimedio che non ha bisogno del cestino è semplicissimo: visto che OGNUNO di noi (mi ci metto autocriticamente anch'io) pensa di essere il più intelligente e quello con le idee migliori, allora perchè non dimostrare la nostra "superiorità" innanzitutto non abbassandoci al livello di altri? E non ditemi che è difficile, visto che siamo tutti adulti e vaccinati. Anche perchè, a volte, si può rispondere più efficacemente a un insulto con una battuta che con un altro insulto.

    Rispondi

  • Francesco

    15 Gennaio @ 19.00

    DOTTOR "REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT" , E' LA SOLITA STORIA ! Non fa piacere neanche a me esprimermi in termini che non mi sono congeniali . Lei dice che bisognerebbe avere il "fair play" di non restituire gli insulti . Avrà pur ragione , ma uno non può star lì a fare da "punching ball" , perchè , se risponde per le rime , è "un bambino dell' asilo". Guardi , in sequenza, il testo dei messaggi , e vedrà bene cosa voglio dire. Ma sono certo che l' ha già visto. Veda un pò lei cosa si può fare, perchè è il mestiere suo, non il mio. Il "cestino" può essere una soluzione , ma , forse, non è l' unica.

    Rispondi

  • gazzettadiparma.it

    15 Gennaio @ 17.25

    Caspita: vedo che 2-3 lettori hanno voglila di proseguire il dibattito nello spazio-cestino. O è una mia impressione e i vostri toni stanno rapidamente per smorzarsi.....?

    Rispondi

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