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Scopre i ladri in casa e si trova minacciato con un coltello

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COMUNICATO STAMPA

I carabinieri della compagnia di Fidenza hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un moldavo residente a Sassuolo, responsabile di rapina impropria nei confronti di un fontevivese, messa a segno l'8 gennaio scorso.

I fatti -  Di pomeriggio, intorno alle ore 19 un 25enne si trova da solo nell’abitazione ove abita con sua madre, in quel periodo assente da Fontevivo. Ad un tratto sente dei rumori provenire dalla stanza da letto di sua madre al piano superiore ed un improvviso veloce calpestio di persone che si muovono in fretta. il rumore dei cassetti aperti e richiusi gli sgombra dalla mente ogni dubbio: in casa ci sono i ladri. Preso coraggio, Mirko si affaccia con circospezione dalla sua camera da letto e vede un tale che dal corridoio si dirige con decisione verso di lui brandendo un coltello: l’uomo lo raggiunge ed afferratolo con violenza, intimandogli di non gridare, lo spintona verso il muro ove lo costringe a voltare il viso per salvaguardare la fuga di un complice, che effettivamente aprofittando di tale circostanza si guadagna la fuga non visto. Un attimo dopo anche l’aggressore si allontana di corsa per mezzo della stessa via di fuga.

I carabinieri di Fontanellato, immediatamente intervenuti accertavano che i ladri erano entrati in casa previa forzatura di una finestra sul retro dell’abitazione ed avevano portato via 3000 euro in contanti, diversi orologi e gioielli da donna.

Analizzando il modus operandi del ladri e la descrizione delle fattezze somatiche esposte dalla vittima del reato,  il comandante della stazione di Fontanellato, lgtn Giuseppe Cacciaguerra coglieva analogie con un furto avvenuto due mesi prima sempre in Fontevivo, per il quale vi erano a disposizioni le immagini riprese da una telecamera a circuito chiuso che riprendevano il volto del ladro. il comandante diramava i fotogrammi del ladro  a tutti i comandi arma delle province confinanti e da un comando dell’arma di Reggio Emilia giungeva risposta: l’uomo ripreso dalle telecamere sembrava essere C. A. moldavo di 33 anni, residente a Sassuolo pregiudicato, incappato in un posto di controllo dei carabinieri di Reggio Emilia qualche giorno prima, e lì accuratamente identificato e fotosegnalato.

Il lgtn Cacciaguerra acquisiva la fotografia del moldavo verificando di persona che effettivamente ne corrispondevano le sembianze con l’autore del furto avvenuto qualche mese prima. Ma anche Mirko vi riconosceva, al di là di ogni ragionevole dubbio, la persona che lo aveva aggredito e minacciato con un coltello.

La procura della repubblica di Parma nella persona del sost. procuratore Giuseppe Amara concordava con le risultanze investigative dei carabinieri di Fontanellato  e richiedeva al gip l’emissione di ordinanza di custodia cautelare che arrivava ai carabinieri il 18 gennaio 2013, appena dieci giorni dopo il delitto.

I carabinieri di Fontanellato coadiuvati dal Nucleo operativo di Fidenza, si presentavano a casa del moldavo che purtoppo si era gia’ disfatto del bottino. C.A. si trova tuttora  recluso in carcere in attesa di processo sia per la rapina che per il furto avvenuto due mesi prima: deve rispondere di furto aggravato, rapina, porto abusivo di coltello

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  • Maurizio

    11 Marzo @ 02.27

    Mi dispiace leggere i commenti dell\\\'articolo ancora oggi, ma ci tengo anche se in ritardo commentare!\\r\\nPeccato che il furto diventato rapina non sia stato il primo,quello dell\\\'8 gennaio,l\\\'8 gennaio è stato fatto il furto in casa mia dove per loro fortuna non ero presente,c\\\'erano le telecamere per me,meno male...almeno hanno fatto il loro lavoro.\\r\\nIl mio l\\\'avrei fatto sicuramente con il sangue! mi sarei difeso da persone molto pericolose come ci testimonia il video della videosorveglianza interna.\\r\\nDevo commentare anch\\\'io per quella orribile striscia nera che nasconde il viso nella foto segnaletica,ma che nascondete! Quale privacy! Vogliamo i nomi! Vogliamo la sentenza!\\r\\nHo messo a disposizione le foto di casa mia e le avete pubblicate senza esitare, Rai 1 al tg delle 20.00 ha mandato adirittura il video integrale senza neanche chiedermi il consenso, e tagliano una scena dove il secondo complice,ladro di merda, ancora in libertà, mette in tasca la refurtiva! cosa taglia! ha rubato anche lui come il primo! E\\\' entrato in casa mia! Mia ha sfondato la porta! Ha buttato per aria tutto ed ha toccato la mia roba nei miei cassetti! \\r\\nVolete sapere di piu\\\'? ce ne da vendere le notizie! \\r\\nErano in 4! due aspettavano in cortile!\\r\\nLi vogliamo prendere questi o no? \\r\\nLi teniamo in galera o no?\\r\\nLavoro per la sicurezza privata da tanti anni garantendo sicurezza a cose e a persone, e non devo essere tranquillo io? \\r\\nMi dispiace tanto per loro, da casa mia è meglio stare lontano.\\r\\nPer la redazione:\\r\\nCara redazione, mi sarebbe piaciuto essere contattato quando vi ho mandato le tre foto che avete successivamente pubblicato sulla gazzetta, avreste fatto sicuramente un articolo più preciso con magari qualche consiglio da dare ai lettori come difendersi contro i furti in appartamento, tantissimi ancora oggi.\\r\\nMi sarebbe piaciuto che anche Tv Parma avesse mandato il video dei due furbi in casa mia,agressivi da paura, esperti e pericolosi. Faccio presente che di video del genere in circolazione ce ne sono pochissimi,in pochi hanno la videosorveglianza in casa,non abbiate paura di raccontare la verità!\\r\\nGrazie!

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  • Giuio

    18 Febbraio @ 08.24

    Se qualcuno ha avuto l'opportunità di ascoltare ciò che ha detto l'immortale Casini c'era da rabbrividire: lui è per gli stati uniti d'europa e per la cessione della sovranità nazionale per il "bene comune". E' gente come questa di cui non ci siamo ancora liberati, che, complice della distruzione dell'italia a favore di una tirannia europea, punta a rimanere in politica, per il proprio tranaconto. Dà la colpa agli altri, ma lui era loro alleato: e che cosa fece per combattre il declino ? NULLA. Ecco perchè siamo messi così. Perchè si continua a credere a questi incantatori di serpenti che hanno distrutto la nostra economia, la nostra società e che oggi vengono ancora a frugare nelle nostre tasche per vedere se possiamo permetterci di andare al ristorante o dal medico. Spero finisca a breve la loro epoca di soprusi ai danni nostri.

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  • gazzettadiparma.it

    18 Febbraio @ 07.06

    @Renz - Di rapina impropria ho scritto la prima volta negli anni '80, quindi non si tratta di un termine nuovo. Premesso questo, in due parole: la rapina è un reato che assomma furto e violenza (o minaccia di violenza). Esempio classico: entro in banca con una pistola e mi faccio consegnare i soldi. - Nel caso in questione, la violenza non compare all'inizio: sarebbe stato un semplice furto se il derubato non si fosse svegliato. A quel punto è scattata la violenza (=minaccia con il coltello), e quindi il reato di furto si trasforma in rapina, detta impropria appunto perchè inizialmente la viiolenza non era "prevista".

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  • marco

    17 Febbraio @ 16.40

    all'inizio, l'articolo dice: <<responsabile di rapina impropria>> poi conclude: <<deve rispondere di furto aggravato, rapina, porto abusivo di coltello>> Non ho mai sentito parlare di "rapina impropria" di che si tratta?... in questo caso è impropria o "normale" ? Se il cronista ci volesse INFORMARE CON CHIAREZZA... Grazie.

    Rispondi

  • Puzzi

    17 Febbraio @ 13.20

    Ancora una volta mi sembra che il problema sia la (IN)Giustizia. Condoni, patteggiamenti, condizionali, amnistie, un continuo orrore incivile. Quattro sono gli errori gravissimi di queste decisioni: PRIMO ERRORE: quando un delinquente è arrestato con le mani nel sacco, ovvero in flagrante, il processo - per legge - va fatto per direttissima, ovvero subito. Non occorrono tante udienze, non occorrono lunghe analisi dei RIS sulle prove, non servono perizie dei parte o del CTU, ma la condanna è immediata, poiché lo hanno colto non la mani nel sacco!!! Quindi la spiegazione data è quantomeno inesatta, se non addirittura falsa. SECONDO ERRORE: si patteggia se lo Stato ha interesse, ad esempio se l'arrestato fa nomi dei complici, confessa reati precedenti ecc.. Se l'arrestato non offre nulla, il patteggiamento VA RIFIUTATO! Sennò, che senso avrebbe? TERZO ERRORE: si presume che i patteggiamenti abbiano accelerato i processi. Non c'è cosa più falsa. Dall'introduzione del Giudice monocratico, del patteggiamento, ecc. I PROCESSI SONO ANCORA PIU' LUNGHI!!!! QUARTO ERRORE: legato al terzo. Dare sconti di pena, amnistie, indulti, pene altrernative ecc. rimette in circolazione i delinquenti che dovrebbero stare in galera. E quindi questi tornano a delinquere, vengono riarrestati, ed I TRIBUNALI SI INTASANO perché nessun delinquente è in carcere ma sono tutti in Tribunale sotto processo. La domanda alla fine è: ma i Giudici lo fanno apposta? Vogliono fare vedere che hanno troppo lavoro per poi chiedere più soldi? più personale? più risorse? più attenzione? mmm... Dimostrateci che questa è soltanto una mia stupida paranoia, RIFIUTATE I PATTEGGIAEMNTI, FINITELA CON LE SOSPENSIONI CONDIZIONALI, SALVATE LA SOCIETA' CIVILE ALLONTANANDO I DELINQUENTI E METTETELI DOVE DEVONO STARE: IN CARCERE

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