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Non solo gregge: contro l'Unione dei Comuni le proposte di Lucchi a Errani

Non solo gregge: contro l'Unione dei Comuni le proposte di Lucchi a Errani
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Oltre al gregge di pecore per la manifestazione a Bologna il 15 febbraio il sindaco di Berceto, contrario all’unione tra i Comuni di mezza montagna parmense, stila una serie di proposte da avanzare al presidente della Regione, Vasco Errani, che vorrebbe incontrare.

Il sindaco Luigi Lucchi chiede iniziative per 'rigenerarè i piccoli Comuni e, su questo, che la Regione Emilia-Romagna sia «lungimirante e innovativa invece di andare a traino, peggiorandole, a disposizioni nazionali raffazzonate del Governo Berlusconi e del Governo Monti». Sotto accusa, quelle manovre nazionali che nel 2011 hanno imposto ai piccoli Comuni (sotto i 3.000 abitanti in montagna e sotto i 5.000 in pianura) di svolgere le funzioni in forma associata. Norme nazionali che l'Emilia-Romagna applica secondo le proprie politiche istituzionali, ovvero promuovendo le Unioni di Comuni: l’ente locale che sceglie questa forma di collaborazione, più stretta rispetto all’associazione, gode di una serie di incentivi.
Per Lucchi, però, i piccoli Comuni vanno anche 'rigeneratì e «questo dibattito, partito in ritardo e in sordina, è affascinante e può portare grandi cambiamenti». Al presidente Errani vorrebbe ribadire «l'importanza di un piccolo Comune e l'insufficienza del parametro abitanti» e «far presente che un Comune, oggi, almeno quello di Berceto, è mantenuto unicamente con le imposte e addizionali comunali». Per Lucchi bisogna «tornare al dettato costituzionale riguardo la gestione dei servizi lasciando la possibilità, a un piccolo Comune, di gestire in proprio il sistema idrico integrato, la raccolta e smaltimento rifiuti, i servizi sociali». C'è, poi, «l'urgenza di diversificare la burocrazia, semplificandola notevolmente, per i piccoli Comuni, oltre a stabilire un diverso modo per gestire la macchina amministrativa comunale». In ogni modo, Lucchi sottolinea «l'arretratezza dell’obbligo dell’Unione dei Comuni invece della libera scelta, anche di fusioni». E, prima della manifestazione di Bologna, chiama a discuterne a Berceto il 2 febbraio, in un incontro con il giornalista Mario Cobellini e la vice presidente della Regione, Simonetta Saliera.

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  • LUIGI LUCCHI

    20 Gennaio @ 16.58

    PUNTI FORTI DELLA LEGGE (UNIONE DEI COMUNI) Voluta dalla Regione che amplifica e rende obbligatorie le Unioni come da Legge Statale Sostenuta da un amplio schieramento politico Sottoscritta dall’Anci UPI Uncem Sindacati Confusione tra le Unioni fatte (Terre Verdiane/Pedemontana/ Colorno Sorbolo Mezzani) e come si dovranno adeguare alla nuova Legge (aspetti che non vengono approfonditi dai Sindaci che ne fanno parte) Nessuna autocritica da parte dei Comuni che ne fanno parte anche se le aspettative non hanno trovato riscontro e i costi sono lievitati con pochi benefici oltre ad avere allungato i tempi di decisione e la burocrazia Diffuso scetticismo verso la politica e qualsiasi suo componente compreso il Sindaco e l’assessore di un piccolo Comune Nessuno è disponibile morire per il proprio uffici tecnico Le persone non credono che possa esserci tanto silenzio verso Leggi che in pratica toglie l’autonomia ai Comuni, di fatto li sopprime Nessuna presa di posizione da parte di nessuna forza politica Disinteresse per il futuro, le riforme, la libertà e la democrazia Desiderio di limitare i costi della politica Ignoranza sui compiti del Comune Ignoranza sul funzionamento dei Consorzi , sugli Enti di Secondo grado Atteggiamento delle persone che vengono indotte a fare di tutta un’erba un fascio Disinformazione mirata di persone che ignorano ma negano l’evidenza Ignoranza su bilanci e mantenimento del Comune (ormai i Comuni vivono unicamente con le imposte comunali) Debolezza e rassegnazione, oltre ignoranza, dell’attuale classe amministrativa Argomenti difficili da trattare come giornali e TV anche in considerazione che l’astio verso le Province, ad esempio, nasce da un libro di due giornalisti: LA CASTA Le Province si e i Comuni no? Esistono Comuni con pochissimi abitanti e i Comuni sono piu’ di 8.000 Per difendere i Comuni si dovrebbero fare, per avere breccia, battaglie campanilistiche che vengono considerate anacronistiche Combattere questa Legge si risulta contro le Riforme e quindi conservatori Confusione delle Leggi, degli obiettivi, di tutto il sistema legislativo E’ in voga la moda, mai contrastata di modificare la Costituzione con Leggi ordinarie Facile lasciare intendere che ci sono dei risparmi anche se non è vero Facile vendere l’illusione che possono migliorare i servizi Nessun interesse per il territorio, per il ruolo turistico dei territori, per il governo del territorio Ignavia dei Sindaci e disorganizzazione di questi che non sanno a chi rivolgersi Nomina e non elezione dei Parlamentari Assenza di politica e di partiti PUNTI DEBOLI DELLA LEGGE Presenta obiettivi aspetti anticostituzionali anche se i Comuni non possono rivolgersi alla Corte dei Conti (possono farlo il Governo, il Parlamento e le Regioni) Non dimostra il risparmio Elimina di fatto il ruolo dei Comuni ma lascia, al momento, Sindaci, Giunta, consiglieri e uffici Crea un unico bilancio e i soldi delle tasse comunali dei cittadini vanno in un unico calderone Vastità dei territori comunali in montagna Cambiamenti climatici che richiedono o richiederebbero un maggior governo del territorio Non ci sono e non ci saranno soldi, al di là delle promesse e buone intenzioni, per premiare le Unioni Aumento del costo del personale visto che quantomeno saranno a carico dell’Unione i dipendenti della Comunità Montana Non sarebbe possibile, anche se sarà raggiunto un compromesso, l’unione dei Comuni come Medesano, Fornovo e Solignano (in questo caso si faranno due distretti socio sanitari?) Distanze elevate da un Comune all’altro, in montagna Nei fatti riduzione dei servizi: a) solitamente i servizi, nel pubblico, fatti insieme, costano di piu’ (Montagna 2000, raccolta rifiuti, Asp, Soprip spa ecc. ecc.) b) il bilancio dell’Unione, gestito regolarmente, avrà modo, se va bene, di far fronte solo alle spese del personale (accresciuto con quello dei dipendenti delle CM e in un prossimo futuro, com’è previsto, con parte del personale delle Province per le deleghe che la Regione trasferirà alle Unioni), del rimborso dei mutui. Sarà già difficile pagare l’illuminazione pubblica e il riscaldamento e quindi non ci saranno risorse per i servizi pubblici. Ci sarà maggiore burocrazia e ovviamente un maggior rispetto delle Leggi (nessuno si assumerà delle responsabilità e tutto verrà deciso e gestito da dirigenti pubblici) e quindi tanti servizi non verranno piu’ dati visto i costi e visto che nessuno si assumerà la responsabilità. c) I Sindaci, gli assessori e i consiglieri dei singoli Comuni saranno solo rappresentativi e non avranno nessun potere visto che non hanno il bilancio, il controllo del personale e la proprietà dei beni strumentali. Enorme debito pubblico dell’Italia che sarà sempre piu’ obbligatorio ridurre e pertanto visto che nessuno vuole ed è difficile fare delle riforme vere per ridurre gli sprechi, la burocrazia, la giungla delle Leggi, sarà facile non dare piu’ nulla, anzi prenderne, dai Comuni e dagli Enti locali. Per garantire i servizi e accrescerli, come sarebbe necessario, serve un’altra organizzazione del Comune e obiettivamente è piu’ semplice se il Comune è piccolo: a) organizzazione del volontariato b) Sindaco del far fare c) Utilizzo al meglio, come Comunità, delle risorse del territorio d) Cooperative di Comunità e) Consorzio di proprietari (Berceto 5.000) per utilizzare le energie rinnovabili e rispettare l’ambiente e il paesaggio f) Gruppi di acquisto gas, energia elettrica ecc. g) Forme innovative dei servizi come trasporto pubblico, assistenza domiciliare ecc. h) Riserve di caccia e pesca comunali per impiegare i guadagni nel governo del territorio attraverso le organizzazioni dei pescatori e cacciatori i) Imposta di scopo j) Forme di risparmio rispettando e utilizzando, ad esempio, la Consip Popolazione anziana, in montagna, che non ha dimestichezza con l’informatica

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  • Daniele Tanzi

    20 Gennaio @ 13.18

    Con tutto il rispetto per il Sindaco Lucchi, uomo illuminato, possiamo permetterci una sede comunale a Valmozzola, con 586 abitanti? O a Tornolo, 1136 abitanti?

    Rispondi

  • lalla

    20 Gennaio @ 12.17

    purtroppo i sindaci dei comuni piu forti pensano solo al loro interesse e vanno per la loro strada .....prima di tutto sara bene cambiare questi che non hanno capito che la gestione di comunita di persone non e una gestione aziendale

    Rispondi

  • michele

    19 Gennaio @ 21.10

    il cittadino nella sua semplicità dall' l'unione imposta si vede senz'altro complicare la vita e ne esce, nel migliore dei casi, sfiduciato : spero non gli si faccia una colpa se è preoccupato , almeno che non si cerchi di tenere accademiche spiegazioni e demagogie e giri di parole . Speriamo anche che per una volta, dietro le scrivanie , siedano Uomini e non Caporali , quindi che sappiano comprendere che si parla di persone e non di aggeggi . Io penso che la Regione Emilia ROmagna sia un'ECCELLENZA grazie a concreti progetti ed interventi reali e positivi .

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