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Fidenza: una rete per combattere la prostituzione

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 Grazie ad una convenzione stipulata tra il Comune di Fidenza, la Provincia di Parma, l’Azienda Usl e l’Associazione Centro Antiviolenza di Parma, riparte il “Progetto Emilia”, inserito nella rete “Oltre la strada” della Regione Emilia Romagna e finalizzato al contrasto del fenomeno della prostituzione e della tratta.

"PROMUOVERE LA SICUREZZA SOCIALE" - Il progetto, che interessa l’intero Distretto di Fidenza, è stato presentato stamani nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il sindaco Giuseppe Cerri, l’assessore provinciale ai Servizi sociali e Sanitari, Tiziana Mozzoni, il presidente dell’Associazione Centro Antiviolenza di Parma, Sara Ambrosoli, il direttore del Distretto socio-sanitario di Fidenza, Maria Rosa Salati. Gli obiettivi del Progetto Emilia sono: prevenire i rischi sanitari connessi alla diffusione di malattie a trasmissione sessuale, prevenire e ridurre tensioni sociali sul territorio, promuovere la sicurezza sociale, aiutare le vittime di fenomeni criminali quale la tratta di persone. Il progetto è destinato alle persone che si prostituiscono lungo la via Emilia nel tratto di strada che va da Rimale a Ponte Taro nel territorio del Distretto di Fidenza.

UN'UNITA' DI STRADA PER INFORMARE LE PROSTITUTE - La Provincia svolge funzione di coordinamento tra i diversi soggetti impegnati nel progetto. Il coordinamento è strutturato su 2 livelli: politico-istituzionale e tecnico-operativo. «Questo progetto, che riparte in forma rivisitata, crea le condizioni per prendere contatti, conoscere ed informare le prostitute attraverso un’unità mobile di strada – ha spiegato l’assessore provinciale ai Servizi sociali e Sanitari, Tiziana Mozzoni - Il progetto opera non solo nella logica della riduzione del danno, ma anche come strategia prioritaria per la costruzione di contatti e relazioni con il target, nonché per la creazione delle condizioni necessarie all’avvio di un eventuale percorso di protezione sociale. Teniamo presente che molte di queste donne non si prostituiscono per libera scelta».

LA COLLABORAZIONE CON IL CENTRO ANTIVIOLENZA E CON L'AUSL - L’unità di strada è dotata di un apposito automezzo per le uscite messo a disposizione dal Comune di Fidenza ed offre, oltre alla possibilità di un piccolo ristoro, materiale informativo e di profilassi sanitaria alle donne contattate. Al Punto di Ascolto distrettuale per le donne vittime di violenza di Fidenza, gli operatori dell’unità di strada tengono colloqui d’aiuto ed informativi e organizzano i percorsi ai servizi sanitari e sociali. «Fidenza continua il proficuo rapporto di collaborazione con il Centro Antiviolenza di Parma, con il quale abbiamo già attivato uno sportello per le donne vittime di violenza. Il Progetto Emilia ci consente di monitorare il fenomeno della prostituzione e di intervenire sulle implicazioni sociali che comporta, soprattutto per quello che riguarda la prevenzione sanitaria. E’ uno strumento che ci permette di interagire e di aiutare donne che spesso sono vittime della tratta», ha detto il sindaco Giuseppe Cerri. Uno degli aspetti più rilevanti del Progetto Emilia sono proprio la prevenzione e l’informazione sanitaria. L’Azienda Usl di Parma individua operatori sanitari presso un consultorio e un presidio ospedaliero del Distretto per le prestazioni sanitarie richieste e necessarie alla tutela della salute. «Il ruolo dell’Azienda Usl all’interno di questo progetto è quello di mettere a disposizione di queste donne una facilitazione all’accesso delle prestazioni sanitarie. La prevenzione sanitaria è fondamentale perché incide direttamente sulla salute pubblica», ha detto la direttrice del Distretto socio-sanitario di Fidenza, Maria Rosa Salati. Soggetto attuatore del progetto è l’Associazione Centro Antiviolenza di Parma, cha vanta una lunga esperienza nell’assistenza alle donne in difficoltà o vittime di violenza. «In questo modo possiamo essere un ponte tra la strada e i servizi socio-sanitari. Aiutiamo queste donne a uscire dalla tratta, forniamo loro informazioni e le guidiamo nella prevenzione sanitaria», ha spiegato il presidente dell’Associazione Centro Antiviolenza di Parma, Sara Ambrosoli.

Il Progetto Emilia è stato attivato il 17 novembre e si concluderà il 30 settembre 2009. Il Piano finanziario prevede il cofinanziamento tra diversi enti per un totale progettuale del valore di 60.110 euro. La Regione Emilia Romagna impegna 18.000 euro, il Comune di Fidenza 9.760 euro, la Provincia di Parma 20.000 euro, l’Azienda Usl 9.850 euro e l’Associazione Centro Antiviolenza 2.500 euro. La spesa comprende i costi relativi all’Unità di strada, i costi generali e di personale degli enti coinvolti, i mezzi di trasporto.
I risultati ottenuti dal Progetto Emilia nel periodo dal 1 luglio 2007 al 30 aprile 2008, attraverso l’attività delle unità mobili di strada, ha registrato: 109 contatti, 40 uscite e, mediamente, 12 accompagnamenti a quadrimestre.

Nella foto: da sx, Maria Rosa Salati, Giuseppe Cerri, Sara Ambrosoli, Marco Antonioli, Tiziana Mozzoni

 

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