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La fusione dei Comuni piace ai sissesi

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Cristian Calestani
La maggioranza dei cittadini è favorevole. Ma molti, specie coloro che sono più legati alle tradizioni, storcono il naso davanti al progetto della nascita di una fusione. In tanti poi rivendicano un ruolo centrale per Sissa, specie se l’accordo dovesse avvenire a tre con Trecasali e Roccabianca, senza l’eventuale coinvolgimento di San Secondo.
Dopo le prime dichiarazioni ufficiali dei tre sindaci – Grazia Cavanna per Sissa, Nicola Bernardi per Trecasali e Giorgio Quarantelli per Roccabianca – il tema della fusione diventa centrale tra i cittadini di Sissa.
Non c’è solo fantapolitica, ma la volontà di pensare al futuro istituzionale del paese.
«La fusione sarebbe certamente una cosa giusta per risparmiare – commenta Bruno Cavazzini, ex vigile del paese -. Però si pone subito un interrogativo: dove si farà la sede del nuovo Comune? L’eventuale coinvolgimento di San Secondo farebbe ricadere la scelta per forze di cose su quel paese essendo il più grande, ma se l’accordo fosse a tre è chiaro che Sissa avrebbe tutto il diritto per divenire il centro del nuovo ente». «La Fusione con Trecasali è tassativa» sentenzia invece Sante Maccarini. Come lui la pensano «Il Moro» Vittorio Grignaffini e Giorgio Guareschi che aggiunge: «è una strada obbligata, ma purtroppo ancora troppi in Italia non riescono a comprenderlo perché si resta fortemente legati alle logiche del campanilismo».
 Più cauto il giudizio di Nunzia Sommese: «se ci sono veri vantaggi come un incremento delle risorse e un miglioramento del servizio di trasporto pubblico al livello di altri paesi non sono affatto contraria» sostiene.
Favorevole anche Divo Cerri che commenta «dovrebbe essere un vantaggio, anche se poi si vedono casi come quelli di Polesine e Zibello che hanno fatto molta fatica ad unirsi provandoci per anni». «Se conviene, si può fare» aggiunge Sante Maradini.
Favorevoli anche Gianni Sbernini, «così facendo tre realtà che attualmente contano poco su scala provinciale potranno avere un peso maggiore», e Samuele Rivara che ha ricordato «le tante cose su cui già si collabora, a partire dalla scuola, con Trecasali». Pensiero condiviso in famiglia anche dal papà Giuseppe Rivara: «bisogna accorpare e risparmiare».
«La fusione ci può stare – sostiene Paolo Mori -, ma ad ogni paese deve essere garantita una rappresentanza equivalente agli altri indipendentemente dal numero degli abitanti». A ritenere positiva l’idea della fusione c’è anche un ex consigliere comunale come Fausto Balestrazzi: «l’importante è che si contengano le spese, ottimizzando il personale e che non succeda come per la casa di riposo dove con la nascita dell’Asp è stato necessario prevedere figure dirigenziali in più». E un altro ex consigliere come Claudio Cerri dice di essere «favorevole dinnanzi comunque ad una strada obbligata».
Non mancano comunque gli scettici e i contrari.
«Non sono del tutto d’accordo – spiega Giuliano Bolzoni -. Con la fusione Sissa rischierebbe di perdere la sua identità, le sue radici e le sue tradizioni. Dovendosi accorpare con Trecasali è però bene che il municipio resti a Sissa perché in passato Trecasali ha già ricevuto la scuola ed ora, anche nel rispetto della legge che privilegia il paese con la popolazione più numerosa, è bene che il municipio resti qui».
«Meglio soli che male accompagnati» sentenzia Carlo Galli nell’esternare la sua contrarietà. «Sono per l’autonomia di Sissa – dichiara Sante Cesari -. Abbiamo già perso la scuola e rischiato di perdere la caserma. Non vogliamo peggiorare ancora». 
 

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